Palermo, operazione “Rose of the winds”: scoperta nuova rotta dell’hashish dal Maghreb all’Europa

Palermo: i risultati dell’operazione di Polizia internazionale “Rose of the winds” finalizzata al contrasto e traffico internazionale di stupefacenti nel Mediterraneo

Finanza Omar PaceC’è una nuova rotta del traffico di hashish dal Maghreb verso il vicino Oriente sino ai Balcani e al resto dell’Europa. Una rotta della droga che ha portato all’arresto di oltre duecento persone in flagranza di reato, circa 30 imbarcazioni sequestrate e 400 mila kg di hashish e 500 grammi di cocaina trovati e sottratti ai trafficanti. Sono questi i numeri dell’operazione di Polizia internazionale “Rose of the winds” finalizzata al contrasto e traffico internazionale di stupefacenti nel Mediterraneo. A illustrare i contenuti dell’attività, oggi alle 12, presso il comando regionale siciliano della finanza a Palermo, saranno investigatori e rappresentanti di organismi di cooperazione nazionali e stranieri. La conferenza stampa è stata indetta dall’ufficio Europeo di polizia (Europol). Per l’Italia, tra gli altri, parteciperà il Gico del Nucleo di polizia tributaria di Palermo, per la Spagna la Guardia Civil, per la Grecia la Guardia costiera, per il Marocco la Gendarmeria reale e per la Francia l’ufficio centrale per la repressione del traffico illegale di droga. Dal 2013 sono decine le operazioni di polizia che hanno portato al sequestro di ingenti quantità di hashish. Come i 15 mila kg nascosti nella motonave Adam scoperta a largo di Pantelleria. Nel 2014 sono statii quattro i sequestri, tutti nelle acque trapanesi, tre nel 2015, sempre nei pressi di Pantelleria. Dalla prima operazione del 2013 è stata sequestrata complessivamente droga, tra hashish e cocaina, per un valore di 4 miliardi e 300 milioni di euro. La conferenza stampa “sarà l’occasione per rimarcare la lungimiranza di una collaborazione senza frontiere, sviluppatasi, nel corso degli anni, ormai in un tavolo permanente di coordinamento, che rappresenta un modello di lavoro per il futuro contrasto di uno dei fenomeni illegali globali più pericolosi per la comunità internazionale, tanto più perché intimamente collegato agli altri interessi della criminalità organizzata”, come spiegano le Fiamme gialle.