L’ex procuratore capo di Reggio Calabria Giuseppe Pignatone va in pensione

Pignatone - foto LaPresse

L’ex procuratore capo di Reggio Calabria, Giuseppe Pignatone, sarà collocato a riposo a partire dal 9 maggio 2019, deliberato lo scorso 13 marzo dal Plenum del CSM

Giuseppe Pignatone, è nato a Caltanissetta l’8 maggio 1949. Figlio di Francesco, Deputato della Democrazia Cristiana negli anni ’50, il dott. Giuseppe Pignatone entra in Magistratura nel 1974 e dopo una breve parentesi come Pretore a Caltanissetta nel 1977 viene trasferito alla Procura della Repubblica di Palermo dove, in quasi vent’anni, si occuperà specialmente di processi per gravissimi delitti di mafia, per reati economici e contro la pubblica amministrazione. Segue in Corte di Assise, il processo per i c.d. reati politici, cioè per gli omicidi del Presidente della Regione Piersanti Mattarella, del Segretario Regionale del P.C.I. Pio La Torre e del Segretario Provinciale della D.C. Michele Reina, che si conclude con la condanna all’ergastolo dei maggiori esponenti di Cosa nostra (la c.d. “Commissione”); tra le altre segue le indagini che portano alla condanna di Vito Ciancimino, ex sindaco di Palermo. Fa parte delle Direzione Distrettuale Antimafia fin dalla sua costituzione (1991) collaborando con i Procuratori della Repubblica Pietro Giammanco e Giancarlo Caselli. Dal 1996 al 1999 svolge le funzioni di Procuratore Aggiunto della Procura presso la Pretura di Palermo.

Dal 2000 Il dott. Giuseppe Pignatone Procuratore Aggiunto della Procura presso il Tribunale di Palermo, è il principale collaboratore di Pietro Grasso; coordina il settore misure di prevenzione e poi una delle sezioni della Direzione Distrettuale Antimafia. Coordina le indagini che portano alla cattura di centinaia di capi e gregari di Cosa nostra palermitana e sfociano nella cattura di Bernardo Provenzano (11 aprile 2006). Nel 2008 viene nominato dal Consiglio Superiore della Magistratura Procuratore della Repubblica di Reggio Calabria. Tra le tante va ricordata l’indagine “Crimine”, condotta insieme alla Direzione Distrettuale Antimafia di Milano, che dimostra in modo inconfutabile la presenza strutturata della ‘ndrangheta in Lombardia e porta all’arresto di circa 300 esponenti delle cosche in tutt’Italia e anche all’estero. Nel marzo 2012 è nominato dal C.S.M., con voto unanime, Procuratore della Repubblica di Roma. Autore di numerosi articoli pubblicati su riviste giuridiche, è coautore dei libri “Il Contagio” (2012) e “Modelli criminali. Mafie di ieri e di oggi” (2019), editi da Laterza.

I ‘giochi’ della partita per individuare il successore dell’uscente Procuratore della Repubblica di Roma sono ancora aperti. In ‘Pole’, fra i numerosi aspiranti, vengono dati al momento il dott. Francesco Lo Voi, il dott. Giuseppe Creazzo, il dott. Marcello Violae il dott. Michele Prestipino.


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