Vigili del Fuoco, altro volontario muore suicida: “quanti morti dobbiamo ancora contare”?

immagine-fabio-vigili-del-fuoco“Lavoratori e Cittadini,

ci è giunta nuovamente una notizia che noi tutti Vigili del Fuoco non volevamo che arrivasse mai, un altro precario dei Vigili del Fuoco originario della provincia di Napoli si è tolto la vita”. Lo afferma in una nota Silipo Giancarlo per il Coordinamento Regionale dei Precari USB VVF.

“La straziante  lettera di “ADDIO” incomincia proprio così “Credo di essere morto già da tempo…”, ed è proprio con questi versi iniziali scritti dal collega Fabio, con i quali ha scelto di spiegare le motivazioni che l’hanno spinto a togliersi la vita questa notte. Nelle stesse righe composte dal suo pensiero, spiega chiaramente quel grido di “ADDIO”, ove descrive sé stesso come “UN PRIGIONIERO DELLA PRECARIETA’ ”. Il nostro collega e buon Fabio, si era trasferito a Brescia dove aveva lavorato per 8 anni come Vigile del Fuoco precario. Una vita sempre più precaria spezzata via da un licenziamento, infatti il collega ha sofferto moltissimo, trovando conforto nell’amicizia dei colleghi. Infatti è proprio a loro che esprime un altro pensiero “il mio saluto più affettuoso va a tutti i Vigili del Fuoco…………..i quali mi hanno sempre voluto bene! A tutti i pompieri precari come me, auguro con forza di diventare permanenti al più presto”. Perché i precari VVF, proprio come lui, sono i “marchiati”, quelli che non hanno più “dignità”. In quella stessa lettera di “ADDIO” c’è anche spazio per parole di disprezzo nei confronti della classe  politica “i governanti padroni delle nostre vite dovrebbero prima fare dei corsi di sopravvivenza per poi decidere del nostro futuro. Ma io sono un idealista schiacciato dalla pressione della vita”. Fabio ha pianificato ogni cosa. Il momento, il luogo e il significato della sua morte. Una morte che non deve restare vana, ma che deve lanciare un messaggio chiaro alla classe politica: “UN ALLARME SOCIALE”. Il pensiero in quei pochi versi è rivolto anche per la famiglia “Chiedo perdono a mia mamma perché in nessun caso i genitori dovrebbero veder morire i propri figli. Ma la depressione mi ha divorato l’anima… Auguro una buona vita a tutti……” . Noi Vigili del Fuoco precari della Calabria e di tutte le regioni d’Italia non ci stiamo più a questo sistema di “SCHIAVITU’ “ e di “PANCE PIENE” da parte di una politica che vuole un sistema di oppressione. Ora ci chiediamo, quanti altri colleghi precari VVF dovranno privarsi del meraviglioso dono della vita, prima che diventi veramente necessario intraprendere un processo di “RISOLUZIONE” del problema precarietà? E non lo chiediamo in senso figurato… ma in senso reale…quante vite vale il raggiungimento della giustizia? Quante vite vale il diritto già sancito in precedenza di vivere una vita sulla soglia della dignità umana…? quanto tempo dovrà passare prima che un simile grido disperato di aiuto arrivi a toccare le coscienze di coloro i quali dovrebbero rappresentarci? La risposta la sappiamo già…in realtà siamo noi a dover dare una risposta…ribellandoci quando i nostri diritti da lavoratori non vengono salvaguardati e sopratutto quando il “DIO” denaro arrivi a valere di più anche solo di una singola vita… Perciò chi ha preso l’impegno di risolvere la problematica che sta distruggendo molte vite divorate dal mostro silenzioso della depressione, è pregato di fare di tutto per far si che nessun altra vita venga spezzata…L’orologio cammina inesorabilmente…Ministro Madia…faccia in modo che la burocrazia non “MIETA” altre vittime…non c’è alcun bisogno di attendere ulteriormente…!!!! On. Fiano…non rimandiamo a domani ciò che “DEVE” esser fatto “OGGI”!!! Che la “RISOLUZIONE FIANO” abbia “INIZIO”. Siete responsabili di ogni morte per il tempo improponibilmente lungo che sta trascorrendo per l’attuazione del nostro diritto da lavoratori. Ogni vita è appesa ad un filo..Fate il vostro lavoro!!!”