Reggina, un tifoso: “chi pretende di andare allo stadio gratis vada a vedere il calcetto dei dilettanti”

coreografia12Emanuele da Riace, un affezionato tifoso della Reggina, ha inviato una lettera a StrettoWeb che pubblichiamo integralmente:

Buongiorno Redazione, sono un tifoso della Reggina. Seguo le notizie della squadra più possibile. Non voglio parlare dell’incubo performance che stiamo passando, dato che e stato parlato già abbastanza. Voglio solo porre l’accento su questo: sono veramente dispiaciuto che la gente non sostiene la squadra andando allo stadio e tifare, come si fa specialmente in una situazione cruciale del genere (tranne lo zoccolo duro). Sono dispiaciuto che VOI giornalisti non incitate i tifosi per questo, anzi richiedete ora anche uno sconto sui biglietti per la partita contro il Melfi. Allora mi viene propria da ridire oppure piangere, possibile che non riuscite a capire che con l’incasso dei biglietti serve a pagare qualche spesa non calcolata (esempio: multa di 10.000€ per gli insulti a quel povero arbitro). E’ di nuovo colpa della società? Simbolo ed esempio di civiltà a Reggio Calabria. Chiedete lo sconto sui biglietti, allora la REGGINA QUANTO VI VALE? Gli incassi sono come l’ossigeno per una società? Volete il servizio nello stadio da “Serie A” giocatori validi senza pagare un centesimo? Ma per favore andate a imparare un altro mestiere, che il giornalismo non e’ un monologo dovrebbe essere costruttivo, positivo per una società di calcio specialmente  a fronte di un possibile fallimento. Se la città e la gente non e’ disposta a pagare il biglietto con costo regolare nello stadio non possono dopo richiedere una società di calcio nella loro citta’ in categoria professionistica. Allora i tifosi devono andare a vedere le partite di calcetto dei dilettanti, lì sicuramente l’entrata sarà gratis. Spero che siate sinceri e pubblicate questo mio sfogo. Oggi abbiamo questa società. Il futuro? Con questi condizioni nessuna società potrà sopravvivere. Grazie. Saluti e sempre Reggina nel cuore. Emanuele da Riace“.