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Salernitana-Reggina, quando l’amicizia resiste al tempo e alla categoria: la storia dello storico gemellaggio

Gettyimages / Maurizio Lagana

Salernitana-Reggina, come è nato il gemellaggio tra le due tifoserie: un rapporto consolidato nel tempo e che adesso dura da circa 30 anni

Salernitana e Reggina tornano ad affrontarsi in Serie B a distanza di 10 anni dall’ultima volta. Ne è passato di tempo da quel lontano 2 aprile 2010, quando la formazione amaranto riuscì ad imporsi all’Arechi grazie alle reti di Missiroli e Brienza, ma finalmente l’attesa è finita. Il club calabrese ha fatto ritorno nel calcio che conta, un evento che riporta i più appassionati indietro nel tempo, ad epoche in cui questo sport veniva seguito con passione ed emozione. Sentimenti molto particolari che Salernitana-Reggina è sicuramente in grado di regalare, un match dai mille significati per via dello storico gemellaggio che vige tra le due tifoserie e che domani sicuramente sarà rovinato dalle limitazioni sull’ingresso dei supporters allo stadio a causa dell’emergenza Covid-19. La sfida tra granata e amaranto ha infatti regalato negli anni coreografie emozionanti prima, dopo e durante gli incontri, confermandosi uno degli appuntamenti più affascinanti del panorama italiano.

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Gettyimages / Maurizio Lagana

L’amicizia tra salernitani e reggini va da sempre oltre il calcio e si è manifestata nel corso degli anni con incontri anche extra sportivi. Il grande rapporto che lega entrambe le curve al Bari è motivo d’orgoglio ed alimenta sempre più questo rapporto di stima reciproca che adesso dura ormai da circa trent’anni. Era precisamente il 1987 quando Salerno e Reggio Calabria “ufficializzarono” il gemellaggio, dopo che in precedenza negli anni ‘70 non erano mancati scontri tra le due tifoserie: il rapporto si rinsaldò definitivamente quando oltre 8mila supporters calabresi gremirono l’intera curva Nord per un match che, se vinto, avrebbe consentito alla squadra di Franco Colomba di festeggiare la promozione in serie A. Nel decennio successivo non mancarono i gesti di apprezzamento reciproco e le manifestazioni di affetto e rispetto: i saluti al centro del campo a fine primo tempo, con tanto di bandieroni e striscioni (“Reggio e Salerno, rispetto eterno”), fanno tornare in mente ricordi nostalgici di episodi che difficilmente si riescono a vedere nel calcio moderno.

Come dimenticare infine il Triangolare del Centenario “Carmine Rinaldi”, che la scorsa estate vide protagoniste le tre sorelle Salernitana, Bari e Reggina, nel ricordo dell’ultras Siberiano. Fu quella l’ultima occasione in cui granata e amaranto si incontrarono (anche se in amichevole) sul terreno di gioco, in pratica il preludio di una stagione che per gli uomini di Toscano si concluse con la straordinaria cavalcata della promozione.

I racconti e le immagini presenti nell’articolo, come detto, purtroppo domani non potranno essere replicati. Niente tifosi, almeno dentro l’impianto, perché fuori non è da escludere una contestazione che nulla a che fare con il calcio “romantico”. L’ambiente a Salerno, infatti, è “pesante”, in piena contestazione contro la società.

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