Un appello alla Rai per mandare in onda la fiction sull’esperienza di Riace e il modello di accoglienza portato avanti dall’ex sindaco sindaco Mimmo Lucano. All’appello lanciato dal Presidente della Giunta Regionale Mario Oliverio, si unisce quello del promoter e scrittore Ruggero Pegna, autore del romanzo antirazzismo “Il cacciatore di meduse”, commovente storia di un migrante somalo e dei suoi amici immigrati di tutto il mondo. A settembre del 2018 Viale Mazzini aveva precisato, in risposta a un tweet di Beppe Fiorello, che interpreta il ruolo del sindaco Lucano, che la messa in onda della fiction era stata sospesa in attesa delle decisioni della magistratura e sia Fiorello che l’ex sindaco avevano espresso critiche per la mancata messa in onda. “Non e’ la prima volta – aveva l’attore – che una mia fiction viene bloccata, anni fa le foibe, il governo di allora non gradi’, poi la storia di graziellacampagna, l’allora Min. della Giustizia si indigno’, ora Riace, bloccata perche’ narra una realta’ e nessuno/a dei miei colleghi si fa sentire”. Lucano aveva, invece, detto di non capire “quale fosse il collegamento tra il programma e l’esito dell’inchiesta”.
“Concordo con l’invito del Presidente Oliverio. In un Paese normale – afferma Pegna – non è possibile che si censuri un film che parla di umanità e che già con il titolo stesso, Tutto il mondo è paese, è un messaggio di pace, fratellanza e civile convivenza. Una Rai che non lesina programmi di ogni tipo, non sempre di spessore culturale, sociale e artistico meritevoli del prestigio e del ruolo delle Tv pubblica, non può censurare per motivi chiaramente politici un prodotto di alta qualità, con grandi protagonisti come Beppe Fiorello e la regia di Giulio Manfredonia, un bel film che mostra una Calabria modello mondiale di accoglienza e racconta di positività, solidarietà, multirazzialità. Chiedo, a nome di chi crede che la Rai debba assolvere innanzitutto a principi di libertà di pensiero e democrazia, e a nome dei calabresi che si riconoscono nella bellezza umana di questa storia al di là di ogni cavillo burocratico, che si superi ogni riserva ideologica sul film, lasciando ai telespettatori giudizi e riflessioni, come accade peraltro per ogni storia complessa che il cinema e la tv da sempre raccontano. Argomenti come l’accoglienza, il razzismo, il rispetto di ogni tipo di diversità e della dignità di ogni uomo, sono il futuro della nostra società e ogni possibilità di conoscenza, dibattito e formazione di coscienze che l’Arte offre, non può essere subordinata ad anacronistiche censure.”
“Tutto il mondo è paese”, sparita dal palinsesto Rai la fiction con Beppe Fiorello sul modello Riace. Dalla Calabria l’appello: “Mandatela in onda”
Dalla Calabria l'appello alla Rai per mandare in onda la fiction sul modello Riace: "Non è possibile che si censuri un film che parla di umanità e che già con il titolo stesso è un messaggio di pace, fratellanza e civile convivenza"


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