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Assunzioni all’Atm di Messina, il presidente Campagna alza la voce: “Cgil e Uil hanno perso l’occasione di tacere”

ATM Messina

Il Presidente di ATM SpA Giuseppe Campagna risponde a Cgil e Uil, per il loro intervento su alcune testate giornalistiche in merito alle assunzioni di personale a tempo indeterminato

Anche questa volta i soliti paladini del tesseramento, alias Filt Cgil e Uil, hanno perso l’occasione di tacere, non fosse altro per evitare, a loro beneficio, di confermare la loro totale inadeguatezza a comprendere. Si, a comprendere che questa Società si muove su un percorso distinto e distante dalle logiche che hanno portato allo sfascio della vecchia azienda.

In relazione all’intervento di CGIL e UIL, riportato da alcune testate giornalistiche, il Presidente di ATM SpA, Giuseppe Campagna, fa rilevare la strumentalità e speciosità dei rilievi mossi nei confronti delle selezioni pubbliche per l’assunzione di personale a tempo indeterminato, volte a coprire delle deficienze organiche in coerenza con il Piano Industriale, l’Organigramma ed il Piano del fabbisogno del Personale. Di seguito il comunicato con cui Campagna alza la voce ed espone le proprie ragioni sul tema.

In primo luogo, si evidenzia proprio che il Piano Industriale e la relativa dotazione organica (organigramma) prevista per la sua attuazione è stato approvato dal socio unico (Comune) ed è stato, già a suo tempo, inviato alla OOSS le quali non risulta abbiano a tutt’oggi mosso alcun rilievo.

E’ ovvio, che l’Azienda per poter assolvere alla propria funzione e svolgere, coerentemente agli obiettivi prefissati, tutte attività affidate dal contratto di servizio, le altre competenze trasferite nel tempo dal Comune e quelle nuove assegnate per legge, ha la necessità di avere a disposizione il personale e le competenze professionali specificatamente necessarie.

Come al solito il lessico utilizzato da queste OOSS è sempre suggestivo, perché cerca di evocare in chi legge, con enfasi ed evidente disinformazione in mala fede, chissà quali oscure trame tessute in danno dei lavoratori, della trasparenza e del merito. L’utilizzo virgolettato del verbo “sfornare”, evoca proprio un’attività quasi convulsa e sistematica, in virtù della quale sembrerebbe che l’Azienda non si occupi d’altro se non di assumere personale. I fatti concreti, i numeri economici e finanziari, in realtà, dicono ben altro. Raccontano di un’azienda sana, attenta, a differenza del passato (che evidentemente piaceva molto a queste OOSS), alle dinamiche finanziarie e di bilancio, che ricerca, anche all’esterno, le professionalità necessarie per assolvere alla propria “missione aziendale”.

Peraltro, il riferimento fatto a quest’ultima circostanza che la ricerca del personale sia rivolta all’esterno, anche questa strumentalmente suggestiva, si rivela immediatamente inconsistente, in considerazione del fatto che tutte le selezioni pubbliche ad oggi effettuate, quelle in corso e quelle eventualmente a divenire, sono state rivolte e lo saranno per il futuro, alla generalità dei partecipanti, ivi inclusi ovviamente, i dipendenti di ATM SpA che avessero i requisiti necessari di partecipazione.

Quanto all’evocata trasparenza, poi, è sotto gli occhi di tutti che ATM SpA si sta muovendo nella stretta osservanza di procedure di evidenza pubblica e, sempre a differenza del passato in cui si privilegiavano strumenti e procedure che hanno favorito precariato e certamente non trasparenza nel reclutamento, di assunzioni a tempo indeterminato che, ovviamente, travalicano la durata temporale degli organi amministrativi societari.

A volte, si farebbe bene (tutti) a rivolgere la memoria al passato ed alle gravi criticità anche sociali che quel periodo scellerato ha generato, per apprezzare meglio gli sforzi che tutti i soggetti coinvolti nel passaggio dalla vecchia ATM (Azienda Speciale) alla nuova ATM Spa, hanno nel tempo profuso per dare alla città un servizio migliore, per essere capaci di attrarre finanziamenti, investire in innovazione tecnologica e migliorare le infrastrutture esistenti e, nel contempo, mettersi alle spalle brutti e vecchi ricordi di un periodo e di esperienze gestionali della vecchia azienda, di cui ancora oggi la città si sta facendo carico.

Ma, queste OOSS, evidentemente, non conservano la giusta memoria del passato del quale sono state colpevoli protagoniste, perché, sempre per evidenziare che il lessico usato non è affatto ingenuo, rincarano la dose di falsità nel tentativo di ingenerare suggestione allorquando scrivono: “L’avvio quasi famelico di assunzioni dall’esterno mostrata dal management aziendale già dai primi giorni di vita, tranne che per la palese necessità di personale autista, condivisa e confermata dai sindacati per croniche carenze e dalla necessità di raggiungere i chilometri previsti nel contratto di servizio, rischia di far assumere alla Spa le sembianze di “stipendificio” se queste non scaturiscono da una pianta organica funzionale supportata da un piano industriale chiaro e da un fabbisogno organico condiviso”.

