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Caccia in Calabria, Wwf: “la caccia è la principale responsabile della immissione sul territorio e dei conseguenti danni che i cinghiali arrecano all’agricoltura”

Wwf Calabria: “le dichiarazioni di Oliverio in occasione della consegna degli attestati ai cacciatori di selezione del cinghiale in provincia di Crotone hanno superato ogni limite di adulazione nei confronti di una categoria che è la principale responsabile della immissione sul territorio e dei conseguenti danni che i cinghiali arrecano all’agricoltura”

“Le dichiarazioni del Presidente della Regione, Oliverio, in occasione della consegna degli attestati ai cacciatori di selezione del cinghiale in provincia di Crotone hanno superato ogni limite di adulazione nei confronti di una categoria che è la principale responsabile della immissione sul territorio e dei conseguenti danni che i cinghiali arrecano all’agricoltura”, è quanto scrive in una nota il Wwf Calabria. “A questo punto però –prosegue- viste le pur legittime proteste degli agricoltori, è lecito chiedersi dove erano le loro associazioni nei momenti in cui nelle sedi istituzionali (Regione e Province) si decideva di “lanciare” i cinghiali in zone della Calabria da dove erano scomparsi da decenni o addirittura mai esistiti, e perché mai diversi rappresentanti degli agricoltori nelle varie consulte faunistiche, oltre che agricoltori, erano allo stesso tempo cacciatori, evidentemente più interessati ai cosciotti dell’ungulato che alla tutela delle colture. Il WWF, proprio a proposito di Crotone, ricorda la richiesta avanzata anni fa dalla Provincia di procedere ai ripopolamenti di cinghiali anche in quei territori, quando già il problema si era manifestato in altre province, soprattutto in quella vibonese. La Regione, da parte sua, tanto per dare un contentino a tutti, continua ad alimentare quel circolo vizioso che non ha mai risolto il problema, semmai lo ha aggravato (vedi Toscana, dove c’è il maggior numero di cacciatori e, guarda caso, il maggior numero di cinghiali), auspicando modifiche di legge per una liberalizzazione della caccia in una regione in cui la vigilanza venatoria è ridotta praticamente a zero, a tutto vantaggio dei bracconieri che così possono agire indisturbati. Siamo di fronte alla solita, stucchevole manfrina che si trascina ormai da anni e che serve solo ad alimentare determinati interessi di parte: di volta in volta si preannunciano misure miracolistiche, cervellotici “piani di abbattimento” fotocopia” , salvo poi ripetere come in un disco incantato che “ i cinghiali sono in aumento” e quindi ammettendo implicitamente il fallimento totale delle iniziative precedenti. Da parte nostra abbiamo sempre richiesto l’uso dei chiusini e lo stanziamento di fondi per aiutare concretamente gli agricoltori a difendere le loro coltivazioni, ma invece si persevera nell’errore di affidare la presunta soluzione del problema a chi ha tutto l’interesse a mantenerlo in vita pur di evitare di attaccare il fucile al chiodo. Registriamo infine la volontà del Governatore di volere affidare ai cacciatoti la tutela del territorio. Da parte nostra ci limitiamo a sperare che non piova molto”, conclude la nota.