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Reggio Calabria: ai seminari su “agenda 2030” della città metropolitana il contributo del prof. Maurizio Carta

Reggio Calabria: condivisione di esperienze, trasferimento di conoscenze e partecipazione alla costruzione dell’Agenda Metropolitana negli obiettivi dei seminari organizzati dal centro ABITAlab della Mediterranea

Condivisione di esperienze, trasferimento di conoscenze e partecipazione alla costruzione dell’Agenda Metropolitana negli obiettivi dei seminari organizzati dal centro ABITAlab della Mediterranea con il settore 5 della Città Metropolitana per il progetto di “RC Metro Citizens in Transition”, accordo stipulato con il Ministero dell’Ambiente per l’attuazione della Strategia Nazionale per lo Sviluppo Sostenibile Agenda 2030. Con il 3° seminario tenutosi il 29 gennaio via web dell’azione pilota “Knowledge Metrocity”, la proposta “Il salto nel Neoantropocene: progettare città e comunità aumentate” per attivare quattro grandi rivoluzioni, come suggerite dall’illustre relatore invitato, prof. Maurizio Carta, docente dell’Università di Palermo, esperto di pianificazione strategica e protagonista di molte esperienze in Italia e all’estero “per rendere competitive le città del futuro”. Accelerare la trasformazione digitale, soprattutto dei dati per orientare le decisioni, e ripensare la società delle reti, ad esempio rimuovendo l’inaccessibilità ad alcuni beni e servizi. Così come combattere il cambiamento climatico, anticipando gli effetti nel tempo medio-lungo, e riattivare la società circolare, abbinando sostenibilità e sviluppo.

Nel partecipato webinar, coordinato dalla responsabile scientifica del progetto e docente del centro ABITAlab Consuelo Nava, un altro contributo alla scrittura dell’Agenda 2030 metropolitana, condividendo percorsi e possibili visioni con i partecipanti dell’ecosistema civico che hanno aderito al progetto, con cittadini e professionisti interessati provenienti anche dal territorio metropolitano, con studenti universitari e con tutti coloro che possono seguire un percorso aperto e di alto profilo sui temi delle aree strategiche “pianeta” e “prosperita’” della Strategia Nazionale. “L’Agenda 2030 è anche strumento di valutazione di tutte le scelte di investimento territoriale a scala metropolitana. Molte città italiane e metropolitane ne stanno seguendo i principi e gli obiettivi, per orientare e valutare le decisioni pubbliche sui piani strategici metropolitani, i piani della mobilità e gli interventi competitivi finanziati dalla programmazione europea e nazionale, come per esempio il Piano di Rilancio e Resilienza”, ricorda la prof.ssa Nava. Maurizio Carta ha discusso di una città che non sia estranea alla società e al pianeta e che sappia affrontare dal suo interno le criticità che essa stessa produce. E, accompagnandolo al racconto delle sperimentazioni in atto con l’Augumented City Lab che egli stesso conduce con il suo gruppo di ricerca all’Univ. di Palermo, ha descritto la “città aumentata” in un manifesto: senziente e reattiva, open source e collaborativa, intelligente e digitale. Ma anche produttiva ed intraprendente, creativa e culturale, circolare e ri-ciclica. E pure resiliente ed a prova di clima, fluida ed aperta, reticolare e policentrica, strategica, incrementale e adattativa.

Inoltre, nel corso del seminario tecnico al quale hanno dato il contributo scientifico anche le docenti del dArTe-UniRC Gabriella Pultrone e Alessandra Barresi, il porf. Carta ha evocato anche un’immagine simbolica, quella della “città mangrovia”, che con le sue “radici” non può scindere l’urbano e il rurale, le sue funzioni che determinano il suo metabolismo. Quindi, d’interesse anche per il nostro territorio, ha evidenziato l’impossibilità di concepire l’accezione negativa di aree interne quali territori fragili se si tratta di inquadrarle all’interno di ambiti metropolitani, che invece, per natura, sono pensati come motori dello sviluppo del Paese. “E che non si cada nella trappola della dialettica di una visione assoluta delle due, pensando invece ad un’area urbana che sappia aprirsi e chiudersi alle aree interne secondo un sistema circolare di scambio di risorse, relazioni e partecipazione e una specializzazione dei singoli nodi geografici intrecciati a ciò che li circonda”, ha precisato il docente, continuando: “la risposta dell’urbanistica e della pianificazione negli ultimi decenni rispetto a tali problematiche è stata Nulla. non ci siamo preparati. Serve un cambio di paradigmi. No more masterplan!” è stata la provocatoria conclusione di Carta evocando quanto siano più importanti i programmi e le azioni, per le visioni che la mappatura di progetti “senza tempo” ormai.

Per approfondire sul progetto RC Metro Citizens in Transition, visita www.rcmetrocitizensintransition.com.