Crotone, Bruno Martella a 360°: dalla barba al matrimonio, il sogno Juve e Nazionale e una serie A da festeggiare

Intervista a Bruno Martella, talentuoso esterno sinistro del Crotone dei miracoli grande protagonista della cavalcata dei pitagorici verso la serie A

Foto LaPresse - Francesco Mazzitello

Foto LaPresse – Francesco Mazzitello

Bruno Martella ha 23 anni, esterno sinistro, è uno dei volti più rappresentativi della straordinaria impresa del Crotone, ad un passo dalla serie A. Con 3 gol e 8 assist nelle 31 partite stagionali disputate in campionato, ha migliorato di gran lunga lo “score” della scorsa stagione (2 assist in 28 gare, sempre in B con la maglia del Crotone). Ma non ha alcuna intenzione di fermarsi qui. Intervistato oggi da StrettoWeb, ci ha raccontato tanti particolari sulla fantastica avventura che sta traghettando la piccola compagine calabrese nel paradiso del calcio italiano. Ormai manca soltanto la matematica, ma la città è già pronta alla festa. “Qui a Crotone c’è un clima bellissimo, la gente ci chiama eroi perchè nessuno era mai riuscito in un’impresa simile con questa squadra. I tifosi sono straordinari, tutta la città è già colorata di rossoblù e non vediamo l’ora di scoprire cosa succederà nel momento della festa, perchè c’è grande fermento, tutti hanno voglia di festeggiare” racconta Martella.

Il mistero della barba

martella crotone 02L’esterno sinistro prima di tutto ci svela un piccolo-grande mistero che ha accompagnato la sua stagione: quello della sua barba. Se ne sono dette e scritte di tutti i colori, oggi finalmente direttamente dalla sua bocca arriva la verità. “Eravamo in ritiro durante la preparazione, e il nostro portiere, Cordaz, aveva la barba. Era strano vederlo così, proprio lui che non ce l’aveva mai, se la tagliava sempre una volta a settimana, il giorno della partita, prima di giocare. L’ho visto e gli ho detto ‘ciao Alex, ti sta bene la barba’. E lui mi ha risposto che l’avrebbe dovuta tagliare di lì a breve perchè stava per diventare papà. E allora io, non so perchè un po’ per caso, un po’ per amicizia, gli ho detto che allora me la sarei cresciuta io. Fino a quando non perdiamo una partita in casa. Mai potevo pensare che allo Scida non avrebbe vinto nessuno per 7 mesi, altrimenti non l’avrei detto… Eravamo già imbattuti da mesi visto l’ottimo girone di ritorno dello scorso campionato, ed era bello mantenere lo Scida inviolato, per questo ho detto così. Per gioco. Per mettere una sfida. Ma davvero non potevo pensare che durasse sette mesi… e che quindi la barba mi diventasse così lunga!”

Foto LaPresse - Valerio Andreani

Foto LaPresse – Valerio Andreani

“Prima le due partite di Coppa Italia, poi il campionato… e mi dicevo sempre che ne avremmo persa una prima o poi, ci poteva stare. Invece no, abbiamo stravolto tutti i record. E la mia barba è diventata il simbolo di questa stagione. Quando a gennaio dopo la pausa ospitavamo il Cagliari capolista, avevo persino preparato la macchinetta per tagliarla, l’avevo lasciata nello spogliatoio sotto carica convinto che avremmo perso e che a fine gara ci saremmo divertiti per tagliarla. Invece abbiamo vinto e siamo diventati capolista noi. Quando sono tornato nello spogliatoio mi sono rassegnato ad avere la barba così lunga per chissà quanto e ho spento la macchinetta per tagliarla. Poi con il Perugia è stata una sconfitta inaspettata. Abbiamo iniziato bene, siamo passati in vantaggio, poi nel secondo tempo ci hanno messo sotto e hanno meritato la vittoria. Quel giorno la macchinetta non c’era, ma comunque ho dovuto tagliare la barba. E’ stato un modo per sdrammatizzare quella sconfitta. Qualcuno diceva che si sarebbe rotto l’incantesimo ma dopo pochi giorni siamo andati a Bari e abbiamo vinto con un mio gol, quindi non abbiamo mai avuto il dubbio che quell’incantesimo ci fosse davvero“.

