Crotone, nuovo stadio e serie A: tutto il Sud tifa per la favola della Magna Grecia. Gualtieri a StrettoWeb: “adesso ci crediamo davvero”

Crotone, un grande sogno che arriva dal profondo Sud: è l’orgoglio della Calabria calcistica e sportiva, una favola basata su serietà e laboriosità tipiche di una terra nobile e antica colonia della Magna Grecia

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Il Crotone vola e fa sognare l’intera Calabria: è l’orgoglio sportivo e calcistico di tutta la Regione e potrebbe diventare la terza squadra calabrese ad approdare nella massima serie del calcio italiano dopo il Catanzaro dei miracoli che è riuscito a rimanerci 7 stagioni tra gli anni ’70 e l’inizio degli anni ’80 e la leggendaria Reggina che dal 1999 al 2009 c’è stata per 9 entusiasmanti stagioni.

LaPresse/Spada

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Quella del Crotone è una favola che parte da lontano, precisamente da 24 anni fa: era il 1991 e falliva la vecchia società pitagorica, un piccolo club dilettantistico che era l’eredità di quello storico, fondato nel 1923 senza mai andare oltre i campionati interregionali. Poi nel 1991 arrivano i fratelli Vrenna, Raffaele e Gianni oggi rispettivamente Presidente e Amministratore Delegato: rilevano l’A.P. Nuova Crotone M.J., una piccolissima società di quartiere che milita in seconda categoria, e proprio dalla penultima categoria del calcio, partendo dai polverosi campi di fango e terra battuta delle più degradate periferie di una città che in quegli anni non è ancora neanche capoluogo di Provincia, danno continuità al calcio e iniziano la grande scalata. L’A.P. Nuova Crotone M.J. era la società del padre di Salvatore Gualtieri, oggi uno dei volti più belli della favola Crotone: il vice Presidente del club è anche vice presidente della Lega Serie B ed è una figura molto stimata e apprezzata in tutto il panorama calcistico nazionale. In nove anni il nuovo Crotone, che dal 1994 si chiama Football Club Crotone, ottiene 7 promozioni dalla seconda categoria alla prima, storica, serie B. Dopo 5 anni in cadetteria si conclude il primo grande ciclo, nel 2007 retrocede di nuovo in C1 ma ci rimane solo due anni, prima perde i playoff in semifinale contro il Taranto, poi li vince a Benevento contro ogni pronostico e nel 2009 torna in B. Adesso è in B da 7 anni di fila e nel 2014 è arrivato addirittura al sesto posto, perdendo poi i playoff con il più blasonato e attrezzato Bari.

LaPresse/Francesco Mazzitello

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Oggi, però, il Crotone è in fuga verso la serie A: dopo 18 partite ha 40 punti in classifica frutto di 12 vittorie, 4 pareggi e 2 sconfitte (entrambe in trasferta, 4-1 all’esordio a Cagliari e poi 4-1 a Pescara). Complessivamente il Crotone ha il secondo miglior attacco del torneo con 30 reti (ha fatto meglio solo il Cagliari che ne ha realizzate 35) e la seconda miglior difesa con appena 13 gol subite (ha fatto meglio solo il Novara la cui porta è stata violata soltanto 12 volte). Ma se escludiamo le due sconfitte, possiamo notare come il Crotone abbia subito appena 5 gol in 16 partite. In classifica il vantaggio è di 3 punti sulla super-corazzata Bari e di 5 proprio sul Bari, terzo in classifica in zona playoff (salgono le prime due). La squadra affidata ad Ivan Jurić esprime un calcio straordinario.

