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Caccia al cinghiale, il segugio maremmano è la razza principale in Italia: i selezionatori non devono permettere rinsangui poco favorevoli

Il segugio maremmano ancora oggi conserva tutte le sue doti di ausiliare fedele e coraggioso all’uomo nella caccia al cinchiale, sta ai selezionatori ora riuscire a farlo restare nei parametri dello standard

Madre natura non lascia mai le cose a metà, anzi usa un metodo di compensazione strano ma efficace, capace di togliere una cosa per darne una ancor più grande. Tutto iniziò in un lembo di terra selvaggio, la Maremma, immerso nella macchia mediterranea e attorniata da colline ripide ed irte. Terra difficile, vero, ma anche popolata da gente forte e laboriosa, capace di forgiare un cane di indubbie ed eccezionali capacità: il Segugio Maremmano. Ecco la compensazione di cui parlavo sopra e voluta dalla natura verso gli abitanti di una difficile terra, essa ha voluto infatti plasmare ausiliari capaci di lavorare senza difficoltà in quei territori difficili. Soggetti selezionati per la caccia dura in ambienti difficili, ove serve un cane rustico di buona struttura morfologica atta al territorio di battuta, resistente alle fatiche, la conformazione strutturale gli permette di rimane ore e ore senza bere, grazie al suo rene contenuto, la cassa toracica ben sviluppata per contenere grandi polmoni, la canna nasale dritta per permettere di rilevare sulla macchia direttamente, le orecchie corte e ben posizionate alte, per poter sfruttare l’udito nella macchia impervia. Piede piccolo leggero, per non soffrire nelle lunghe seguite. Importante anche la voce e il timbro dal quale è possibile carpire le svariate situazioni. Il carattere lo denota come uno dei migliori cacciatori a singolo della famiglia dei segugi. Oggi, purtroppo, per le svariate richieste e per una mano incosciente, ci troviamo dinanzi ad uno Standard troppo aperto, attraverso il quale si escludono caratteristiche fondamentali, primitive a favore di un più facile allevamento e selezione frutto di rinsangui poco favorevoli al mantenimento del ceppo originario tramandato da padre in figlio dapprima in maremma e poi a macchia d’ olio in tutta Italia, rendendo oggi il segugio maremmano la razza principale per la caccia al cinghiale in Italia e invidiata anche all’ estero. Anche esteticamente è un cane di tutto rispetto, il suo mantello si presenta nei colori fulvo, nero, focato e tigrato. La tessitura invece in due varietà: il pelo raso e il pelo forte. Questo era il cane degli uomini di maremma, ed ancora oggi conserva tutte le sue doti di ausiliare fedele e coraggioso, sta ai selezionatori ora riuscire a farlo restare nei parametri dello standard, evitando di fare riprodurre soggetti con difetti palesi, ma al contrario, riuscire a fare degli accoppiamenti mirati volti a tenere alto il nome e le caratteristiche di questo ausiliare forte e dal sangue nobile.

Teresa Zoccali