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Amici della Terra e Rete Civica: “pretendiamo anche in Sicilia il ciclo virtuoso dei rifiuti”

Rete Civica per le Infrastrutture nel Mezzogiorno e Amici della Terra: “Pretendiamo anche in Sicilia il ciclo virtuoso dei rifiuti, compreso il recupero energetico da incenerimento”

discarica ciccarello (11)“Da oltre un anno si è costituito un comitato della società civile, organizzato dalla Associazione Amici della Terra, che attraverso la pagina Facebook “Figli che vogliono l’inceneritore” raccoglie le adesioni e le opinioni di chi combatte “la mafia dei rifiuti”, perché non vi siano più regioni povere altamente inquinate che rovesciano su altre comunità ciò che non riescono a smaltire. Fa parte di questo gruppo, già numeroso e con crescenti adesioni, anche la Rete Civica per le Infrastrutture nel Mezzogiorno: si tratta di una svolta, che spezza il monopolio della disinformazione contro i termovalorizzatori, con un approccio razionale ai problemi che affronta, non dogmatico, libero da pregiudizi ideologici e da interessi particolari, ponendo fine alla interessata dicotomia tra la “gente buona che non vuole l’inceneritore” contrapposta a “istituzioni cattive che vogliono l’inceneritore”. Una parte dell’opinione pubblica e della società civile più avveduta nella conoscenza dei problemi, vuole che i rifiuti siano trattati secondo un ciclo virtuoso, là dove vengono prodotti, senza demonizzare il recupero energetico dei rifiuti non riciclabili, così come ampiamente previsto dal buonsenso e dalle direttive europee. E’ sempre più debole la posizione di chi si ostina a mettere la testa sotto la sabbia confidando in cambiamenti di abitudini e nuova consapevolezza che richiedono decenni per dare risultati concreti mentre, nel frattempo, si avvelena il territorio a danno delle future generazioni. Proprio in questo 2017 è esplosa la disastrosa gestione dei rifiuti solidi urbani in quella parte del Paese che non ha sufficienti impianti di smaltimento, caratterizzata anche da episodi di grave illegalità, da Roma alla Sicilia. La dura realtà sta facendo giustizia (ahinoi a caro prezzo!) delle esitazioni di una classe politica e burocratica che, di fronte a scelte ritenute, a torto, impopolari, ha preferito glissare, rimandare, balbettare sciocchezze sui “rifiuti zero” e farsi influenzare dai comitati “NO inceneritore” che creano grande allarmismo, pur essendo una minoranza.

Ora arriva il conto da pagare, ed è un conto salato in tutta Italia:

– sia per l’ambiente, con rifiuti sversati in fiumi e torrenti o spediti in discarica, con strade e mari solcati da mezzi ricolmi di rifiuti diretti dall’Olanda al Marocco, dal Nord Italia a al Portogallo, e con ampi spazi lasciati aperti alla mafia dei rifiuti. Solo nell’anno 2017 ci sono stati in Italia oltre 200 incendi in discariche e depositi di rifiuti che hanno inquinato l’aria più di quanto potrebbero fare tutti gli inceneritori del mondo per centinaia di anni;

– sia per le tasche dei contribuenti, ed è bene ricordare come ad esempio i napoletani o i romani paghino le tariffe sui rifiuti più alte d’Italia;

– sia per i rapporti tra comunità, dove quelle senza impianti si trovano a scaricare su altri territori il prezzo della loro demagogia, suscitando proteste e aperti conflitti ma anche lauti profitti per paesi che possiedono gli inceneritori.

Noi ci battiamo, e ci batteremo, per una Sicilia che, come i paesi più civili e ambientalisti (Austria, Danimarca, Norvegia, Svezia, per citarne solo alcuni in Europa) gestisca civilmente i suoi rifiuti, trasformandoli in energia e non li rovesci più addosso a nessuno. A tal proposito con il contributo del Rotary Club Stretto di Messina, sotto la presidenza di Giuseppe Prinzi, abbiamo deciso di approfondire un tema che, inevitabilmente, segnerà il futuro della Sicilia per più generazioni con un incontro che si terrà a Messina il 15 gennaio 2018, nel quale si confronteranno esperti provenienti da varie parti d’Italia“- lo scrivono in una nota, Sergio Gatteschi – Direzione Amici della Terra e Fernando RizzoRete civica per le infrastrutture nel Mezzogiorno.