Salvatore GualtieriSalvatore Gualtieri questa squadra ce l’ha nel sangue, è una sorta di eredità di famiglia, un (grandissimo) pezzo di cuore. Sta vivendo questo momento con grande entusiasmo, serietà ma anche commozione. Dopotutto nella vita nulla è frutto del caso. Inizia proprio dal 1991 Gualtieri e ci racconta le 7 promozioni in 9 anni, il primo storico arrivo in serie B, la seconda promozione con l’impresa di Benevento fino a questa stagione straordinaria. “Nessuno di noi pensava che potessimo fare così tanto bene, sotto di noi ci sono grandi corazzate, il Cagliari neanche lo consideriamo perchè è di un altro pianeta, poi c’è il Bari che ad oggi sembra il nostro avversario più temibile per il secondo posto e quindi per la serie A. E’ un grande sogno, noi rimaniamo molto umili e con i piedi per terra ma a questo punto dopo 18 partite iniziamo a crederci davvero e faremo di tutto affinchè il sogno si realizzi. Sarebbe un altro splendido tassello a quest’avventura straordinaria iniziata 24 anni fa“.

milan crotone 1 dicembre 2015 coppa italia (2)Intanto Crotone è impazzita: “i numeri parlano chiaro. Prima allo stadio le presenze erano di 4.000 persone, negli ultimi anni di B. Quest’anno le abbiamo quasi raddoppiate, lo Scida è sempre pieno, siamo sui 7.000 in ogni partita. Sono numeri importanti per una città come Crotone, che conta 60.000 residenti. Quello che è successo a Milano in occasione della sfida con il Milan in Coppa Italia è stato entusiasmante. In quella curva c’era gente venuta dal Belgio, dalla Francia, dall’Austria, da tutto il nord Italia, e molti calabresi. C’erano compagni di classe che si sono ritrovati lì per la prima volta dopo 40 anni. C’era gente che seguiva il Crotone in seconda categoria e che ha urlato a squarcia gola nella scala del calcio. E’ stata una serata vissuta così intensamente che non abbiamo fatto in tempo neanche a pensare che l’anno prossimo ci potremmo tornare per le partite della serie A. Anche in campo abbiamo fatto la nostra bella figura, che conferma il cammino del campionato. Io ho visto tante belle squadre in questi decenni al Crotone, c’era il Crotone di Gasperini, altri campionati vinti, ma una squadra che gioca così bene non la ricordo davvero, a prescindere dai risultati“.

LaPresse/Valerio Andreani

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Adesso ci sono altre tre partite, per concludere il girone d’andata: il Crotone può fare meglio persino del Carpi dei record dell’anno scorso (al momento è a +3 rispetto a quanti punti avevano gli emiliani dopo 18 giornate). Sabato c’è Latina-Crotone, poi domenica pomeriggio in posticipo lo scontro diretti Cagliari-Bari. I rossoblù vogliono approfittarne per allungare ancora. Si torna in campo dopo 4 giorni, prima di Natale, mercoledì 23 allo Scida (ore 20:30) il derby del Sud tra l’unica calabrese e l’unica siciliana della B, Crotone-Trapani. Contemporaneamente il Bari ospiterà il Brescia mentre giovedì 24 in posticipo alle 12:30 il Cagliari andrà sul campo della Salernitana. Infine domenica 27 nel weekend di Natale si conclude il girone d’andata con Virtus Entella-Crotone, Trapani-Bari e Cagliari-Pro Vercelli.

LaPresse/Francesco Mazzitello

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Dopo una lunga sosta si tornerà in campo il 16 gennaio per la prima giornata del girone di ritorno. Dal 27 dicembre in poi mancheranno 21 partite fino alla fine della stagione. E intanto ci sarà il mercato, una finestra importante. “Noi non toccheremo niente – assicura Gualtieriperchè non possiamo azzardarci a mettere mano ad un giocattolo che funziona così bene. Sarebbe un delitto. Magari ci sarà qualche scambio, qualche movimento minore. Se c’è qualcuno deluso che non riesce a trovare spazio e ci chiederà di andare altrove, proveremo ad accontentarlo ma non toccheremo la squadra. Abbiamo già avuto molte richieste per alcuni calciatori, ma vogliamo la serie A e sono tutti blindati“.

