La scorta ai politici e l’analfabetismo funzionale di troppi italiani, facciamo chiarezza partendo dalle basi: tra auto blu e auto di scorta c’è una bella differenza

Molti esponenti politici, oggi come in passato, hanno “protestato” contro quella che a torto viene considerata una prerogativa della casta, ovvero la scorta, giocando sulla confusione che si fa tra auto blu e auto della scorta

Scorta sì, scorta no; auto blu, auto blindate; viaggio in autobus, viaggio in bici; privilegi sì, privilegi no. Oggi come non mai la confusione in merito alla questione “scorta” regna sovrana. Confondere i cittadini, paradossalmente, oggi è più semplice che mai. L’eccesso di informazioni e di comunicazione ha prodotto qualcosa di assolutamente imprevedibile anche nel passato più prossimo: il cosiddetto “analfabetismo funzionale“, ovvero l’incapacità “di comprendere, valutare, usare e farsi coinvolgere da testi scritti per intervenire attivamente nella società, per raggiungere i propri obiettivi e per sviluppare le proprie conoscenze e potenzialità“.

Roberto Fico, attuale presidente della Camera, non ha fatto nulla di diverso rispetto ad altri personaggi politici del passato: Severino, Cancellieri, Renzi che arrivava in bicicletta, molti partiti politici hanno avuto esponenti che hanno “protestato”, platealmente o meno, contro quella che a torto viene considerata una prerogativa della casta, ovvero la scorta. E lo hanno fatto, tutti a prescindere dal colore politico, con la volontà di strumentalizzare e creare facili consensi intorno alla propria persona. Hanno “mentito sapendo di mentire”, giocando sulla confusione che la percezione della gente comune fa tra auto blu e auto della scorta. Per alcuni personaggi, siano essi politici, esponenti della magistratura, imprenditori a rischio, giornalisti, la scorta non è opportuna, ma necessaria e imprescindibile.

Per chiarirci le idee in merito e provare a fare luce in questo tunnel di voluti fraintendimenti, abbiamo chiesto il parere del SIAP di Palermo, e in particolare la segreteria di base del Reparto Scorte, sindacalisti che da anni e quotidianamente svolgono servizi di scorta alle personalità più importanti della Repubblica italiana e ad altre più a rischio come magistrati, giornalisti, imprenditori, politici e leader di associazioni anti mafia. Nello specifico alle domande di StrettoWeb hanno risposto Salvatore e Giuseppe, segretari del sindacato di Polizia SIAP.

Partiamo dalle basi, perché purtroppo pare che oggi ce ne sia parecchio bisogno: a cosa serve la scorta e chi dovrebbe “beneficiarne”?

Via d’Amelio

Iniziamo subito dicendo che “la Scorta” è un dispositivo di protezione, effettuato da operatori di Polizia altamente specializzati; non è assolutamente “un beneficio”, perché la Scorta trova il senso della sua esistenza quando si riscontra un pericolo reale, certificato ed imminente, tale da dover frapporre fra “la minaccia” e la persona potenzialmente in pericolo degli operatori di Polizia (Poliziotti, Carabinieri, Finanzieri). Non credo che una persona di buon senso, possa credere che essere in pericolo sia un beneficio. La Protezione ha l’obbiettivo di permettere alla persona minacciata di poter vivere la propria vita nel modo più normale possibile, di poter continuare la propria attività lavorativa anche quella che lo ha portato a correre un pericolo per la propria incolumità, ma come è facile intuire vivere sotto scorta non è sempre piacevole e per nulla facile. Provate a ricordare un momento particolare della vostra vita e pensate di avere degli uomini vicini, sempre. A volte questa presenza può essere poco piacevole. Per avere un’idea dei fattori che portano ad essere scortati, bisogna pensare ad esempio all’attività di contrasto alla criminalità organizzata da parte dei Magistrati, alle attività di giornalisti impegnati contro il crimine alla scoperta di inchieste scomode agli imprenditori che denunciano le estorsioni, il c.d. “pizzo”, ai vari esponenti politici impegnati nelle varie commissioni antimafia, nella realizzazione di leggi “fastidiose” per i criminali. Tutti questi personaggi devono essere protetti dallo Stato perché la legge deve vincere sempre contro il crimine, è logico che in uno stato democratico una minaccia non può e non deve fermare il corso della giustizia né tanto meno intimorire le persone impegnate contro la criminalità. Si deve precisare che le più importanti cariche dello Stato hanno diritto ad essere protetti, poiché rappresentano le Istituzioni Democratiche della repubblica Italiana e in nessun modo la propria incolumità deve essere a rischio. A noi del SIAP sindacato di Polizia da sempre molto vicini ai colleghi delle Scorte, preme molto ridurre i grandi rischi corsi dai Poliziotti impiegati nei servizi di Scorta e ancor di più far conoscere alla società civile il valore di questi poliziotti “angeli custodi”.

