A Villa San Giovanni il primo Meeting dei Giovani Consulenti del Sud Italia [FOTO]

A Villa San Giovanni il Meeting dei Giovani Consulenti del Lavoro, consegnate le targhe ai tre vincitori del concorso fotografico Clic”k” Lavoro

Opera di Cosimo AlleraTecnologia e innovazione a servizio del lavoro, contrasto all’illegalità, contrattazione di secondo livello e strumenti finanziari disponibili per la ristrutturazione del Lavoro nel tessuto economico del Mezzogiorno, sono state le principali linee guida del Primo Meeting dei Giovani Consulenti del Lavoro che si è tenuto dal 22 al 24 giugno a Villa San Giovanni (Rc) che si è tenuto dal 22 al 24 giugno nella splendida cornice del Castello di Altafiumara Resort & Spa.

Di fronte ad un quadro socio-economico estremamente difficile, delineato dall’Osservatorio Statistico dei Consulenti del Lavoro che vede il Sud Italia, e in particolare la Calabria, tra in territori maggiormente colpiti dalla crisi economica, si delineano nuovi orizzonti professionali per i Consulenti del Lavoro.

Nuove prospettive per la professione emergono nella funzione di supporto alle imprese (pubbliche e private) per la lotta all’assenteismo, ad esempio, o in quella di interlocutore qualificato delle Istituzioni del Paese per la creazione di un sistema di Welfare o per lo sviluppo di nuove e puntuali politiche attive del Lavoro.

PROSPETTIVE. «Dobbiamo preoccuparci della visione futura – ha affermato Marina Calderone, presidente del Consiglio Nazionale dell’Ordine dei CdL -. La sfida è quella di essere punto di riferimento nel mondo del lavoro e nelle politiche attive per cercare di cambiare il volto del nostro Paese. La nostra scommessa oggi è di parlare di riaccompagnamento al lavoro. Siamo una rete di 27mila professionisti su tutto il Paese e gestiamo il 70% delle aziende italiane per un totale di 8 milioni di buste paga su 12milioni di soggetti che si rivolgono ad enti di categoria per questi adempimenti. Siamo anche un volano per l’economia perché facciamo parte di quei 2,3 milioni di lavoratori autonomi che a loro volta generano lavoro dipendente creando un indotto di circa 4 milioni di addetti collegati all’attività degli studi”.

Un network di professionisti di questa portata può bene organizzarsi, anche attraverso l’uso della tecnologia, per fornire al network di piccole, piccolissime e medie imprese del territorio, servizi complessi che fino ad oggi sono stati prerogativa solo delle grandi aziende.

«People analytics è l’unica cosa che manca oggi nella gestione del personale alle PMI – ha spiegato Davide De Palma che, a Molfetta, ha fondato la start-up hi-tech, Das Human Kapital, esempio di successo di imprenditoria giovanile al Sud -. In questo senso i CdL, nei prossimi anni, saranno importanti per quelle aziende che svilupperanno queste piattaforme. Oggi lo fanno solo quelle più grandi ma più si va verso una cultura delle competenze, più si avrà bisogno di indicatori di questo tipo. L’Italia deve abituarsi ad usare la tecnologia per migliorare la qualità della vita”.

I nuovi orizzonti professionali per i CdL fanno di questi professionisti anche delle figure strategiche per la lotta all’illegalità nel mondo del lavoro vedendo riconosciuto il loro ruolo di supporto qualificato nelle amministrazioni giudiziarie. Ruolo pubblicamente riconosciuto anche dal dott. Walter Ignazzitto, Sostituto Procuratore della Repubblica di Reggio Calabria nel corso del meeting, durante l’incontro ‘La questione Meridionale del Terzo Millennio’.

«Si tratta di un riconoscimento pubblico importante – ha sottolineato Pietro Latella, presidente dell’Associazione Nazionale dei Giovani Consulenti del Lavoro – del ruolo di supporto professionale nella lotta al sistema criminale nell’ambito giuslavoristico, contrasto che ci vede impegnati in prima linea ogni giorno nell’esercizio della nostra professione».

TECNOLOGIA E INNOVAZIONE. Sono state le due parole-chiave del Meeting dei Giovani Consulenti del Lavoro del Sud Italia. Strumenti indispensabili per la ridefinizione dei pilastri del Lavoro nella società contemporanea che ha bisogno di nuove professionalità hi-tech e di fare un upload dei profili tradizionali con nuove skills prime fra tutte quelle informatiche.

Il processo di ‘riconversione digitale’ dei lavoratori non nativi digitali è stato auspicato da Beppe Carrella, manager di fama internazionale ed esperto di comunicazione, che ha inaugurato il Meeting con il suo brillante incontro dal titolo ‘Comunicare professioni e professionalità, la leadership’.

