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Coronavirus e fase 2, l’avvocato Gagliano spiega cosa si intende per ‘comprovate esigenze di lavoro’: quali gli spostamenti consentiti e come compilare l’autocertificazione

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Fase 2 Coronavirus, cosa si intende per “comprovate esigenze di lavoro”? Le risposte utili ai cittadini per compilare il modulo di autocertificazione e rispettare il Dpcm

La curva dei contagi in Italia è in netta discesa e questo ha permesso al Governo italiano di emanare un nuovo Dpcm per allentare di poco le misure restrittive. Come annunciato dalla conferenza stampa del Premier Giuseppe Conte, su decisione della task force guidata da Vittorio Colao, dal 4 maggio 2020 saranno apportate alcune modifiche rispetto al precedente decreto legge. Le novità più importanti riguardano la visita ai congiunti e il ritorno al proprio domicilio o residenza. Ma si dovranno giustificare anche gli spostamenti per partecipare alle celebrazioni funebri (aperte solo ai parenti stretti, fino a un massimo di 15 persone), per recarsi in giardini e parchi pubblici rigorosamente con ingressi contingentati, per fare attività sportiva all’aperto, e per andare al lavoro per tutti quei dipendenti dei settori che hanno ricevuto il semaforo verde del Governo.

Per quanto riguarda l’ultimo caso, saranno 2.8 milioni i cittadini che dovranno recarsi, con mezzi pubblici o privati, sul posto di lavoro in tutto il territorio nazionali. Gli stessi, sia per gli spostamenti interregionali che fuori regione, dovranno barrare nell’apposito modulo di autocertificazione il punto “comprovate esigenze di lavoro”.

Cambia il decreto legge, di conseguenza cambierà anche il modello di autocertificazione. E dovrà essere compilato in una maniera precisa. Grazie all’intervento di Michele Fabio Gagliano, avvocato di Reggio Calabria, ai microfoni di StrettoWeb, abbiamo provato ad avere dettagli più precisi su un’ordinanza che la popolazione dovrà rispettare nelle prossime settimane.

Avvocato Michele Fabio Gagliano

Ma cosa si intende con questa dicitura e quali sono gli spostamenti consentiti per motivi lavorativi?
“Ebbene per ‘comprovate esigenze di lavoro’ si può far riferimento alla circolare dei consulenti del lavoro n.6/2020 che espressamente dichiara: “le comprovate esigenze lavorative non devono necessariamente rivestire il carattere della eccezionalità, urgenza o indifferibilità, potendole intendere riferite, alla luce di quanto emerge dalla norma e dai primi chiarimenti di prassi, alle ordinarie esigenze richieste dalle modalità attraverso le quali si è tenuti a rendere la prestazione lavorativa. Pertanto, rientrano nel concetto di “comprovate esigenze lavorative” il tragitto casa-lavoro e viceversa, le consegne al domicilio altrui, la sosta per la pausa pranzo”.

Questione autocertificazione, come va compilato il modulo?
“Chi esce di casa per motivi di lavoro non deve avere con sé ogni giorno un nuovo modulo. Basta che nell’autocertificazione venga dichiarato il motivo dello spostamento e la frequenza. Ogni lavoratore, infine, dichiara sotto la propria responsabilità civile e penale il motivo dello spostamento. Quindi, in caso di controllo, non è tenuto a fornire ulteriori informazioni, potendo le Forze dell’ordine, in ogni momento, verificare la veridicità o meno di quanto dichiarato”.

Qualora il cittadino venisse multato, qual è la sanzione prevista?
“Se dalle verifiche emerge che lo spostamento non era giustificato da motivi di lavoro, il dichiarante incorre in una sanzione pecuniaria (da 400 a 3000 euro) per violazione dell’obbligo di stare a casa nonché nella denuncia per falsa attestazione (reato punibile con la reclusione da 1 a 6 anni)”.