Un personaggio politico, in particolare chi ricopre cariche importanti come quella del Presidente della Camera, può permettersi di rifiutare o rinunciare alla scorta?

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Guardi, la Scorta viene assegnata da un ufficio Centrale (Ufficio Centrale Interforze per la Sicurezza Personale – UCIS), il quale dialoga con i vari prefetti italiani che a loro volta dialogano con le varie forze dell’ordine e spesso con i servizi di sicurezza. L’UCIS fu creato dopo l’esperienza negativa e molto dolorosa dell’omicidio del giuslavorista Biagi, a cui la scorta era stata revocata; UCIS ha il compito di gestire e coordinare l’assegnazione della scorta da parte del ministro dell’Interno “per la protezione delle personalità istituzionali nazionali ed estere, nonché delle persone soggette, per funzioni o per altri comprovati motivi, agli specifici pericoli o minacce individuati dalla norma”, per quanto di nostra conoscenza, nessuno può rifiutare di essere protetto. Noi, in qualità di rappresentanti di categoria, non vogliamo discutere di un caso specifico, ma preciso che non mi sembra che nessuno abbia rinunciato alla Scorta, ci sono equivoci sulle parole, che però sono sempre molto importanti, soprattutto per i tanti operatori delle Scorte, che senza voce quotidianamente rischiano la propria vita per proteggere le persone che rappresentano le istituzioni democratiche e coloro che si espongono contro il crimine, sempre per difendere democrazia e libertà. È bene anche chiarire che quando viene assegnata la scorta, gli operatori seguono la personalità ovunque: la professionalità e la specializzazione permettono di scortare chiunque ne abbia diritto sui bus, in taxi, sui treni, in aereo, per strada, in discoteca, al mare, al cinema. Ripeto, le personalità sottoposte a protezione vivono la propria vita quanto più possibile normalmente, liberamente, ma la Scorta è sempre presente, attiva, discreta, professionale e permetteteci di dire, altamente efficiente, anzi un modello di efficienza per l’Italia intera. Voglio umilmente e serenamente dire che sarebbe opportuno, soprattutto quando si ricoprono ruoli parlamentari, non innescare confusione fra le così dette “auto blu” e le “auto di scorta. Purtroppo constatiamo che politici di ogni schieramento nel corso degli ultimi anni, hanno innescato confusione sul tema. Guardi abbiamo visto auto in vendita su ebay, ma al Reparto Scorte di Palermo il SIAP da anni ha aperto una vertenza presso il dipartimento della PS sul tema “auto blindate” poiché è cronica la carenza di autovetture specializzate (blindate): il parco auto carente, insufficiente, fatto di auto molto vecchie da rottamare, è per noi inaccettabile e quindi continueremo con la nostra denuncia. Le auto blindate, soprattutto per i livelli di protezione maggiori, sono fondamentali, ripeto: non sono auto blu! Non ci stancheremo mai di ribadirlo, le auto blindate sono il cuore del dispositivo di protezione. Un solido rifugio dai pericoli da tenere sempre vicino alla personalità da proteggere, tenerle lontane o demonizzarle crea grandissimi pericoli per le personalità da proteggere e per gli operatori di polizia, noi siamo pronti a denunciare duramente tutti i fattori che espongono a rischi inutili i nostri colleghi; la generalizzazione e la demonizzazione sono un grave rischio per gli operatori di polizia che noi rappresentiamo. Le dico anche che, nei nostri incontri con la società civile cerchiamo di far capire l’importanza delle autovetture blindate, del fatto che sono auto della Polizia da “amare” e non da odiare, perché sono “un abbraccio di protezione” a tutta la società civile, con le “blindate” lo Stato protegge gli Operatori di Polizia e le persone “minacciate”. Quindi tutti noi abbiamo l’obbligo morale di gridare che le auto di scorta non sono “auto blu” ma auto delle Forze dell’ordine che proteggono la società. Se il magistrato non è protetto chi manderà in galera i criminali? Se il giornalista non è protetto chi informerà la società civile? Se il politico non è protetto chi farà le leggi? Se l’imprenditore non è protetto come potrà denunciare i suoi estorsori? Se la società non è “scortata” il crimine vince. Una società senza Scorte è il nostro sogno, ma siamo sicuri che l’Italia sia pronta? A noi che nel pericolo viviamo le nostre giornate e che come sindacato tocchiamo con mano i pericoli corsi dai nostri colleghi non ci sembra proprio“.

