Reggina e Messina, destini (ancora una volta) incrociati. Fine stagione con una salvezza da conquistare. Anzi due

Reggina e Messina: dopo una stagione sulle montagne russe adesso si ritrovano entrambe a dover lottare per la salvezza

messina reggina 0-1 30 maggio (40)

Brusco risveglio di metà febbraio per le due squadre dello Stretto: dopo una stagione sulle montagne russe, adesso amaranto e biancoscudati si ritrovano entrambe a dover lottare anche quest’anno per la salvezza. Destini ancora una volta incrociati per Reggina e Messina, seppur a distanza. Dopo gli scontri ravvicinati della passata stagione e un’estate tribolata per entrambe, la Reggina s’è ritrovata in serie D e il Messina in Lega Pro. Esattamente l’opposto rispetto ai verdetti emessi dal campo alla fine dello scorso campionato. Stati d’animo e ambizioni differenti per due squadre che ad agosto hanno dovuto ricominciare da zero sotto tutti i profili: societario, tecnico e ambientale. E’ cambiato tutto, dal Presidente al DS, dall’allenatore ai calciatori. La Reggina, in base alle norme federali, ha dovuto (seppur per un solo anno e per una mera formalità) persino cambiare nome.

Reggina Sarnese (43)Fatto sta che gli amaranto avevano iniziato la stagione con grande entusiasmo, con l’obiettivo di vincere il campionato e di tornare subito nei professionisti: oltre 3.500 abbonati, annunci di grandi successi e grandi aspettative. Il Messina, invece, ha avuto un inizio soft: obiettivo salvezza, se possibile senza playout, ma serviva un’impresa per una squadra che aveva ottenuto addirittura il rinvio delle prime tre partite del campionato perché a settembre dopo il ripescaggio non aveva ancora neanche un tesserato e in campo sarebbero dovuti andare i tifosi.

Che le cose sarebbero andate molto diversamente rispetto alle previsioni s’era capito subito: la Reggina è partita male, con 4 sconfitte nelle prime 5 partite. Il Messina invece ha iniziato alla grande, riempiendo il San Filippo (20.000 spettatori nel derby contro il Catania) e coltivando per qualche mese il sogno della serie B con la miglior difesa del torneo e un girone d’andata al vertice del campionato.

Messina Catania derby (56)Poi le cose sono cambiate: la Reggina ha ottenuto 3 punti vitali a tavolino dopo la sconfitta di Rende e grazie a 10 risultati utili consecutivi è riuscita a risalire la classifica togliendosi dalle zone basse in cui era rimasta invischiata a inizio stagione. All’inseguimento per il primo posto ci ha creduto soltanto qualche illuso ma la corsa per i playoff potrebbe essere ancora aperta, almeno in teoria, guardando la classifica.

Il Messina ha invece avuto una flessione preoccupante: nelle ultime 4 partite ha subito 10 gol, perdendo ogni certezza difensiva. Adesso è ancora settimo in classifica, ma lontanissimo dalle posizioni di vetta (-11 dal Foggia capolista, -9 dal quarto posto che può valere i playoff) e molto più pericolosamente vicino ai playout. Appena 7 punti di vantaggio sull’Akragas Agrigento. Senza la raffica di penalizzazioni che interessa molte squadre (Catania -10, Ischia -4, Akragas Agrigento -3, Paganese -1) il Messina sarebbe nono in classifica con appena 6 punti di vantaggio sulla zona playout. Ed è questo che dice il campo, importante non per la classifica ma per misurare il reale valore della squadra.

Cosenza Messina 3-1 (1)La classifica del girone C di Lega Pro si sta accorciando in modo molto preoccupante. Nelle ultime tre partite l’Akragas ha realizzato 9 punti, l’Ischia 5. E domenica c’è un Messina-Paganese in cui i siciliani dovranno fare di tutto per vincere e allontanare gli spettri della zona bassa della classifica.

Sette punti di vantaggio sui playout sono gli stessi punti che ha il Palermo su Carpi e Frosinone in serie A: nessuno, a Palermo, pensa che la squadra sia già salva. Dovrà ancora lottare fino a fine stagione per ottenere la salvezza proprio come il Messina in Lega Pro. Mancano ancora 13 partite, sono tante e può succedere di tutto. La squalifica di mister Di Napoli nell’ambito dell’inchiesta sul calcio scommesse ha costretto la società a sostituire l’allenatore artefice del piccolo-grande miracolo peloritano di questa stagione, e il fatto che il nuovo mister sia un omonimo può solo far ben sperare ma bisognerà capire come la squadra riuscirà ad assorbire questo duro colpo.

