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Max Pezzali fra donne e musica: “grazie alla fama ho conosciuto ragazze inarrivabili, ma ‘La regola dell’amico’…”

Foto Getty / Vittorio Zunino Celotto

Max Pezzali si racconta fra donne e musica: la fama elemento di ‘facilitazione’ con le ragazze, ma anche ‘La regola dell’amico’, a volte, funziona

Max Pezzali è intervenuto come ospite ai microfoni di Rai Radio2 nel corso del format “I Lunatici”, condotto da Roberto Arduini e Andrea Di Ciancio, in diretta dal lunedì al venerdì notte dalla mezzanotte alle sei del mattino. Il cantante che ha fatto la storia della musica italiana prima con gli 883 e poi in singolo, ha parlato del suo rapporto con le donne e di come la fama lo abbia aiutato: “credo che l’essere famosi, almeno nel mio caso, è stato un elemento di facilitazione. Nel 1993 sono uscito con ragazze alle quali oggettivamente non avrei mai potuto accedere. Io ero un tamarro, ero uno che poteva andar bene solo in determinate aree del mondo. Provincia milanese, parte della Lombardia, già a Milano città ero considerato un tamarro. Sicuramente la fama è un facilitatore, è più facile avvicinare qualcuno perché non sei giudicato solo in base a doti reali, ma anche a doti apparenti. Però dopo le prime 72 ore di conoscenza la verità veniva fuori. E a quel punto si capiva che ero un provinciale, che vivevo in un certo modo. E le donne se ne andavano. La popolarità ti aiuta sul momento ma non ti dà garanzie sul lungo tempo“.

E per chi non è famoso e proprio con le donne non ci sa fare? C’è sempre ‘La regola dell’amico‘, che nonostante la canzone dica tutt’altro, in qualche raro caso può anche funzionare secondo lo stesso Max Pezzali: “l’amico come goccia cinese alla fine può arrivare a dama. La canzone deve dare una regola generale ma non sempre valida. Ci sono tanti sotto casi. L’amico che riesce a lavorare per sfinimento alla fine ce la può fare. Deve avere un animo orientale, essere zen, sapere che quella è la sua missione, alla quale non puoi mai smettere di pensare. Se lo fai puoi arrivare al momento in cui arrivi al risultato per sfinimento, perché l’altra persona per non sentirti più decide di darti una possibilità. L’importante è provarci, è meglio la bellezza del percorso della destinazione stessa. Puoi anche non arrivare all’obiettivo, ma se hai fatto un’opera d’arte di conversazione e strategie passerai comunque alla storia. La differenza la fa il percorso. Io mi sono spostato con una mia amica, lei mi raccontava le sue pene d’amore. Anche lì, la chiave di tutto è non sfruttare le debolezze della donna. Se lei ti racconta le sue pene d’amore devi essere equidistante. Non entrare in una dinamica da crumiri in cui dai sempre ragione a lei e torto al suo uomo. Non devi giustificarlo, ma neanche sembrare un avvoltoio, uno che sfrutta i racconti di lei sulle deficienze di lui per i tuoi scopi personali. E’ difficilissimo, ma se ci riesci puoi andare a meta. Magari dopo anni ma con buona probabilità di successo“.