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Recovery Fund e Ponte sullo Stretto, Svimez: “opera indispensabile per il Sud, affidarsi a grandi società pubbliche per progetto e realizzazione”

ponte sullo stretto di messina e reggio calabria

“Da Fs a Eni, da Enel ad Anas, considerare general contractors in grado di progettare e realizzare opere strategiche finanziate dall’Ue per ridurre il divario tra Nord e Sud”, è il parere del presidente Adriano Giannola

L’Italia non può pensare ad una ripresa economica finché il Governo centrale non farà un piano concreto di investimenti anche per il Sud E’ questo il pensiero del presidente di Svimez (Associazione per lo sviluppo dell’industria nel Mezzogiorno) Adriano Giannola che teme il rischio di come il Piano nazionale ripresa e resilienza possa risolversi “in uno scatolone di progetti senza una chiara linea strategica”. Nel corso dell’intervista pubblicata sulle pagine odierne de Il Mattino, viene sottolineata la necessità di puntare sul Meridione: “o si rimette in moto il Mezzogiorno come motore aggiuntivo al motore ansimante dell’economia del Paese o il Pnnr rischia di essere un contenitore di progetti con impatti non chiariti e risultati in termini di crescita che potrebbero risultare deludenti”. La linea di condotta proposta da Svimez è di “ridurre le disuguaglianze” e assicurare la coesione sociale.

“La priorità – ha spiegato Giannola – è costruire un sistema logistico produttivo che faccia del Sud il perno dell’innovazione strategica europea”, quindi connessione dei porti e attivazione delle sei zone economiche speciali che “devono essere messe in grado di funzionare. Su questo – ha osservato Giannola – non troviamo niente nel documento che anzi qualifica l’esagono della Portualità di Sistema del Sud d’Italia a prevalente vocazione turistica. Si approdi all’idea di una governance del Pnrr nella quale considerare le grandi società pubbliche, da Fs a Eni, da Enel ad Anas, come general contractors in grado di progettare e realizzare opere strategiche finanziate dall’Ue per ridurre il divario, come il Ponte sullo Stretto di Messina.

treno alta velocità“La scelta di strutturare questa via privilegiata di accesso all’Europa – ha spiegato – attrezzerebbe l’Italia, e con essa l’ Europa, a cogliere l’opportunità storica di un asset posizionale, che consente di intercettare traffici e valori logistici provenienti dalle rotte asiatiche attraverso Suez e di giocare un ruolo strategico in quel Mediterraneo che è (e a maggior ragione sarà, per gli effetti della pandemia) un mare di scambio e non puramente di transito. Secondo fondamentale elemento è la ridefinizione della mobilità a grande scala attraverso il collegamento organico fra Sicilia e Continente e viceversa, e il connesso ridisegno della Maglia Calabro-Sicula insieme al rafforzamento dei collegamenti orizzontali tra area tirrenica e adriatica meridionale della mobilità ferroviaria e stradale. Completare le infrastrutture della Alta Velocità, portarla a sistema fra Roma e Milano e Roma e e Roma e Bari, significa unificare – per la prima volta e realmente – la geografia dei trasporti italiana e pervenire ad un equilibrio territoriale totalmente nuovo”.

“Altro aspetto fondamentale – prosegue Giannola – è il riequilibrio nell’accesso ai diritti di cittadinanza su tutto il territorio nazionale a partire da sanità ed istruzione. La Svimez individua nella promozione della rigenerazione urbana, dell’efficienza e della riconversione energetica, dell’economia circolare e dello sviluppo delle fonti rinnovabili, della messa in sicurezza del territorio, del contrasto al dissesto idrogeologico e della ricostruzione delle aree terremotate, aree di intervento prioritarie al fine di mobilitare il potenziale del Sud quale principale piattaforma verde nazionale”.