Reggio Calabria, MNS: “intitolare una via a Pino Rauti”

pino_rauti“Non è bastato il trascorrere del tempo, la pietas verso chi ha lasciato la vita terrena e neppure le parole con cui un uomo profondamente di sinistra come Luciano Violante, nel suo discorso di insediamento alla Presidenza della Camera dei Deputati nel 1996, parlava di pacificazione nazionale tra chi aveva vissuto i tragici momenti della guerra tra italiani che vide contrapporsi i partigiani e i fascisti di Saló, per impedire a gruppuscoli vetero comunisti, evidentemente ancora contaminati dalle scorie dello stalinismo, di vomitare insulti addosso alla memoria di Pino Rauti. Rauti, oltre ad essere stato tra i leader storici della Destra e Segretario Nazionale del Movimento Sociale Italiano, figlio di una stagione politica distante anni luce dagli attuali rappresentati dei partiti, fu un ambientalista, strenuo oppositore della diffusione delle droghe, movimentista, grande giornalista e soprattutto fine pensatore. Pino Rauti fu incarcerato nel 1972 per la sua presunta partecipazione ad alcune stragi, ma ai compagni evidentemente sfugge che dopo i tanti processi fu assolto da ogni accusa nelle formule più ampie “per non aver commesso il fatto”. Allora di cosa sarà colpevole Pino Rauti: dell’aver preso parte da volontario alla seconda Guerra Mondiale dalla parte sbagliata? Ebbene sì, secondo i novelli partigiani da scrivania, pronti a dare battaglia a suon di comunicati ma inclini a perdonare i tanti Dario Fo che doppiogiochisti nel profondo dell’anima rinnegarono la partecipazione alla Repubblica Sociale Italiana per crearsi una seconda verginità all’ombra della falce e del martello. Pino Rauti, no, a differenza loro restò sempre dalla stessa parte: ciò gli permise, da uomo colto quale fu, di rivedere quelle scelte, di considerarle diversamente, di rapportarle a quei tempi fino ad affermare “Non mi sento un neofascista, il fascismo non è più ripetibile. È solo un giacimento della memoria al quale penso che si possa ancora attingere.” Questi schizzi di fango, provocatoriamente gettati addosso alla figura di Pino Rauti, non macchieranno il ricordo dell’intellettuale calabrese, ma rendono l’idea di quanto siano anacronistiche e lontane dalla realtà certe sigle che ancora sguazzano nell’orbita della sinistra italiana“. E’ quanto scrive in una nota Daniele Romeo, Dirigente Nazionale MNS