budimir crotoneIl pensiero va subito a Budimir, il 24enne croato che s’è fatto conoscere a San Siro per il bel gol con cui ha infilato Abbiati. Ma in serie B di gol ne ha fatti 8 ed ha nel mirino il primo posto della classifica marcatori. Tra un gol e l’altro è riuscito a confezionare anche 2 assist per i compagni. Gualtieri lo esalta: “è molto forte, è stato un grande colpo del nostro Direttore Sportivo Orsino che l’ha scovato all’estero, l’anno scorso ha cambiato due squadre, giocato poco e segnato pochissimo. Ma ha i numeri per fare grandi cose e lo sta dimostrando. Ce l’hanno già richiesto in tanti, è un bell’investimento per il futuro, ma almeno fino a giugno non si tocca. Poi si vedrà. Voglio dirvi un altro nome, segnatevelo perchè le cose nel calcio è bello dirle prima e vi posso già dire che diventerà un calciatore importante: Bruno Martella. E’ il nostro terzino sinistro, ha 23 anni ed è fortissimo, non è che in quel ruolo in Italia ci siano chissà quali prospetti e lui può conquistarsi palcoscenici straordinari“.

LaPresse/Valerio Andreani

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Martella è arrivato a Crotone l’anno scorso dopo tre anni di gavetta in Lega Pro, prima nel Viareggio, poi nel Perugia, infine al Pisa. Il Crotone s’è accorto delle sue doti e l’anno scorso l’ha lanciato in prima squadra in serie B (28 presenze, 2 assist). Quest’anno è esploso. Sempre tra i migliori in campo, è riuscito a confezionare la bellezza di 8 assist in 16 partite. Non ha giocato soltanto due volte, una guarda caso la sconfitta di Pescara. “Anche lui è molto richiesto – confida Gualtieri - e non nascondo che è un investimento importante in prospettiva, ma ribadisco che a gennaio non si tocca nessuno. Siamo in corsa per la serie A, ce la vogliamo giocare e penso che ormai chiunque voglia andare in A dovrà fare i conti con questo Crotone fino alla fine. Anche i playoff sarebbero un traguardo eccezionale, ma siamo in corsa per la promozione diretta e ci proveremo fino alla fine“.

nuovo stadio crotone (4)Intanto è già stato trovato l’accordo con il Comune e la Regione per l’ammodernamento immediato dello stadio Ezio Scida: verrà sistemata la tribuna scoperta “distinti” con l’installazione di sediolini e una nuova moderna recinzione tra il manto erboso e gli spalti con l’eliminazione dei vetri preesistenti, verranno installati i nuovi sediolini in curva sud e curva nord e verranno realizzati i nuovi spogliatoi. Tra giugno e settembre 2016, la prossima estate, è previsto l’adeguamento della tribuna coperta con l’aumento dei posti a sedere e di aree di accoglienza oltre che la copertura dei distinti: lo Scida potrà superare i 10.000 spettatori a sedere diventando così dignitoso.

nuovo stadio crotone (2)Ma Gualtieri va oltre. “Stiamo anche lavorando in parallelo con B Futura per un progetto, più a lungo termine, per realizzare un nuovo impianto più moderno e funzionale. Perchè comunque, diciamocelo chiaramente, lo Scida per noi è un problema come impianto. Non è questione di categoria: anche in serie B, tra 2-3 anni noi non potremmo più giocare qui. E’ tutto ancora in fase embrionale, ma abbiamo già attivato la macchina per l’iter. Decideremo tutto insieme alle istituzioni e al Comune, non abbiamo neanche pensato in quale area realizzarlo, ascolteremo tutte le esigenze del territorio“. Perché il Crotone vive in simbiosi con il suo territorio, com’è sempre accaduto quando le squadre calabresi hanno avuto successo. C’è sintonia tra tutte le componenti e c’è una città il cui cuore grande batte ogni giorno per i colori rossoblù. Dopotutto Crotone ha una grande tradizione sportiva, e in fondo che la città delle Olimpiadi possa arrivare in serie A non è poi così strano. Anche perchè c’è tutto il Sud che tifa per la favola della Magna Grecia.

LaPresse/Giuseppe Cottini
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