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Reggio: la sessione autunnale del corso in onoterapia inizia domani con un trekking someggiato

Asinelli pronti per il trekkingLa sessione autunnale del corso in onoterapia, organizzato dall’Associazione “William Latella” presso la comunità terapeutica “Vecchio Borgo”, con la collaborazione dell’Istituto Universitario IPU “Progetto Uomo” di Vitorchiano (Viterbo) ed il patrocinio dell’Amministrazione provinciale di Reggio Calabria e la Fondazione Carime, riprende sabato 18 ottobre 2014. Lo afferma in una nota Guido Leone,  Responsabile comunicazione Ass. W.Latella -C.T.Vecchio Borgo.

I protagonisti questa volta saranno proprio loro: Pasqualino, Claretta, Priscilla, Benito ,Enrico i cinque asinelli che vivono nella comunità Vecchio Borgo e che sabato si accompagneranno ai corsisti in un trekking someggiato. La partenza è prevista per le 9,30 con destinazione  il  Castello di Motta San Giovanni e rientro nel pomeriggio. Gli asinelli sono il compagno ideale per le escursioni. Innanzitutto, l’asino è un animale molto docile, sembra amare particolarmente il contatto con le persone ed i bambini in particolare, ne comprende la naturale dolcezza e ama esserne coccolato e carezzato. L’asino è buffo e simpatico, mette allegria nella comitiva, cambia l’umore di gli stia vicino, aggrega e coinvolge. L’asino non giudica, non commenta, non indossa vestiti all’ultimo grido, non si dà arie, è umile ed amichevole, ma indipendente e deciso. L’escursione, prevista all’interno dei lavori del corso,iniziato in aprile e conclusione prevista in novembre, rientra tra le azioni che gli operatori potranno svolgere all’interno delle attività di onoterapia che si presta alla cura delle più disparate patologie ,non solo psichiatriche, ma riconducibili a fattori come stress, solitudine o disarmonia affettiva, disabilità, coinvolgendo simultaneamente bambini ed anziani. Si può quindi affermare di aver rivalutato quello che consideravamo un semplice animale da soma, che si è incredibilmente rivelato un fedele e paziente alleato dell’uomo.

In particolare, l’escursione someggiata,come quella di domani, favorisce un uso ecocompatibile di questi animali: infatti, l’interesse per questi equini e il loro benessere è un fenomeno recente ed è cresciuto negli ultimi decenni come reazione e valorizzazione consapevole di “una parte di mondo in via di estinzione”; per questo, passeggiare con gli asini aiuta a ricollocare gli asini stessi nel loro rapporto con l’uomo, dando loro una nuova funzione socializzante. Ma va ribadito-  prosegue il prof. Guido Leone- che oggi il settore agricolo è un ambito professionale che sta assumendo un volto sempre più innovativo e multifunzionale, capace in alcuni casi di proporre una risposta realistica all’attuale crisi dei mercati, attraverso l’offerta di una molteplicità di prodotti  che arricchiscono l’offerta tradizionale e soprattutto la proposta di servizi alla collettività che rendono il mondo agricolo una vera palestra di innovazione sul territorio.

Un  ambito di recente e interessante sviluppo è quello dell’agricoltura sociale che vede la collaborazione tra le imprese agricole e il mondo della cooperazione sociale, delle associazioni e delle istituzioni. Parliamo di una serie di servizi educativi differenziati il cui principio pedagogico di base è l’interdipendenza tra persona e natura. Le attività educative prevedono il diretto contatto con la natura, l’utilizzo degli animali e delle piante, la sperimentazione delle tecniche agricole, il rispetto della stagionalità nella somministrazione dei pasti. Basti pensare agli agrinido ,ai centri estivi e dopo scuola, ai laboratori didattici,ai servizi di inclusione sociale e lavorativa a favore di soggetti svantaggiati, tra cui i diversamente abili e tutte le persone vulnerabili con storie di ripetuti insuccessi lavorativi, ai servizi di co-terapia con il verde e gli animali.

Insomma, l’agricoltura, capace di innovazione e sperimentazione, è capace di introdurre servizi flessibili e differenziati, valorizzando le risorse locali e creando opportunità nuove anche per i più giovani. Come ci dicono i dati di mercato,oggi molto giovani, anche in possesso di elevati titoli di studio,scelgono il settore agricolo per sfuggire alla precarietà e alla disoccupazione, a volte proseguendo e rimodernando l’azienda familiare, altre volte come radicale innovazione della propria esistenza. E per chi è in possesso di una formazione psico-pedagogica o semplicemente è interessato al lavoro sociale, l’agricoltura sociale offre concrete opportunità di progettazione e sperimentazione, come sta capitando ai giovani corsisti impegnati nel corso in onoterapia presso la comunità Vecchia Borgo. A proposito quanti reggini o rappresentanti delle Istituzioni, fatte le debite poche eccezioni, hanno mai pensato, sia pure minimamente incuriositi, di visitare queste splendide realtà sociali del nostro territorio che svolgono un servizio delicato quanto vitale? Certamente pochi? Ci verrebbe da dire:ma di che cosa stiamo parlando!