«Il concetto di lavoro sta cambiando drasticamente – ha detto Carrella -. Il 38% dei cittadini non ha mai utilizzato Internet e questo è un grosso problema che si unisce alla mancata capillarizzazione della banda larga che ci colloca in posizione di netto ritardo rispetto al resto d’Europa. Il Digital Divide è una delle chiavi che impedisce all’Italia, e al Sud, di ricreare il miracolo economico che abbiamo saputo realizzare negli anni ’50 nonostante all’epoca il 34% dei cittadini fosse analfabeta. È significativo che, nel 2013, l’83% delle aziende che sono fallite non aveva il web. Oggi bisogna inventare nuovi linguaggi, coniare nuove parole per definire quale sarà il lavoro tra dieci anni».

Tutti gap che ‘azzoppano’ il mondo del lavoro hanno massificato la cosiddetta ‘fuga dei cervelli’. «In questi anni di crisi – ha spiegato Rosario De Luca, Presidente della Fondazione Studi dei Consulenti del Lavoro – l’Italia ha subito un’emorragia di 800mila occupati che sono fuggiti all’estero. In pratica, è come se nel nostro Paese sia stata cancellata una grande città. Di questi, 500mila erano italiani mentre, per paradosso, 300mila erano immigrati che, stante così la situazione, hanno addirittura preferito ritornare nei Paesi di origine».

STRUMENTI. Intanto arrivano i primi feedback dalla piattaforma gratuita Sodexo per la “scrivania digitale” nata a marzo per l’erogazione e la gestione di programmi integrati e personalizzati di welfare aziendale a seguito dall’accordo stipulato tra la società francese Sodexo e la Fondazione Studi dei Cd.

«Abbiamo già 500 CdL iscritti – ha precisato Gianluca Chiaranda, responsabile commerciale Sodexo – e 200 aziende segnalate. Nei primi tre mesi abbiamo chiuso 50 contratti di cui 30 in Welfare e 20 in buoni pasto. In questi giorni riceviamo mediamente dalle 40 alla 50 telefonate al giorno in relazione al rinnovo del CCNL Metalmeccanici. Ci chiedono prevalentemente quali strumenti abbiano le aziende da elargire ai propri dipendenti». In questo senso, ha spiegato Luca Caratti, esperto Fondazione Studi Consulenti del Lavoro: «il fatto che tutti i servizi messi a disposizione dei lavoratori siano integralmente deducibili, rappresenta la chiave per aprire la possibilità di creare welfare anche nelle piccole e medie imprese che non hanno rappresentanze sindacali di base soprattutto grazie al nuovo regolamento aziendale con efficacia negoziale».

Il Mezzogiorno è un territorio ricco di professionalità qualificate e di alto livello che purtroppo non trovano sbocco nel mondo del lavoro. «Nel dramma la fortuna – ha chiarito Giuseppe Naccarato, CEO della start-up Viaggiart, altro esempio di successo di imprenditoria giovanile al Sud – dal momento che si tratta di importanti competenze che, non trovando lavoro, sono a disposizione delle nuove aziende e degli innovatori».

VOUCHER SI, VOUCHER NO. La cancellazione dei voucher ha riguardato 134 milioni di posizioni lavorative che adesso, senza uno strumento alternativo per la regolarizzazione, rischiano di rimpolpare le fila del lavoro nero.

“I voucher – ha spiegato Cesare Damiano, presidente della Commissione Lavoro della Camera dei Deputati – li avevo introdotti io da ministro del Lavoro del Governo Berlusconi ma, successivamente, sono stati oggetto di distorsione. Dai 500mila iniziali sono cresciuti di 268 volte tanto e l’80% di essi veniva usato soprattutto dalle grandi aziende come quelle della distribuzione. Da questa distorsione nasce la battaglia referendaria della Cgil che ha portato alla loro abolizione. In tutto questo, quello che non mi ha convinto è la posizione del mio governo la cui risposta al referendum non mi è sembrata tanto orientata all’eliminazione dell’abuso quanto alla necessità di evitare che i sindacati potessero intervenire sulla situazione politica del Paese in un momento particolarmente dedicato e concomitante al congresso del Pd. Oggi stiamo riprendendo la discussione con le parti sociali per individuare delle alternative ai voucher. Guardiamo a figure contrattuali già esistenti come il lavoro intermittente (job on call), ad esempio, che potremmo estendere alle fasce di età prima esentate e creare una filiera unica, o anche al lavoro a termine. È sbagliato dire che in Italia non ci sia flessibilità. La flessibilità c’è il problema è che non è a basso costo».

IL CONCORSO FOTOGRAFICO. Nell’ultimo giorno di meeting, infine, sono state consegnate le targhe ai tre vincitori del concorso fotografico Clic”k” Lavoro (vedi fotografie allegate). Primo Classificato, Gian Marco Guglielmo (Ordine dei CdL di Cosenza), secondo classificato, Giuseppe Pagliuca (Ordine di Messina e Consigliere Giunta Esecutiva ANGCdL); terza classificata, Domenica Palumbo (Ordine dei CdL di Reggio Calabria).

Le personalità che hanno partecipato al Meeting sono state omaggiate con delle opere scultoree dell’artista calabrese Cosimo Allera, rappresentanti il tema della possibilità che il lavoro possa ripartire proprio dalla Calabria.