Reggina Cavese foto (11)In serie D la situazione della Reggina è molto simile: gli amaranto hanno appena 8 punti di vantaggio sulla zona playout, come quelli dell’Udinese su Carpi e Frosinone in serie A. E anche a Udine, come a Palermo, sanno bene che la salvezza è ancora tutta da conquistare. In Serie D le partite da disputare sono ancora 12, di cui due si giocheranno questa settimana. Prima mercoledì al Granillo con il Rende, poi domenica in Sicilia a Marsala, la Reggina deve tornare a fare punti pesanti perché soltanto con i pareggi sarà inevitabile essere risucchiati laggiù in fondo alla classifica. Le squadre che devono salvarsi per evitare la retrocessione in Eccellenza si stanno dando grande battaglia e anche qui, come ogni anno, la quota salvezza si impennerà proprio adesso, nella parte finale della stagione. Anzi, sta già succedendo: nelle ultime tre partite Marsala, Agropoli e Roccella hanno fatto 5 punti, recuperandone 4 sulla Reggina che ha perso due gare di fila e ieri ha addirittura pareggiato (immeritatamente) sul campo della Vigor Lamezia ultima in classifica. Per evitare i playout bisognerà arrivare a fine stagione con almeno 51-52 punti. La Reggina inoltre effettuerà il proprio turno di riposo a fine campionato, e non è una cosa buona: a livello psicologico non consente di capire – almeno con un’analisi superficiale – la gravità della situazione, salvo poi risvegliarsi di colpo dopo il turno di sosta con tante squadre che hanno effettuato il sorpasso.

Reggina Cavese foto (4)L’attuale quarto posto degli amaranto non lascia ben sperare per il futuro: la Reggina è a -9 dalla terza (che ha una partita in meno), a -11 dalla seconda (che ha una partita in meno) e a -13 dalla prima. Le inseguitrici sono vicinissime: l’Aversa Normanna è a -2 (e ha una partita in meno), sempre a -2 anche la Leonfortese vincente due volte contro gli amaranto e la Sarnese che riposerà mercoledì. Ecco perché quella contro il Rende è una grande occasione che la Reggina non può lasciarsi sfuggire. Non vincere significherebbe inguaiarsi in modo critico.

Anche la classifica della serie D, come quella di Lega Pro, “maschera” i risultati del campo con penalizzazioni, soprattutto nel caso della Reggina che ha ottenuto 3 punti a tavolino. Il responso del campo, invece, vedrebbe oggi la Reggina settima in classifica a 33 punti (quelli ottenuti sul campo con 9 vittorie, 6 pareggi e 9 sconfitte in 24 gare stagionali), -3 dall’Aversa Normanna che, nonostante la partita in meno, sarebbe quarta con 36 punti (ne ha due di penalizzazione) e -1 da Leonfortese e Sarnese. Anche qui, conta poco per la classifica ma molto per capire il vero valore della squadra. Con questi 33 punti ottenuti sul campo, la Reggina sarebbe ad appena +5 dalla zona playout. Ma a preoccupare c’è anche un altro elemento: nelle 12 partite ancora da giocare, la Reggina dovrà anche affrontare Frattese e Siracusa lanciatissime nella corsa per il primo posto. E se la classifica rispecchia il reale valore del campo, è alto il rischio che vincano passeggiando al Granillo come ha fatto la Cavese una settimana fa. Altre squadre, invece, hanno già affrontato le big e anche per questo la quota salvezza nelle prossime settimane si impennerà pericolosamente.

cozzaLa situazione della Reggina non è rosea neanche all’interno del club: come già anticipato nelle scorse settimane su StrettoWeb, la squadra ha risentito enormemente dell’allontanamento del team manager Nino Scimone e le conseguenze si sono subito viste sul campo. I malumori all’interno della società non possono che avere ripercussioni anche sulla squadra. Ieri a Lamezia eloquenti le due espulsioni di due tra i calciatori più esperti del gruppo, Zampaglione e Roselli, nei minuti finali della gara quando ormai entrambe le squadre avevano tirato i remi in barca “accontentandosi” del pareggio. Entrambi salteranno la sfida delicata con il Rende. E con una squadra che gioca così male e palesa evidenti problemi non solo tecnico-tattici, ma soprattutto di approccio e di psicologia a causa della situazione ambientale, chi ancora oggi insegue la chimera dei playoff sembra proprio come chi fino a 10 giorni fa inseguiva quella del primo posto. L’ennesima illusione di una stagione che di delusioni ne ha già date talmente tante che forse sarebbe meglio evitare di continuare a farsi del male da soli.