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Green Pass per accedere nei locali in Italia, le reazioni della politica: no da Meloni, ok dalla Sinistra, per De Luca è già attivo

Vincenzo De Luca Foto di Ciro Fusco / Ansa

La politica italiana si divide sulla possibilità di introdurre il Green Pass come accaduto in Francia: la Meloni dice no insieme a Fontana, sì della sinistra con De Luca che lo ha già introdotto da 4 mesi

A partire dal prossimo agosto, la Francia, per volontà del presidente della Repubblica Emmanuel Macron, introdurrà il Green Pass obbligatorio per frequentare bar, ristoranti, discoteche, luoghi di socialità e usufruire di mezzi come treni o aerei. Una sorta di lasciapassare che verrà rilasciato dopo aver effettuato la seconda dose del vaccino anti Covid. Misura che ha dato una scossa agli ‘indecisi’ che, di fronte alla possibile ‘esclusione dalla vita sociale’, hanno preferito optare per il vaccino. Secondo il governo francese non si tratta solo di una misura preventiva per contrastare la diffusione delle nuove varianti, ma anche utile ad aumentare il numero di persone vaccinate. La notizia ha diviso la politica italiana in merito alla possibilità che il Green Pass venga introdotto anche in Italia con le stesse modalità.

Giorgia Meloni: “Green Pass idea raggelante”

Giorgia Meloni si è espresso così attraverso il proprio account Twitter: “l’idea di utilizzare il green pass per poter partecipare alla vita sociale è RAGGELANTE, è l’ultimo passo verso la realizzazione di una società orwelliana. Una follia anticostituzionale che Fratelli d’Italia respinge con forza. Per noi la libertà individuale è sacra e inviolabile“.

Giovanni Toti: “Green Pass per preservare le libertà conquistate”

Su Facebook, Giovanni Toti si dice d’accordo con laproposta: “sul Green Pass sono d’accordo con la Francia! Da governatore, come potrei spiegare ai cittadini che si sono vaccinati che potrebbero dover di nuovo limitare le loro libertà, nonostante tanti sacrifici, per colpa di chi non si è voluto proteggere? Io mi sono vaccinato. Come me milioni di persone lo hanno fatto per senso civico, per la propria salute e quella degli altri. Non è un obbligo ma credo sia giusto, come ha scelto la Francia, impedire l’accesso a bar, ristoranti, cinema e tante altre attività a chi non ha il Green Pass o almeno il tampone fatto nelle ore precedenti. Perchè queste libertà le abbiamo riconquistate soprattutto grazie a chi quel vaccino l’ha fatto. E non merita oggi di doverci rinunciare per colpa di chi è rimasto a guardare… e spesso a criticare“.

Attilio Fontana sfavorevole: “Lombardia in grado di applicarlo, ma non c’è la necessità”

Il governatore della Lombardia Attilio Fontana si è espresso così sul Green Pass: “penso che noi saremo sicuramente favorevoli a una misura di questo genere. A Roma mi sembra che ci sia una riunione con il Garante della Privacy perche’ pare esistano problematiche di questo genere“.

Fontana ha poi precisato: “io non ho detto che si debba incentivare il Green pass, ma il contrario“. E cioè “che nelle situazioni in cui è stato disposto l’utilizzo del Green pass stavamo aspettando che il Garante si esprimesse sulle limitazioni. Laddove è stato previsto siamo nelle condizioni di poterlo applicare perché la nostra campagna vaccinale è andata molto bene. Non è che io chieda l’utilizzo del Green pass per andare al ristorante. Ci sono alcune attività per quali è richiesto l’utilizzo del Green pass – ha aggiunto – ma ci sono dei conflitti a livello di Garante della privacy. Non in più, ma dove è già previsto. In questo momento non ce n’è bisogno, anche perché la campagna vaccinale sta andando molto bene e non abbiamo necessità di usare misure come quelle francesi per incentivarlo“.

Vincenzo De Luca: “Green Pass in Francia? A Napoli c’è da 4 mesi

A margine della visita all’ospedale San Pio di Benevento, Vincenzo De Luca, governatore della Campania, ha commentato la scelta del governo francese di introdurre il Green Pass obbligatorio per consentire l’entrata nei locali: “il Green pass l’abbiamo fatto 4 mesi fa in Campania anche se abbiamo un governo Nazionale che è molto distratto da questo punto di vista. La nostra carta di vaccinazioni la rilasciamo dopo la seconda dose. Avrebbero potuto seguire l’esempio della Campania sia il governo italiano che il governo francese e avrebbero risolto i problemi e quindi andremo avanti così avremo la tessera di vaccinazione che consentirà di viaggiare con tranquillità di prendere l’aereo, i treni, di andare al cinema, teatro, ristoranti, però dobbiamo completare la vaccinazione“.

Matteo Ricci (PD): “Green Pass utile a rendere più sicuri i luoghi dell’aggregazione”

Il presidente Ali (Autonomie Locali Italiane) e coordinatore sindaci Pd, Matteo Ricci: “per rendere più sicuri i luoghi dell’aggregazione e vivere pienamente la stagione estiva va organizzata e incentivata al massimo una campagna di vaccinazione dei cosiddetti ‘Ni-vax’, ovvero gli indecisi e gli attendisti. Introdurre il green pass obbligatorio nelle zone della movida spingerebbe i giovani a vaccinarsi, e anche rapidamente. Più vaccini, più divertimento“.