Il segreto del miracolo serie A e quell’irrefrenabile voglia di alzare la coppa allo Scida

Foto LaPresse - Francesco Mazzitello

Foto LaPresse – Francesco Mazzitello

Martella prosegue, rispondendo alle nostre domande: “il vero segreto del successo di questo Crotone è il gruppo, già rodato nello scorso campionato. Nella nostra squadra non c’è una prima donna. Siamo tutti molto umili, e soprattutto siamo tutti uguali agli occhi del mister. Per Jurić non c’è giovane o vecchio, siamo davvero tutti uguali. E tutti importanti. Chi è subentrato dalla panchina ha sempre fatto molto molto bene, e non è una cosa che capita in tutte le squadre. E’ qualcosa di emblematico di cos’è questo Crotone. Significa che tutti si sentono parte integrante del progetto. E tutti danno il loro contributo. Siamo felicissimi, l’anno scorso di questi tempi stavamo lottando per non retrocedere in Lega Pro. Adesso stiamo per andare in serie A. E’ fantastico. Adesso dobbiamo ancora lottare, ci stiamo allenando normalmente in modo duro e intenso come se la prossima giornata di campionato fosse decisiva. Il mister ci tiene sempre al massimo, vuole raggiungere al più presto la promozione matematica e poi l’obiettivo diventerà il primo posto. Lui non vuole mollare niente e noi non molliamo niente, ma siamo ben consapevoli che lottare anche per il primo posto sarà ancora più dura. Già la promozione in A è una cosa talmente tanto fantastica, figuriamoci la vittoria del campionato. Io voglio arrivare primo, voglio alzare quella coppa a Crotone. E’ un trofeo, è una cosa che rimane nella storia. e c’è anche la prima Champions B con le squadre che vincono gli altri tornei di B d’Europa. Sarebbe molto importante“.

Bruno Martella matrimonio 18 giugnoIl matrimonio e la festa doppia

Martella il 18 giugno ha già in programma il matrimonio con la sua Natasha: “sì, e sarà una mega festa. E’ un grande passo, sarà una festa doppia“.

Il rinnovo con il Crotone fino al 2019 e la gratitudine al club del presidente Vrenna

Martella è l’anima e lo spirito del Crotone che vola in serie A. E il suo cuore è grande: non dimentica la sua storia e le persone che hanno creduto in lui nei momenti difficili. Nei giorni scorsi ha rinnovato il contratto con il Crotone fino al 2019: “a loro devo tutto. Sono persone splendide, che a questo progetto ci tengono tantissimo. Quando hanno preso questa squadra venti anni fa, erano in Terza Categoria. E non c’era bisogno della promozione in serie A per capire quanto bene stessero facendo al territorio di Crotone e a tutto il sistema calcistico italiano. Già negli anni scorsi hanno lanciato grandi campioni, penso a Florenzi, Bernardeschi, Sansone che adesso giocano in serie A. Nei giorni scorsi mi sono visto con Raffaele (il Presidente Vrenna, ndr) e abbiamo rinnovato il contratto. L’ho fatto per riconoscenza. Loro hanno creduto in me in un momento difficile, ero al Pisa in serie C e neanche giocavo. Mi sono venuti a prendere portandomi in B e ridandomi entusiasmo. Adesso è giusto ripagarli di queste attenzioni“.

Il grande sogno: la Juventus e la Nazionale

Foto LaPresse - Francesco Mazzitello

Foto LaPresse – Francesco Mazzitello

Ovviamente Martella è ben consapevole di avere addosso gli occhi delle big italiane, e forse anche europee. E’ giovanissimo, è stato protagonista di una stagione eccezionale in un ruolo strategico in cui le grandi sono disperatamente alla ricerca di calciatori validi. Il grande sogno si chiama Juventus. “Sono tifoso della Juve sin da quando ero bambino, ma ovviamente non posso sapere cosa succederà. Vestire la maglia della squadra che tifo sarebbe un altro sogno straordinario, ma ovviamente nel calcio di oggi tutto può succedere. Conosco bene Verratti perchè siamo cresciuti insieme nel settore giovanile del Pescara, lui tifava Pescara e adorava quel club ma quando è arrivata l’offerta del PSG con tanti milioni non ha potuto neanche porsi il dubbio di cosa fare. Penso che se dovesse arrivare un’offerta di un certo tipo da qualche big, anche a me il Crotone mi lascerà andare. Ma adesso non è importante. Da giugno in poi vedremo. Adesso pensiamo solo a raggiungere il momento in cui potremo festeggiare. E poi a festeggiare, per un mese intero, magari due. Ce lo meritiamo“. Per Martella un altro sogno nel cassetto è quello di vestire la maglia della Nazionale: “è la grande ambizione di ogni calciatore, ma io sogno senza prefissarmi obiettivi. Devo pensare solo a fare bene, poi spero che tutto ciò che arriverà sarà naturale. Come la promozione in serie A di quest’anno: non ci pensavamo, nessuno di noi ci pensava. Ho fatto 3 gol e 8 assist, a inizio stagione non me l’aspettavo, volevo solo migliorare il numero di assist dello scorso anno e riconfermare la salvezza del Crotone in serie B, una categoria che rappresentava comunque un grande patrimonio per questa città e questa società. Siamo andati ben oltre e ne siamo davvero felicissimi. Certo, per me è stato facile anche perchè con gente come Budimir e Ricci lì davanti è facile che possano valorizzare al massimo il tuo lavoro“.

