Tirrenoambiente, il Tribunale di Messina dà ragione a Santi Delia: nulli i contratti di appalto

Il Tribunale di Messina ha accolto l’opposizione a decreto ingiuntivo della partecipata pubblica Tirrenoambiente, soddisfazione dell’on. Sonia Alfano

Tribunale di MessinaIl Tribunale di Messina, con sentenza del 6 febbraio 2018, ha accolto l’opposizione a decreto ingiuntivo della partecipata pubblica Tirrenoambiente S.p.A. ritenendo nulli gli affidamenti dalla stessa eseguiti e come tali i contratti di appalto stipulati. Sono coinvolti affidamenti per oltre un milione di euro che, tra il 2010 e il 2015, erano stati affidati senza gara e su cui anche il Tribunale di Milano aveva già accolto, ma solo in fase cautelare, tale tesi sostenuta dal legale.
Soddisfazione è stata rappresentata dal liquidatore On.le Sonia Alfano che, dal suo insediamento, ha lavorato con fermezza per riportare nell’alveo della legalità tutte le procedure ed affidamenti gestite, in precedenza, senza il crisma del pubblico incanto. Accogliendo la tesi dell’Avvocato Santi Delia il Tribunale ha chiarito che “il contratto posto a base della pretesa dell’impresa opposta deve essere considerato nullo, essendo pacifico che in tema di appalto di opere pubbliche, il contratto che sia stato stipulato a seguito di trattativa privata è nullo ex art. 1418, 1 comma, c.c. per contrarietà alle norme imperative che prescrivono il ricorso alle regola dell’evidenza pubblica per la scelta del contraente, a garanzia del buon andamento e dell’imparzialità dell’amministrazione“.
Si tratta della prima decisione di merito riguardante tali modelli di società con partecipazione pubblica, su cui qualche tempo addietro era intervenuta anche l’ANAC. Secondo il Tribunale le società miste con capitale pubblico “costituita per la gestione dei servizi afferenti al settore dell’igiene urbana, dei rifiuti, ivi inclusi i rifiuti solidi urbani di competenza dei Comuni e delle Province, e dei reflui fognari … devono essere qualificate come vere e proprie “imprese pubbliche”, ai fini dell’applicabilità dell’art. 32 D. Lgs. 163/2006, essendo riconducibili alla fattispecie prevista dal comma 1 lett. f) di tale disposizione, anche se si presentano formalmente come imprese societarie private“.