Certo, ci farebbe piacere, per trasparenza, comprendere:

– quale controllo hanno inteso esercitare questi difensori del diritto al lavoro (del tesserato di turno) negli anni in cui l’Azienda Speciale colava a picco?

– quali controlli di trasparenza e merito hanno effettuato questi sindacati allorquando negli anni venivano elargite promozioni con semplici ordini di servizio, anche con salti di tre categorie in un sol colpo ?

– quali azioni hanno posto in essere, quando per mesi (!) i lavoratori non percepivano stipendio, per capire e porre rimedio alle cause che portavano quei ritardi?

– quali processi di modernizzazione del servizio e dei rapporti con i cittadini hanno suggerito negli anni passati, mentre il mondo andava avanti e le altre aziende andavano avanti?

Le “selezioni dall’esterno”, ecco il problema: certamente se le selezioni fossero “interne” tutto sarebbe più semplice (o gestibile), dipende dai punti di vista.

Forse dobbiamo garantire il “diritto” alla carriera di qualcuno? Diritto, distorto, che ha portato la vecchia municipalizzata e questa Società, che ha dovuto garantire giustamente il transito dei lavoratori, a non avere (nel 2020):

– nessun ingegnere esperto in trasporti in organico;

– nessun esperto in analisi e pianificazione dei trasporti;

– nessuna gestione informatizzata del magazzino e delle officine;

– nessuna gestione informatizzata dei servizi;

E qual è la causa? Forse avere garantito il diritto alla carriera ad autisti, meccanici ed altro personale (certamente bravissimi nel lavoro per il quale furono assunti) il diritto a sedere in taluni posti senza avere la benché minima preparazione professionale e l’attitudine a pensare e gestire un servizio moderno e orientato ai clienti.

Basti pensare che nei giorni di festa era normale che il servizio pubblico essenziale venisse interrotto per diverse ore, ma regolarmente pagato ed indennizzato, con il compiaciuto bene placido di questi sindacati.

Peccato che negli stessi giorni e nelle stesse ore, infermieri, medici, forze dell’ordine e colleghi autoferrotranvieri e tutti coloro che svolgono un servizio pubblico continuassero a lavorare senza interrompere il servizio.

Tutte le attività dell’azienda, sono condotte nel rispetto degli equilibri di bilancio, come dimostra il bilancio di esercizio 2020 (approvato regolarmente nei tempi!) e con tutto il rispetto la governance aziendale opera in piena autonomia senza condizionamenti da parte di chi cerca in ogni modo di trovare un modo per dare conto di una attività sindacale, a dir poco, modesta, scarsamente lungimirante e per niente orientata al benessere aziendale nel suo complesso.

Continuare ad affermare per verità e lasciar immaginare alla città ed all’ignaro lettore che ATM SpA non abbia un Piano Industriale, un Organigramma ed il conseguente Piano del fabbisogno del Personale – come già detto – oltre a rivelarsi una falsità gratuita, si concretizza in un evidente uso strumentale e persino deviato del proprio ruolo. Le espressioni “famelico” e “stipendificio” – tanto gravi quanto gratuite – inserite nel contesto della nota sindacale, disvelano, in realtà, il tentativo di voler condizionare, oltre i limiti e le competenze, non soltanto le strategie e la pianificazione aziendale, ma anche l’attuazione ed il raggiungimento degli obiettivi.

In buona sostanza, queste OOSS travalicando il loro ruolo, vorrebbero spingersi financo a governare loro l’Azienda, sostituendosi oltre che al suo organo di governo, anche al socio che determina gli indirizzi e gli obiettivi da perseguire.

E’ di tutta evidenza, che queste OOSS, rispetto ad un recente passato che ha portato al fallimento la precedente Azienda, che assumeva personale, magari precario, con procedure di selezione nebulose e non proprio cristalline, in aperta violazione di leggi contabili per la mancanza di copertura finanziaria, oggi non hanno le mani in pasta, per cui non riuscendo più, come fatto in precedenza, a condizionare l’attività dell’Azienda e le sue scelte, cercano affannosamente, mediante la diffusione di notizie false e tendenziose, di instillare nell’opinione pubblica cittadina falsità e dubbi in ordine a procedure trasparenti che, come effetto indotto, hanno anche quello di dare prospettiva di lavoro concreta a tanti soggetti che, altrimenti, magari avrebbero dovuto lasciare la propria terra.

Ci saremmo, invece, aspettati e lo auspichiamo per il futuro, che queste OOSS stimolassero il confronto con l’Azienda per analizzare i risultati conseguiti in termini di programmazione ed efficienza del servizio, per conseguire una sempre più alta percentuale di raggiungimento degli obiettivi di efficienza dei servizi e, non per ultimo, della conseguente gratificazione lavorativa ed economica dei dipendenti.

Si, lo ribadiamo, avete perso l’occasione per tacere, ma siamo certi che ne perderete altre perché, ci spiace per voi, Noi andiamo avanti!

Si, ci spiace per voi, ma Noi #guidiamoilcambiamento !