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Afghanistan: i talebani sono entrati a Kabul, spari nella Capitale

talebani kabul Foto di Nawid Tanha / Ansa

L’aeroporto di Kabul resta l’unica via d’uscita dall’Afghanistan

I talebani sono entrati a Kabul: hanno ordinato ai loro combattenti di evitare violenze in città e consentire un passaggio sicuro a chiunque decida di andarsene. I milizaini sostengono di non voler prendere la capitale “con la forza”, riporta il Guardian citando il comunicato del portavoce. Secondo gli abitanti, nella capitale afghana si sentono spari e sono in corso combattimenti. Scene di panico vere e proprio con le autorità afghane che hanno chiesto a tutti i funzionari di lasciare i luoghi lavoro e tornare a casa. Negozi e banche chiudono, il traffico paralizzato da pesanti ingorghi. Il presidente Ashraf Ghani, scrive la Bbc, sta tenendo in questo momento consultazioni d’emergenza con l’inviato Usa Zalmay Khalilzad e altri rappresentanti della Nato.

I talebani in questo momento controllano tutti i valichi di frontiera dell’Afghanistan e l’aeroporto di Kabul è rimasta l’unica via di uscita dal Paese. Il ministro dell’Interno pakistano, Sheikh Rashid Ahmed, ha confermato che i talebani hanno conquistato il lato afghano del valico di Torkham, l’ultimo rimasto sotto il controllo dei governativi. Lo riporta ancora il Guardian. Preso il controllo anche del “centro del distretto di Bagram e di tutti i suoi dintorni”, nella provincia afghana di Parwan, una sessantina di chilometri a Nord di Kabul, sede della grande base aerea che Usa e Nato avevano riconsegnato, all’inizio di luglio, all’esercito afghano: “armi e attrezzature sono nelle mani dei mujahidin”, ha scritto su Twitter il portavoce dei talebani Zabihullah Mujahid, aggiungendo che l’avanzata ora si dirige verso il centro i Charikar. Il 2 luglio le truppe americane e della Nato avevano restituito all’esercito afghano la base aerea di Bagram, per 20 anni centro nevralgico delle operazioni della coalizione a guida americana.

elicottero usa su kabul

Foto Ansa

Afghanistan, iniziate le operazioni per il rientro dell’Ambasciata italiana: volo alle 21.30 locali

A quanto si apprende sono iniziate questa mattina le operazioni per il rientro in italia del personale dell’ambasciata a Kabul e dei connazionali presenti in Afghanistan. La partenza del volo è prevista per le 21.30 locali. Ieri l’appello della Farnesina tramite una mail mandata agli italiani presenti in Afghanistan a ritornare in Italia tramite il volo messo a disposizione dall’aeronautica militare.

“Italia, Europa, Occidente: vergogna! Lasciare donne e bambini in mano ai tagliagole islamici, dopo anni di battaglie e sofferenza, non è umano. Qualcuno al governo dovrebbe rileggersi ‘La rabbia e l’orgoglio’ e ‘La forza della ragione’ della grandissima Oriana Fallaci”. Lo scrive su Twitter il leader della Lega, Matteo Salvini.

Afghanistan, Mosca non evacuerà sua ambasciata a Kabul

L’evacuazione dell’ambasciata russa in Afghanistan non è prevista. Lo ha detto domenica a Interfax Zamir Kabulov, rappresentante speciale del presidente russo per l’Afghanistan, direttore del secondo dipartimento dell’Asia del ministero degli Esteri russo. “L’evacuazione non è pianificata. Sono in contatto diretto con l’ambasciatore. L’ambasciatore e il nostro personale stanno svolgendo tranquillamente i loro compiti”, ha detto.

Afghanistan, Renzi: “Biden ha sbagliato, no a patti con i talebani”

Il ritiro degli Stati Uniti dall’Afghanistan “è un errore storico”. Ad affermarlo è Matteo Renzi in una intervista a Repubblica. “Rispetto ma non condivido la posizione di Biden – spiega il leader di Iv –, in linea con Trump che per primo voleva l’accordo coi talebani. Con loro è impossibile”. E se Gino Strada diceva che gli interventi militari sono sempre sbagliati, Renzi non è dello stesso avviso: “Strada con Emergency ha curato milioni di persone. Quando si parla di lui bisogna sempre dire “Grazie”. Le sue idee politiche invece possono essere discusse. A me è capitato di farlo faccia a faccia. E quando mi diceva che non esiste guerra giusta pensavo ai partigiani e alla guerra contro il nazismo. La mia generazione ha conosciuto la vergogna di Srebrenica e del Ruanda. A differenza di Gino penso ci siano casi in cui l’intervento armato è necessario”.

Per il senatore Renzi “talora le guerre sono inevitabili, ma la politica può prevenirle. L’Italia, che ha salvato tante vite in quella Herat ora in mano ai Talebani, ha un’occasione. Tra due mesi Roma ospita il G20 con la presidenza autorevole di Draghi. Accanto alla pandemia, all’ambiente e alla ripresa economica bisogna riaprire il dossier “terrorismo internazionale”. Il rischio è che da Kabul a Maputo gli estremisti rialzino la testa. Serve una coalizione internazionale che faccia tesoro degli errori di questi anni ma non lasci terreno ai tagliagole”.