L’Osservatorio ambientale Diritto per la Vita segnala un copioso scarico di tipo chimico sulle coste di Santa Caterina dello Ionio

Inquinamento (1)L’Osservatorio ambientale Diritto per la Vita, a seguito di una segnalazione sulla propria pagina facebook  https://www.facebook.com/Osservatoriodirittoperlavita/  ha effettuato, giovedì 7 gennaio, un sopralluogo nella marina del Comune di Santa Caterina dello Ionio per la presunta presenza di uno scarico abusivo. I volontari dell’Associazione ambientalista, giunti alla base del piccolo ponte posto al km 144,00 della strada statale 106 nei pressi del camping Riva del Sole, constatavano la presenza di due enormi pozze che, se pur diluite dall’acqua piovana dei giorni precedenti, presentavano un intenso colore marrone ed emanavano un forte odore, assimilabile  a sostanze di tipo chimico. Il giorno successivo, l’Osservatorio ambientale, paventando un probabile sversamento di sostanze nocive, di origine sconosciuta, nel mare dell’incantevole Riviera di Nausicaa , procedeva all’invio di una PEC con dettagliata segnalazione indirizzata al  Sindaco del Comune di Santa Caterina dello Ionio, alla Polizia Provinciale di Catanzaro, all’ ArpaCal, alla Capitaneria di Porto di Soverato e al Dipartimento Prevenzione dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Catanzaro. In data 11/01/2016 il sindaco ha fornito, via PEC la seguente risposta:

IN RIFERIMENTO A VS SEGNALAZIONE, CORREDATA DA FOTO, SI COMUNICA CHE A SEGUITO DI SOPRALLUOGO OPERATO DA VIGILE URBANO E MANUTENTORE DELLA RETE FOGNANTE COMUNALE, NON RISULTAM ESSERCI NESSUNO SCARICO ANOMALO, BENSI’ ACQUA PIOVANA MISTA A FOGLIAME VARIO.

DISTINTI SALUTI.

IL SINDACO DR GIUSEPPE LETO

 Il campione prelevato dai nostri volontari è stato analizzato con i seguenti risultati:

COD = 192 mg/L  ( limite 125);  Ferro = 14 mg/L ( limite = 4);   Nitrati = 38 mg/L  ( limite = 20)   pH = 8,2   cloruri = 2300 mg/L  (limite = 1200)

“Come si evince facilmente non può trattarsi di acqua piovana mista a fogliame vario, come dichiarato dal Sindaco. Quel che appare paradossale è che né l’ArpaCal, né la Polizia Provinciale, ne la Capitaneria di Porto, tantomeno l’ASP a cui la segnalazione è stata trasmessa via PEC siano intervenuti per verificare lo stato delle cose. Non crediamo sia possibile che fatti simili si possano verificare senza che alcuna autorità intervenga per la tutela della salute dei cittadini, seppur mantenute con soldi pubblici per farlo. E’ rimasta solo la vigilanza di un’associazione ambientalista e per giunta inascoltata”, afferma il presidente Arturo Rocca.