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Sallusti difende il suo maestro Feltri: “il virus più pericoloso è la censura”

sallusti il giornale difende feltri

Alessandro Sallusti ammette l’errore di Vittorio Feltri, ma non ne prende le distanze

“Il pericoloso virus della censura”, si intitola così l’editoriale di Alessandro Sallusti. Il direttore de Il Giornale ha difeso sia il collega Mario Giordano (gioca a fare il mattacchione su Rete4), che il suo maestro Vittorio Feltri. “E’ legittimo che molti italiani, meridionali e non, si siano offesi. Ma che tale Vittorio Di Trapani (segretario sindacato dei giornalisti Rai) e Sandro Ruotolo (neo senatore Pd) chiedano di processare il direttore di Libero e il conduttore di Fuori dal Coro e di espellerli dall’Ordine dei giornalisti è la prova che in Italia la situazione è grave, ma non è seria”, continua Sallusti.

Il giornalista nativo di Como sottolinea l’errore di Vittorio Feltri, “le bizzarre parole escono dai canoni dalla correttezza professionale”, ma poi attacca i servizi del Tg1 e del Tg3 (definiti “faziosi e filogovernativi”) e Sandro Ruotolo che a suo parere “dovrebbe affrontare l’incapacità del suo partito di rimettere in moto e sicurezza l’Italia azzoppata dal Coronavirus”.

Nel suo tentativo di difesa dalla censura, Sallusti difende Feltri citando il caso di Indro Montanelli e di un’intervista del febbraio 1960 a Le Figaro: “voi avete l’Algeria, noi abbiamo la Sicilia. Ma voi non siete obbligare a dire agli algerini che sono francesi. Noi siamo obbligati ad accordare ai siciliani in qualità di italiani”. “Ma piantatela lì – conclude Sallusti riferendosi ancora a Ruotolo e Di Trapani – , lasciate che siano lettori e telespettatori a decidere, come allora fecero i siciliani con Montanelli. Si chiama libertà e, tranquilli, le app-spie sul telecomando il Pd ancora non le ha previste”.