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“Ve la diamo gratis”, la pubblicità dell’azienda di pulizie fa discutere: ironia geniale o messaggio sessista?

“Ve la diamo gratis”, la pubblicità dell’azienda di pulizie nel comune di Lizzanello diventa virale: trovata geniale o messaggio sessista?

Immaginate di percorrere la solita strada del vostro paese e ritrovarvi davanti un nuovo elemento del ‘paesaggio’ che certamente non passa inosservato: un grande cartellone che raffigura una sexy cameriera vestita con abiti che lasciano poco all’immaginazione (e quel poco che lasciano, l’immaginazione la scatena), una scritta a caratteri cubitali “Ve la diamo gratis“. Il messaggio, senza dubbio d’impatto, se lo sono ritrovati davanti gli abitanti del comune di Lizzanello, in Salento. Come spiegato nello stesso cartellone, con un carattere più piccolo, si tratta della pubblicità di un’azienda di pulizie che offre gratuitamente per un mese la pulizia o la sanificazione di diverssi ambienti (condomini, magazzini ecc.) se viene sottoscritto un contratto di durata annuale.

La pubblicità ha ovviamente crato grandi polemiche dividendo, come spesso accade, l’opinione pubblica in due fazioni contrapposte: chi ne coglie la sfumatura ironica e leggera, giudicandola una trovata geniale e sicuramente riuscita nel suo intento pubblicitario; e chi invece la giudica sessista, a causa dell’allusione presente e del riferimento alla donna (amplificato dal vestiario nell’immagine) ridotta, se non proprio a merce di scambio, al massimo al ruolo di cameriera da commedia sexy all’italiana.

Fulvio Pedone, sindaco del paesino, ha criticato aspramente la trovata pubblicitaria dichiarando: “una pubblicità sessista. Un bizzarro richiamo alla donna, come archetipo retrogrado di genere sottomesso. Di fatto, un errore ha richiamato Lizzanello quale località di appartenenza della società che ha sfruttato lo slogan sessista per il proprio business. Lizzanello ne è solo la sede legale, la compagine, per fortuna, è altrove. Ad ogni modo Lizzanello e Merine non si tirano indietro e saranno sempre presenti per parteggiare contro le ingiustizie e combattere per una buona causa e questa di certo lo è”.

L’azienda di pulizie si è giustificata spiegando: “non volevamo in alcun modo lanciare un simile messaggio: la locandina è stata realizzata dall’azienda che gestisce l’immagine della ditta che ha scelto uno slogan solo un po’ diverso ma mai e poi mai possiamo essere tacciati di sessismo. Peraltro l′80% del nostro personale è composto da donne. A ogni modo dispiace dover constatare insulti e cattiverie. In un mondo civile non è questo il modo di manifestare il proprio dissenso e per dimostrare la nostra buona fede ci scuseremo con una lettera che sta preparando il nostro legale Andrea Maggiulli chiarendo, una volta per tutte, quest’equivoco”.