Il modello-Alex Sandro

Foto LaPresse - Roberto Settonce

Foto LaPresse – Roberto Settonce

Quando gli chiediamo a quale calciatore si ispira e qual è il suo modello, Martella risponde senza alcun dubbio: “ho detto che sono tifoso della Juve e non posso che citare Alex Sandro. E’ uno che mi assomiglia molto, anche fisicamente, e da cui mi piace prendere spunto. E’ un gran bel giocatore che ama la fase offensiva, proprio come me“.

Jurić, “un grande: spero rimanga anche il prossimo anno”

Sull’allenatore protagonista di questa grande stagione, Martella non usa mezzi termini: “è un grande. Spero che rimanga con noi a Crotone anche il prossimo anno. Siamo a questi livelli grazie a lui. Non molla mai nulla, ha coinvolto tutti nella sua idea di calcio. E’ veramente un grande“.

Per la lotta playoff? “Tifo Pescara”

A 7 giornate dalla fine del campionato, Crotone e Cagliari sono ormai vicinissime alla matematica conquista della promozione diretta. Grande bagarre invece per i playoff con tante squadre in lotta per un posto negli spareggi. Anche su questo Martella non ha dubbi: “spero che salga il Pescara, sono cresciuto lì per ben sette anni nel settore giovanile, e sono molto legato alla piazza, conosco tanta gente. Adesso hanno avuto un calo enorme ma nel corso del campionato hanno dimostrato che giocano alla grande. E poi lì davanti sono fortissimi, c’è Lapadula che quando ci ho giocato contro è stato il calciatore che mi ha impressionato di più in tutta la serie B“.

Foto LaPresse - Francesco Mazzitello

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Gli obiettivi del Crotone in serie A: “vogliamo diventare come Chievo e Sassuolo”

Quando chiediamo a Martella cosa pensa del futuro del Crotone in serie A, risponde come se fosse già un manager o un dirigente del club. “Dovremo lottare molto, affronteremo squadre incredibili, ma a calcio si gioca sempre 11 contro 11 e alla fine vince sempre chi ha più fame. E noi andremo in serie A con tanta fame. L’obiettivo è quello di rimanerci a lungo, anche per la città. La serie A in Calabria e a Crotone può essere fondamentale, per il turismo, per l’economia, per il territorio e per la gente. Qui il magazziniere mi ha già fatto vedere come verrà lo stadio Scida con i lavori per ampliare l’impianto a 16.000 spettatori già per l’esordio di agosto, poi so che c’è il progetto per il nuovo stadio entro tre anni e anche il centro sportivo. Speriamo di fare il miracolo l’anno prossimo, e poi potremo diventare come Chievo e Sassuolo, piccole realtà che però sono ormai un punto di riferimento storico e importante tra le big del calcio italiano”.

A San Siro un segnale forte a tutta la serie A

milan crotone 1 dicembre 2015 coppa italia (4)Martella ricorda l’esperienza di San Siro in Coppa Italia contro il Milan: “Abbiamo già dimostrato che in serie A non saremo una semplice comparsa: è successo quella sera a Milano per gli Ottavi di Finale di Coppa Italia. E’ stata una serata incredibile. Sembrava che avessero aperto lo stadio solo per noi. Sugli spalti, non solo in Curva (bellissima) ma anche nei Distinti, c’erano tantissimi tifosi per noi. Erano almeno dieci mila. Quando abbiamo segnato hanno esultato tutti. Poi dopo il pareggio al novantesimo la Curva del Milan è uscita, giustamente perchè abbiamo pareggiato con gente che guadagna 400 volte quanto noi. Potevamo vincere, resta l’unico rammarico di questa stagione. Peccato per quella punizione nei tempi supplementari, ma si sa che da lì per calciatori come Bonaventura è come battere un rigore. Altrimenti saremmo potuti arrivare in finale e giocarci adesso la Coppa Italia con la ‘mia’ Juventus. Comunque quella sera abbiamo dato un segnale forte anche a tutta la serie A, in vista del prossimo anno“.

Il Leicester? Paragone impossibile, almeno per ora…

martella crotone 01Infine, chiudiamo la nostra intervista con Martella sul Leicester: i “Foxes” magistralmente allenati da Claudio Ranieri, stanno vincendo la Premier League. Un’impresa che si può paragonare a quella della promozione del Crotone in serie A? “Non scherziamo – risponde MartellaLoro stanno vincendo la Premier, il campionato inglese che è il più bello del mondo. Lo stanno facendo mettendo dietro, di gran lunga, corazzate incredibili come Arsenal, Manchester City, Chelsea, Liverpool, Manchester United. Non potete fare questo paragone con il Crotone, per quanto sia bella la nostra favola. L’anno scorso ad esempio ci sono già riusciti Carpi e Frosinone. Invece prima del Leicester in Premier credo nessuno. Quindi non potete paragonarci … Almeno per ora. Aspettate il prossimo anno … magari vinceremo lo scudetto (ride, ndr). Chissà. Sono cose molto difficili, ti deve girare tutto bene. Ecco, se l’anno prossimo il Crotone vincerà lo scudetto allora ci risentiremo e ti risponderò che sì, adesso potrai paragonarci davvero all’impresa del Leicester“.