Palermo: sequestro da 1,6 miliardi, i Virga tra Cosa nostra e antiracket [FOTO]

I Virga hanno attuato una vera e propria strategia per “mascherare” i loro illeciti: avvicinarsi alle associazioni antiracket, denunciando persino qualche episodio estorsivo e costituendosi parte civile in un processo

La Presse/ Guglielmo Mangiapane

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Il tentativo della mafia di diventare antimafia per restare sostanzialmente Cosa nostra. “I Virga, a un certo punto, hanno ritenuto di avvicinarsi alle associazioni antiracket, denunciando qualche episodio estorsivo”. Lo ha affermato il colonnello Riccardo Sciuto, dirigente della Dia di Palermo, commentando il provvedimento di sequestro da 1,6 miliardi nei confronti degli imprenditori Virga, a seguito delle complesse indagini svolte dalla Dia e coordinate dal procuratore aggiunto Dino Petralia. I Virga si sono anche costituiti parte civile a un processo. “Si e’ trattata di una vera e propria strategia – ha aggiunto – un tentativo messo in atto probabilmente per affrancarsi dalle indagini sul loro conto”. E per salvare “un patrimonio accumulato ingiustificabile. Stiamo parlando di un miliardo e seicento milioni, una stima prudenziale tra cui tre trust, circa 800 immobili tra ville, opicifici, automezzi di ogni genere”.

La Presse/ Guglielmo Mangiapane

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Gli investigatori hanno anche scoperto una altra “mossa” strategica e per certi versi innovativa. Per occultare gran parte dei patrimoni gli imprenditori di Marineo avrebbero infatti dirottato su 3 “trust”, una ingente parte dei beni a loro originarimante intestati: “ad amministrare i tre trust – ha detto Lusi – era comunque il loro commercialista, il palermitano Francesco Maria Rappa”. Di certo, “quello di oggi eseguito nei confronti della famiglia Virga e’ certamente uno dei piu’ ingenti sequestri mai effettuato nella storia ventennale della Dia, se non uno dei piu’ grossi nel nostro Paese. Un provvedimento frutto di una lunga, articolata e complessa indagine che si e’ chiusa a maggio scorso: immobili, decine e decine di conti correnti, automezzi e per un valore che si aggira a circa un miliardo e seicento milioni.

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Una somma enorme per un nucleo familiare che fino a 30 anni fa aveva al suo interno carpentieri, manovali, casalinghe”, ha detto il generale Adelmo Lusi, vice direttore operativo della Dia, nel corso della conferenza stampa nella sede di Palermo, durante la sono stati illustrati i particolari della misura emessa dalla sezione Misure di prevenzione del tribunale di Palermo su proposta della Dia. I Virga – Carmelo (66 anni), Vincenzo (78 anni), Anna (76 anni), Francesco (71 nni), e Rosa (68 anni) – con le loro imprese, una trentina poste sotto sequestro, avrebbero partecipato, da sempre, alla spartizione degli appalti pubblici, attraverso il cosiddetto “sistema Siino” raccogliendo un patrimonio “vastissimo” grazie all’accordo con Cosa nostra e a uomini vicini a Toto’ Riina.

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