Paola De Micheli (PD) favorevole: “vaccinarsi è l’unico modo per contrastare la diffusione delle varianti”

Favorevole al Green Pass, come incentivo per la vaccinazione, la parlamentare PD Paola De Micheli: “adottiamo anche in Italia la linea annunciata dal Presidente francese Emmanuel Macron di voler estendere il ‘Green Pass’ per accedere a ristoranti, caffè e trasporti. Di fronte alla risalita dei contagi a causa delle varianti del virus, occorre ribadire un principio fondamentale a chi è ancora scettico: vaccinarsi è l’unico modo per proteggere noi stessi e gli altri, soprattutto le persone più fragili. Per questo è giusto riconoscere a chi si vaccina la possibilità di tornare a una vita normale. Occorre un di più di responsabilità anche per affrontare la stagione autunnale. L’annuncio di Macron ha già avuto un effetto: l’impennata nell’arco di poche ore delle prenotazioni del vaccino“.

Licia Ronzulli (FI): “meglio Green Pass che nuove limitazioni”

Licia Ronzulli, vicepresidente del gruppo Forza Italia al Senato e responsabile del movimento azzurro per i rapporti con gli alleati, ha espresso così la posizione del partito sulla questione Green Pass: “per prima ho proposto l’obbligo vaccinale per gli operatori sanitari, nonostante la titubanza di parte del Parlamento e le minacce ricevute dalla setta dei no vax. Oggi dico che bisogna estendere l’uso del Green Pass anche per accedere a luoghi in cui gli assembramenti sono inevitabili come ristorarti, bar, cinema, teatri, mezzi di trasporto, stadi e così via. La soluzione per contrastare il Covid è il vaccino e non certo, come proposto da qualcuno che vive sulla luna, nuove limitazioni. Anche altri paesi europei, come la Francia, si sono mossi in questa direzione. Non possiamo rischiare di ritrovarci tutti costretti in casa per l’irresponsabilità di qualcuno, non è giusto limitare la libertà altrui per egoismo, dubbi o, peggio ancora, per propri preconcetti ideologici. Lo stesso, ovviamente, vale per la scuola. Il rifiuto di alcuni insegnanti a vaccinarsi, anche se pochi, non è tollerabile ed è assimilabile a quello degli operatori sanitari per i quali, anche grazie a una mia battaglia, è stato introdotto l’obbligo“.

Giancarlo Banchieri, presidente Fiepet Confesercenti: “Green Pass utile solo in zona rossa”

Abbiamo ripreso a lavorare da un mese, lasciateci prendere respiro“. Si è espresso così Giancarlo Banchieri, presidente di Fiepet Confesercenti, ai microfoni dell’Adnkronos sull’eventuale ipotesi di un Green Pass ‘alla francese’ anche in Italia. “Siamo in piena estate e si vive all’aperto, anche le norme che hanno consentito di allargare gli spazi all’aperto fanno sì che la maggior parte dei locali viva all’esterno e quindi – sottolinea Banchieri – con un rischio di contagio basso o bassissimo, anche i dati delle ospedalizzazioni non sono lontanamente paragonabili a quelli di aprile e ci confortano. Secondo noi è prematuro in questa fase stravolgere una situazione che tutto sommato è abbastanza sotto controllo, con comportamenti responsabili, rispettando le regole, si può andare avanti in questo modo“.

L’accesso con il Green Pass che potrebbe evitare nuove chiusure del settore ristorazione “sarebbe anche di non facile attuazione. Che cosa comporterebbe? – si interroga il rappresentante di categoria – Che un ristoratore o un barista si dovrebbe mettere ad accertare un dato personale o si dovrebbe fidare di quello che di quello che dice un cliente? La vedo difficile. Noi riteniamo che in questa fase non sia necessario il Green Pass per i locali, – ribadisce – se invece i dati dovessero peggiorare e magari si dovesse ricorrere a zone arancioni o rosse, allora sì che andrebbe preso in considerazione. Noi comunque speriamo che non sarà mai necessario“.

Il virologo Pregliasco: “ben venga il Green Pass anche in Italia”

Fabrizio Pregliasco, docente di Igiene all’Università Statale di Milano, si è detto favorevole al Green Pass: “per un rigorista come me è una bella idea, quindi ben venga anche da noi. Io credo – dice il virologo all’Adnkronos Salute – che sia l’elemento per facilitare un’adesione al vaccino. E bene hanno fatto in Francia anche nella campagna pubblicitaria sugli effetti collaterali del vaccino“. Dunque vincolare le principali attività al Green Passci sta, a questo punto. E’ un modo – sottolinea il medico – per riuscire a contemperare una convivenza civile col virus. Quindi ognuno di noi si prende la responsabilità e l’onere degli eventi avversi che possono capitare, però lo si fa in un’ottica di solidarietà e di qualità di vita complessiva della comunità. Dobbiamo pensare anche agli altri, a noi stessi e ai nostri fragili“.