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Incendi nell’Aspromonte, lettera aperta a Draghi, Spirlì ed Ente Parco: “ripristinare i contratti di responsabilità sociale e territoriale”

incendio aspromonte

L’Aspromonte è un inferno, i cittadini richiamo le Istituzioni locali e nazionali ad un cambio di passo nella gestione del territorio e della prevenzione agli incendi

Dal cuore della montagna in lutto. L’Aspromonte e i suoi abitanti stanno vivendo un vero inferno da diversi giorni a causa degli incendi, alcuni cittadini hanno così rivolto una lettera aperta al Presidente del Consiglio dei Ministri Mario Draghi, al Presidente della Giunta regionale calabrese Nino Spirlì e al Presidente del Parco nazionale dell’Aspromonte Leo Autellitano. “Riuniti nel cuore della nostra montagna in fiamme per l’ennesima volta, nonostante il lutto, l’ affanno e l’ indignazione in cui siamo immersi, proviamo a interagire con voi rappresentanti delle istituzioni locali e nazionali dando per scontata la vostra cultura democratica e confidando quindi in una pronta e soddisfacente risposta – scrivono – . Le vostre modalità di governo dei territori, sia quelle già messe in campo sia quelle che state programmando o che state evitando di programmare, rivelano a nostro parere la carenza di una riflessione generale sulla nostra società giunta alla fine “dell’ epoca dello sviluppo” e continuano a rifarsi all’anacronistica fiducia nella crescita economica illimitata che si traduce, in ultima istanza, in una guerra permanente contro la natura e i poveri del Mondo”.

“Da questa postazione ammantata di dolore – prosegue la nota – , dolore alimentato dagli incendi ma già prima scaturito dalla gestione dei rifiuti vostra e dei vostri predecessori, dal tradimento da voi rinnovato dell’esito del referendum sull’acqua pubblica, dalla vostra incapacità di bonificare i siti nazionali e regionali contaminati e di vietare le produzioni nocive, dalla vostra complicità nella distruzione degli ecosistemi costieri e via di questo passo elencando, vi invitiamo a entrare realmente, e non a chiacchiere, nell’era della transizione ecologica. Come è stato scritto autorevolmente sia la pandemia che la crisi ambientale da cui è scaturita “rivelano il nostro disperato bisogno di una trasformazione economica che metta al centro, piuttosto che la produzione di beni di consumo, attività di riproduzione socio-ecologica, vale a dire la messa in sicurezza del territorio, il riciclo dei rifiuti e le filiere di approvvigionamento energetico e alimentare di prossimità, nonché istruzione cultura e salute. È tempo di prendersi cura sia delle persone che del Pianeta. La cura può diventare il segno distintivo di un’ economia basata sul sostentamento del vivente, che crei occasioni di lavoro basate sui bisogni reali, piuttosto che sull’ espansione delle merci (Riccardo Mastini sul numero 84 della rivista Gli asini)””.

“Voi, orientando la spesa pubblica in certe direzioni a scapito di certe altre, non avete voluto riservare al risanamento idrogeologico i miliardi necessari, come se l’Italia non fosse diventata negli ultimi decenni un paese sempre più vulnerabile per via dello spopolamento delle aree interne, per la perdita della manutenzione ambientale garantita dagli abitanti di estrazione rurale. Preferite spendere ancora più soldi per fronteggiare le immancabili emergenze; l’intervento a danno consumato, al pari dell’ intervento produttore di danno, è diventato ormai il primo motore della crescita economica. E come mai, vi chiediamo in conclusione, il triste fenomeno dei roghi non è ai giorni nostri affrontato con il sistema adottato dal Parco dell’Aspromonte all’epoca in cui era presidente dell’ente Tonino Perna, cioè con quel metodo rivelatosi più efficiente, molto meno costoso, privo del drammatico effetto collaterale legato alla salinizzazione dei terreni che ricevono acqua di mare dai Canadair, e capace di creare occupazione per soggetti del terzo settore (cooperative, associazioni) con i “contratti di responsabilità sociale e territoriale”? L’Aspromonte trasformato in girone infernale ha inghiottito stavolta due vite umane e in più, come al solito in casi del genere, la qualità dell’ecosistema terrestre si è abbassata per la morte di un numero incalcolabile di alberi, di altri vegetali e di animali. La tragedia in corso vi spingerà finalmente a fare qualcosa di adeguato, all’altezza dei vostri delicati compiti, oppure continuerete a gettare ancora sale sulle ferite senza mai cambiare radicalmente rotta?”, conclude la nota.

La lettera è stata firmata da:

Movimento turismo del vino Calabria
Arturo Lavorato e Felice D’Agostino- registi
Alberto Ziparo – Università di Firenze
Laboratorio territoriale di San Lorenzo e Condofuri
Equosud
Associazione Conservatorio grecanico
Carmine Abate – scrittore
Cataldo Perri – musicista
Associazione Altrosud
Quaderni del Sud- Quaderni calabresi
SERAC – Salvataggio e recupero animali Calabria
Jonas Carpignano – regista
Associazione Il brigante
Alice Rohrwacher – regista
Comitato Salviamo la Scarpina di Soverato
Giovanni Maiolo Rete Comuni solidali
Carmine Abate – scrittore
Movimento ambientalista Preserre
Associazione I Sognatori
Progetto Terre di Perrè – Custodi di saperi e sapori
Biodanza Calabria
Kalistratìa odv
Movimento Petrizzi Rinasce
Cooperativa “a menzalora”, Petrizzi
Associazione ” Primavera Andreolese”, S. Andrea Apostolo dello Jonio
Centro Bambini Montepaone di Viviana Vitale, Montepaone