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Incendi nell’Aspromonte, il commovente supporto del Parco dell’Appennino Lucano: “un gesto che ha colmato con l’amore il dramma della situazione”

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“Una catena di solidarietà che ha commosso tutto l’Aspromonte mostrando, per l’ennesima volta, l’animo nobile e sensibile del popolo italiano. Non smetteremo mai di ringraziarvi”, ha dichiarato il presidente del Parco Leo Autelitano

Il presidente del Parco Nazionale dell’Aspromonte, Leo Autelitano, ha accolto con parole di profonda gratitudine il presidente del Parco dell’Appennino Lucano, Giuseppe Priore e i numerosi volontari dei gruppi di Protezione civile dell’Appennino Lucano, che in questi giorni hanno prestato la loro opera laboriosa, albero dopo albero, metro dopo metro, nella lotta contro i devastanti incendi in Aspromonte. I volontari esperti in AIB, a testimonianza dell’encomiabile spirito solidale, resteranno ancora sul nostro territorio per proseguire le attività di bonifica e prevenzione fino a conclusione dell’emergenza.

Il presidente Priore ed i volontari sono stati ricevuti presso la sede dell’Ente Parco Nazionale dell’Aspromonte dal presidente Leo Autelitano e dal Funzionario delegato Silvia Lottero che hanno voluto esternare incondizionata riconoscenza per il gesto di vicinanza e sostegno. “La solidarietà mostra sempre volti nuovi e mani amiche, pronte a rinunciare a tutto pur aiutare il prossimo, come in questo caso – ha dichiarato il presidente del Parco Leo Autelitano .  Il vostro gesto ha colmato con l’amore, il vuoto del nostro spirito, in un momento di grande sconforto e drammaticità per le comunità d’Aspromonte, profondamente colpite dalla furia incendiaria che ha provocato morte e distruzione. Anche dalle esperienze più dolorose – ha concluso il presidente Leo Autelitano – possiamo trarre insegnamenti importanti. L’emergenza in corso, infatti, deve consigliare una riflessione nazionale su questi fenomeni devastanti e al contempo accrescere forme di gemellaggio e scambio di buone pratiche, affinché i gesti di solidarietà e gli sforzi dei volontari non siano vanificati”.