Messina, emergenza idrica: uno scandalo imbarazzante, costretti a vivere in una crisi perenne

Altro che bene comune, l’acqua sta diventando un bene di lusso. Se non ci fosse stata la denuncia di Fiorello, procederemmo ancora a tentoni fra gli errori delle autorità

acqua mancaPrima c’è stato lo stupore, poi la rabbia, adesso sembra prevalere la rassegnazione. In mezzo a ciascuna fase abbiamo accolto ingenuamente delle flebili folate di ottimismo, vendute tanto al chilo dalle istituzioni. C’era stato detto che la conduttura era stata riparata, che la frana attiva non era poi così attiva e che non si riscontravano – in fin dei conti – particolari segni di criticità. C’era stato detto che l’Unità di crisi istituita in Prefettura poteva rompere le righe e che il bypass a Forza d’Agrò avrebbe posto la città al riparo dai problemi. Così, quasi infantilmente, attendevamo con ansia il momento della doccia rilassante, la gioia di un bucato fresco, il comfort di una lavastoviglie. Insomma, lo scroscio dell’acqua calda senza l’ansia di vedere il rubinetto spegnersi con un arbitrio imbarazzante.

Foto Andrea Di Grazia/Lapresse

Foto Andrea Di Grazia/Lapresse

Il pernicioso castello di rassicurazioni basato sul nulla si sta adesso abbattendo fragorosamente su ciò che resta della credibilità delle autorità locali. Sotto i massi piombati dalla montagna sulle condutture del nostro acquedotto giace inesorabilmente la capacità gestionale delle istituzioni cittadine. In nessun altra realtà d’Italia, nemmeno se sottoposta a eventi drammatici o cataclismatici assai peggiori, si è assistito a qualcosa di simile. La sospensione dell’erogazione idrica decisa stamane per ovviare le difficoltà segnalate dal sindaco di Calatabiano rappresenta l’ultimo atto di una tragedia iniziata domenica 25, affiorata sui media nazionali grazie al buon cuore di Rosario Fiorello e rimbalzata di trasmissione in trasmissione per via della vanità mediatica del primo cittadino, nel silenzio complice del Governatore isolano.

AMAM_foto_Com.1_28-1015_Calatabiano_Il_Terreno fangosoAl netto dei servizi che hanno fatto luce su uno scandalo da terzo mondo, al netto delle rassicurazioni che sono state elargite come merce di scambio per la pace sociale, al netto di tutto ciò oggi ci ritroviamo innanzi ad una situazione disastrosa, laddove la conduttura riporta lesioni gravi che non potranno essere riparate se non si mette prima in sicurezza la montagna, operazione quanto mai impervia. Frattanto dipendiamo da un’infrastruttura provvisoria, realizzata nei giorni passati a scopo preventivo, che potrà drenare in città non più di 400 litri al secondo, ben che vada un terzo del fabbisogno medio dei messinesi. Per un curioso e beffardo gioco del destino, ciò avviene alla vigilia della scadenza della Tasi, che ha registrato un rincaro con ogni evidenza dissociato rispetto alla qualità dei servizi.

E desta scalpore, fra l’altro, il silenzio della magistratura: possibile che l’obbligo dell’azione penale non scaturisca in relazione ad una palese interruzione di pubblico servizio? Possibile che i responsabili di questo sfacelo, cui si sta tentando di riparare col coinvolgimento dei massimi vertici nazionali della Protezione Civile, debbano ancora restare nell’anonimato?