Reggio Calabria, non andrà tutto bene: voragini e montagne di spazzatura, verso la “fase 2” la città è ridotta peggio di prima [GALLERY]

L'emergenza rifiuti e il problema delle strade dissestate non sono stato risolti: i cittadini di Reggio Calabria hanno collaborato per combattere il Coronavirus, ma il sindaco Falcomatà cosa ha fatto per loro?

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I cittadini di Reggio Calabria hanno dovuto seguire una linea molto rigorosa per affrontare il Coronavirus. Con grande impegno e senso di responsabilità, per oltre un mese e mezzo, la popolazione ha rispettato le misure anti contagio imposte dal Governo nonostante fossero per certi versi esagerate, paradossali, anti-scientifiche e irragionevoli (pensiamo al divieto di passeggiare o correre in solitaria, ma alla contemporanea regolarità di folle e assembramenti negli uffici postali, nei supermercati, nelle farmacie e nei mezzi di trasporto).

Fatto sta che la città, come tutta la Calabria e la Sicilia, è rimasta ai margini della pandemia: il numero giornaliero dei nuovi positivi al Covid-19 nella città calabrese dello Stretto ormai da oltre una settimana rasenta lo zero e questo ha aperto allo spiraglio di una “fase 2” anticipata rispetto ad altre zone d’Italia, in cui invece il traguardo non è ancora vicino. Insomma, bisogna resistere ancora per qualche giorno, poi si spera che i reggini potranno finalmente iniziare a riprendere in modo graduale le proprie abitudini, seppur ovviamente con le dovute precauzioni (mascherine, guanti e distanziamento sociale).

Un enorme applauso, dunque, ai reggini non lo toglie nessuno per aver mostrato enorme serietà nel gestire l’emergenza. Ma le belle sensazioni finiscono qui, una sorpresa poco gradita li sta attendendo. La città è ferma dal 9 marzo, per le strade il traffico automobilistico è stato notevolmente ridotto, molte attività sono rimaste chiuse ed uscire di casa è stato vietato se non per necessità di salute e lavoro. In diverse parti d’Italia questa situazione è stata sfruttata per effettuare alcuni lavori che in momenti normali si avrebbe avuto difficoltà a svolgerli: manutenzione delle strade, sistemazione dei marciapiedi o sostituzione di lampioni guasti, solo per fare qualche esempio. Tutto questo purtroppo a Reggio Calabria non è avvenuto, anzi… la situazione agli occhi di chi in questi giorni ha avuto la fortuna di mettere piede fuori dal proprio pianerottolo è apparsa del tutto peggiorata.

Ciò che si può notare dalla gallery composta dalle foto scattate in diversi quartieri della città dalla redazione di StrettoWeb, è la tragica e reale situazione in cui versa Reggio Calabria a pochi giorni dalla fine del lockdown. Le piccole buche di qualche settimana fa, adesso sono diventate gigantesche voragini in cui è meglio non finirci per evitare di provocare ingenti danni ai propri veicoli, inoltre molti cantieri stradali sono rimasti fermi e ad oggi ancora incompleti. Paradossale è in particolar modo la situazione sul Viale Europa, dove i lavori procedono in grande lentezza da circa un anno e già le due nuove rotatorie presentano gravi dissesti stradali a causa di progetti iniziati e mai portati a termine con le continue lamentale di commercianti e abitanti del luogo.

Nessun miglioramento si è visto neppure per quanto riguarda il servizio di raccolta dei rifiuti. I marciapiedi, che per il momento non possono essere calpestati dalla gente, sono diventati territorio di grossi topi che tranquillamente circolano in mezzo alle buste di spazzatura. Le segnalazioni dei nostri lettori infatti continuano costanti nel tempo, con i mastelli che raramente vengono svuotati e, di tanto in tanto, come per fare un contentino, vedono passare il camion dell’Avr per eliminare la mini discarica creatasi.

Tra dirette social e servizi televisivi con tanto di microfono e troupe al seguito, appare strano che l’amministrazione comunale non abbia avuto il tempo di occuparsi anche (o soprattutto) dei problemi di Reggio. E’ facile chiedersi per quale motivo il sindaco Giuseppe Falcomatà abbia preferito recarsi perfino ad Arghillà per filmare le sue imprese da “sceriffo”, o mettersi in prima persona a distribuire mascherine ai suoi concittadini (come se questo non fosse un compito che spetta agli agenti delle forze dell’ordine e ai volontari della Croce Rossa), anzichè occuparsi del suo lavoro e dei suoi compiti, cioè come fare per poter restituire alla gente una città leggermente più dignitosa. Di tempo ce ne sarebbe stato in questi giorni che la città è rimasta ferma e le strade completamente deserte.

Non avendo inoltre nessun impegno e nessuna responsabilità dal punto di vista sanitario, essendo di competenza regionale e governativa, qual è stata la collaborazione e l’unico pensiero del sindaco Falcomatà in un momento di totale emergenza? Portarsi avanti con la sua campagna politica in vista delle elezioni amministrative, che peraltro sono state ancora una volta rimandate. Probabilmente speculare sulla situazione non è stato il modo più adatto per provare a recuperare la fiducia di un popolo già provato da anni di fallimentare amministrazione. I reggini si sarebbero aspettati piuttosto che, allo stesso modo in cui si sono sacrificati in questi giorni di quarantena forzata, anche le istituzioni si fossero rimboccate le maniche per il bene della propria città. Sarebbe stato molto bello ritrovare, dopo due mesi di lockdown, una città diversa, migliore, più pulita, curata, asfaltata, decorosa. E invece vi anticipiamo con le foto scattate oggi, che sarà addirittura peggio di prima.