Nella scelta del presidente della Camera Roberto Fico c’è soprattutto una motivazione per partito preso: si tratta di una battaglia mediatica alla “casta”. E di conseguenza per molti la percezione per molti è che proprio la scorta sia una delle caratteristiche e dei privilegi di questa casta. Ma ciò che pesa maggiormente sulle tasche degli italiani è proprio la scorta?

“La scorta non è un beneficio per nessuno. La scorta è un servizio di protezione che viene dato da un organismo interforze e come spesso mi piace dire, non viene richiesta ma viene assegnata, dopo aver valutato un serio pericolo per la vita della persona a cui viene assegnata. Le cariche fondamentali dello Stato in tutti i Paesi vengono logicamente protette, poiché ritengo che il servizio di protezione non viene assegnato alla persona ma all’incarico che questa ricopre. Essere Presidente della Camera o del Senato, comunque, prevede che si deve essere scortati, in quanto come detto prima l’uomo o la donna protetti sono rappresentanti delle istituzioni democratiche fondamentali e non possono essere in alcun modo oggetto di pericoli sia interni che esterni fisici o di natura psicologica. Quando si rinuncia ad una scorta, secondo il mio parere, si contravviene ad indicazioni precise di organi di polizia che tutelano il bene comune. Lo scortato non è agli arresti domiciliari, continua a fare la sua vita, è compito della scorta assicurare la sua sicurezza, sia che passeggi in spiaggia sia in città. L’operatore di polizia della scorta prima di dire che una cosa si possa fare o meno deve valutare eventuali pericoli e prendere provvedimenti in merito, magari chiamando più uomini in supporto. Insomma, lo scortato decide dove andare e la scorta decide come gestire la situazione. Quando sento dire che la scorta caratterizza la casta politica, rispondo dicendo i nomi dei colleghi morti il 23 maggio e 19 luglio 1992 che noi operatori delle Scorte di Palermo ogni giorno onoriamo. Pensi che per iniziare il servizio si passa sotto la lapide dei colleghi barbaramente uccisi, loro hanno difeso non solo degli uomini, ma anche la democrazia e la libertà di ognuno di noi. Noi come rappresentanti di categoria col SIAP difenderemo sempre i colleghi delle Scorte vivi e onoreremo sempre i fratelli caduti. Per chiudere preciso che lo scortato, che viaggi in autobus o in treno, come fanno molti, non può dire alla scorta di non seguirlo. Questa, infatti, una volta assegnata, ha il compito di proteggerlo; certo, sull’auto blindata è più facile e più sicuro scortare un uomo rispetto che su un autobus, dove aumenta il rischio e sicuramente ci vogliono più uomini, ma non è impossibile assicurare la protezione. È logico che quando uno scortato rispetta la scorta e ne riconosce il ruolo e il valore, il nostro lavoro diventa più facile. L’importante è che la gente abbia fiducia in noi: noi sappiamo cosa fare e come farlo, siamo seri professionisti”.