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Il team Fairplayers dei Licei Mazzini di Locri ha incontrato attraverso i canali della piattaforma di Meet di Google la dott.ssa Grazia Laganà

Il team Fairplayers dei Licei Mazzini di Locri ha incontrato attraverso i canali della piattaforma di Meet di Google la dott.ssa Grazia Laganà, esperta ISTAT ufficio territoriale per il Lazio, il Molise e la Calabria, la dott.ssa Alessandra Tuzza di “Edic Calabria&europa” Gioiosa Jonica e il dott. Nicolò Palermo

Il team Fairplayers dei Licei Mazzini di Locri ha incontrato nel pomeriggio di giorno 20 aprile 2020 attraverso i canali della piattaforma di Meet di Google la dott.ssa Grazia Laganà, esperta ISTAT ufficio territoriale per il Lazio, il Molise e la Calabria, la dott.ssa Alessandra Tuzza di “Edic Calabria&europa” gioiosa jonica e il dott. Nicolò Palermo – social media manager associazione “Eurkom” nell’ambito del progetto di monitoraggio civico promosso dal MIUR dal titolo “A scuola di Open Coesione”. Il percorso di monitoraggio del progetto scelto dal team, ovvero l’“Impianto sportivo San Giovanni Bosco”, si è sviluppato seguendo due filoni paralleli: da un alto è stato verificato lo stato di avanzamento del progetto e i risultati finali raggiunti attraverso l’analisi dei documenti presenti sul web e le visite dal vivo; dall’altro – essendo tale progetto nato all’interno della linea d’ intervento “Sport e Legalità” del Piano di Azione Giovani “Sicurezza e Legalità” – si è voluta approfondire la concezione dello sport come veicolo di promozione della cultura della legalità. Lo sport è, infatti, l’attività ricreativa che attrae di più i giovani ed è da sempre considerato un mezzo attraverso il quale fare amicizia, apprendere le regole della leale concorrenza e dello “stare insieme”. In particolar modo in zone nelle quali la mancanza di un forte senso della legalità, che sfocia purtroppo spesso in varie forme di criminalità, attrae molto chi vive ai margini, lo sport può rappresentare una “palestra di vita”, contribuire alla maturazione della personalità nel rispetto delle regole e degli altri, favorire l’educazione all’impegno sociale, al senso civico e contribuire così alla diffusione di una cultura della legalità più forte.

Per valutare l’impatto sociale e formativo dello sport, essendo subentrate le restrizioni riguardanti l’emergenza da Covid-19, sono state effettuate due interviste a distanza a due noti personaggi dello sport: il pugile Gianni Maddaloni e il mister “antibullismo” Igor Trocchia.
Inoltre è stato proposto un questionario on-line a utenti divisi per fasce d’età: 14-18 e 19-25 anni. La valutazione di quest’ultimo ha visto impegnati i membri del team, supportati dalle docenti referenti, dal presidente dell’associazione MY S.O.U.L. e dagli esperti intervenuti per l’occasione, in una video-conferenza durante la quale sono stati analizzati i dati rilevati dalle risposte ai quesiti presentati. Si è concluso che le due interviste hanno inaspettatamente fornito le stesse informazioni. Dei 45 ragazzi intervistati della fascia d’età 19-25 e dei 195 per la fascia 14-18, circa il 63% riconosce l’importanza dello sport nella vita di un adolescente ed in particolare circa il 53% attribuisce ad esso un ruolo sociale in particolare diretto alla promozione dell’integrazione. L’unica differenza tra i due campioni si evidenzia nella domanda riguardante le motivazioni per le quali si pratica lo sport: mentre circa il 60% della fascia d’età inferiore afferma di fare sport per incrementare le proprie relazioni interpersonali, l’altra dichiara di praticarlo essenzialmente per occupare il proprio tempo libero o mantenersi in forma. Non sono mancate le domande relative al progetto monitorato dalle quali è emerso che circa il 50% degli intervistati è a conoscenza dell’esistenza dell’impianto sportivo San Giovanni Bosco e ne riconosce l’utilità a livello sociale. Dalla disamina delle risposte aperte, infatti, si è potuto evincere che esso da un lato offre la possibilità di praticare sport a chi non ha grandi possibilità economiche e dall’altro rappresenta una valida alternativa all’emarginazione sociale e alle derive verso la criminalità.

Questo può essere considerato un vero e proprio punto di forza del progetto monitorato, ovvero il riconoscimento delle finalità per le quali impianti di questo genere sono stati pensati ed ideati: la promozione dello sport come veicolo di valori sociali, come fautore della cultura della legalità e occasione di riscatto per tanti bambini e ragazzi che vivono situazioni di grande criticità. Il fatto poi che sorga all’interno di un oratorio salesiano rappresenta un valore aggiunto giacché l’azione educativa che abita questi luoghi vede al centro dei propri interventi il bambino, ragazzo o giovane che sia, nella sua totalità con il fine ultimo di formare cittadini al sevizio della collettività e consapevoli delle proprie potenzialità nel rispetto delle regole del vivere civile e sociale. Il team naturalmente auspica che tale valore educativo dello sport venga non solo riconosciuto dalla maggior parte delle persone ma diventi il modus operandi delle società sportive in modo che l’obiettivo principale della pratica sportiva sia concorrere all’armonica e integrale crescita del ragazzo, insieme all’atleta.