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Coronavirus a Reggio Calabria, l’appello di un barista a Conte: “a casa da due mesi e senza cassa integrazione, le spese per la famiglia aumentano”

coronavirus a reggio calabria Foto di Fabrizio Spinelli / © StrettoWeb

Coronavirus a Reggio Calabria, un nostro lettore si sfoga con una lettera: barista e padre di famiglia, non ha più soldi dopo due mesi in casa

La situazione in Italia comincia a diventare pesante. Il nuovo Dpcm annunciato dal Premier Conte non ha convinto soprattutto per imprenditori e dipendenti, per molti di loro si prospetta ancora un lungo periodo di inattività. Restare a casa non è più sostenibile dal punto di vista economico per alcune famiglie, che al 28 aprile non hanno ancora visto un euro di cassa integrazione dopo quasi 8 settimane di emergenza Coronavirus. Di seguito la segnalazione di un nostro lettore di Reggio Calabria, che evidenzia le difficoltà di una normale famiglia italiana:

“Buon pomeriggio redazione di Strettoweb, chi vi scrive è un giovane padre di famiglia… Che come tanti altri è rimasto a casa senza stipendio… Senza cassa integrazione ancora dopo due mesi… Intanto le bollette, gli affitti, le spese per i bambini e per la famiglia in genere aumentano… E la liquidità è praticamente inesistente… Come dicevo prima sono un barista… E sono a casa per le restrizioni del governo (restrizioni sacrosante), ma vorrei dire la mia… Cioè lo stato apre il 4 maggio biblioteche musei in Italia… Per carità di dio… Con dovuto rispetto per il settore….ma sé la memoria non mi inganna… Di musei nella mia provincia (Reggio Calabria) c’è ne sono 2 o forse 3…e biblioteche qualcuna in più… Il confronto con il settore ristorazione non regge per niente… Per quanto riguarda il numero di famiglie che ci lavorano m.. Quindi perché non far ripartire prima la ristorazione?? Altra cosa che vorrei dire… Ci volete lasciare ancora a casa.?? Va bene… Ma accelerate per far avere la cassa integrazione… Non è possibile andare avanti così… Però la lista di cose che a mio avviso non vanno bene non finisce qui… Se per puro caso dal 4 al 18 maggio risale il contagio… Noi quando ritorneremo a lavorare??? Per il 31 dicembre forse…??? E per ultima ma non perché è meno importante vorrei dire… La regione sta stanziando 3 milioni di euro per le famiglie calabresi che hanno figli studenti fuori sede… Ok perfetto… Ma perché non fate la stessa cosa con le famiglie calabresi che ne hanno veramente bisogno?? Grazie per aver letto il mio sfogo…
Ps vorrei rimanere anonimo nel caso volete pubblicarla… Non per vergogna o cose del genere ma perché non voglio fare pena a nessuno… Grazie mille in anticipo…”.