Reggio: l’inquinamento elettromagnetico nelle scuole e il principio di precauzione

inquinamento elettromagneticodi Maria Luisa Votano * – In merito alle possibili conseguenze sulla salute provocate dall’esposizione a campi elettromagnetici non ionizzanti di tipo pulsante come quelli utilizzati dai telefoni cellulari e dalle reti wi fi , anche se gli organismi internazionali deputati al controllo e prevenzione sanitaria non arrivano tutti alle medesime conclusioni non può non destare sospetto il fatto che l’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro abbia inserito i campi elettromagnetici nell’elenco tra le sostanze, le miscele e le circostanza che possono provocare il cancro all’uomo.

Alcuni organismi/enti di ricerca sostengono che non vi sono studi scientifici che dimostrino con certezza la correlazione tra malattie degenerative e/o disturbi di varia natura e l’esposizione ai CEM, altri, prudentemente confessano correlazioni tra  l’esposizione ai CEM e malattie degenerative quali: tumori  e/o altri disturbi quali : emicranie, eccessiva sudorazione, tachicardia, vertigini e stanchezza, ansia e stati depressivi in soggetti elettrosensibili.

Non di rado alcuni quotidiani ci partecipano le storie di alcune persone elettrosensibili, queste non possono avvicinarsi ad apparecchiature emittenti campi elettromagneti, il loro corpo manifesta, a seconda del grado di esposizione, vari disturbi: cefalea, confusione, stordimento, tachicardia, rash cutanei.

In Svezia  l’elettrosensibilità è riconosciuta come causa di invalidità funzionale, e lo Stato aiuta economicamente le persone elettrosensibili a schermare le proprie abitazioni dai CEM.

Una sentenza del 2012 della Corte di Cassazione ha imposto  all’Inail di riconoscere l’invalidità professionale a un manager bresciano che ha contratto un tumore alla testa dopo anni passati al telefono cellulare per lavoro  e quest’anno un’associazione per la prevenzione e la lotta all’elettrosmog è ricorsa al TAR del Lazio, perché sulle confezioni dei cellulari, come su quella delle sigarette, venga scritto “Nuoce gravemente alla salute”.

La storia recente ci ricorda che nell’essere prudenti non si commette peccato.

Negli anni ’50 negli USA, per convincere che il fumo non facesse male, i fabbricanti di sigarette usarono a fini pubblicitari alcune immagini di medici con in bocca le sigarette da sponsorizzare, si dovette aspettare decenni prima che sui pacchetti di sigarette venissero stampanti avvertimenti quali “il fumo fa male”.

Le dame romane pare che usassero l’amianto per incipriarsi il viso, nulla sapendo della pericolosità di questo minerale e pur se già nella prima metà del secolo scorso si ipotizzasse un collegamento tra l’inalazione delle fibre di asbesto  e il riscontrarsi di gravi malattie polmonari abbiamo atteso il 1992 perché in Italia l’amianto venisse dichiarato fuori legge, anche se in altri paesi, pur essendo ormai evidente il collegamento tra inalazione delle fibre e l’insorgenza di malattie gravi, l’amianto continua ad essere utilizzato.
Storia più recente ci ricorda l’uso del Conglomerato Idraulico Catalizzato  quale materiale edile dichiarato inerte con un decreto ministeriale, in realtà altamente cancerogeno  ed utilizzato a Crotone perfino per la costruzione di scuole.

 L’Assemblea Parlamentare del Consiglio d’Europa con risoluzione 1815 del 27 maggio 2011

applicando un principio prudenziale raccomanda agli Stati Membri,  in particolar modo per quanto riguarda la protezione dei bambini, organismi in evoluzione a maggior rischio di contrare malattie degenerative, di svolgere  tramite i vari Ministeri (educazione, ambiente e salute) “campagne specifiche di informazione dirette a insegnanti, genitori e alunni per allertarli sui rischi specifici sull’utilizzo precoce, sconsiderato e prolungato di cellulari e altri dispositivi che emettono microonde;  e per i bambini in generale e in particolare nelle scuole,  nelle classi, si dia la preferenza a connessioni internet cablate, regolando severamente l’uso dei cellulari da parte degli alunni nei locali della scuola;

Queste preoccupazioni sono state recepite da alcuni paesi quali : Austria, Germania, Canada, Francia, dall’ Italia, ancora NO; anche se alcuni Sindaci hanno disposto la rimozione dei dispositivi wi fi dalle scuole dei loro Comuni.
Pur se la nota trasmissione “Report”, in un servizio trasmesso nel 2008  dalla terza rete  RAI, ha attenzionato l’opinione pubblica in merito all’inquinamento da wi fi nelle scuole
in Italia si è deciso di avviare un progetto per la diffusione massiccia nelle scuole di ogni ordine e grado di lavagne elettroniche e  tablet collegati tramite ripetitori wi fi. Il Ministero della Pubblica Istruzione  nel 2013 ha previsto finanziamenti per gli Istituti Scolastici che avessero installato ripetitori wi fi , previa acquisizione del parere favorevole degli Organi Collegiali d’Istituto e, ove necessario, l’autorizzazione da parte dell’Ente Locale competente sugli edifici.

Nulla avendo contro la tecnologia, i nostri Ministri avrebbero potuto/dovuto applicare  le raccomandazioni della risoluzione europea 1815/2011 e contemplare almeno per le scuole, ma anche per gli ospedali, specie nei reparti pediatrici, un cablaggio tramite cavo.

Obbligo di una Amministrazione attenta  sarebbe dare seguito alle raccomandazioni di cui alla risoluzione dell’Assemblea Parlamentare del Consiglio d’Europa ed avviare una campagna di sensibilizzazione sull’uso precoce di dispositivi che emettono onde elettromagnetiche pulsanti nonché provvedere a convertire le connessioni senza fili, se già presenti, in connessioni tramite cavo nelle scuole e negli altri luoghi dove sono presenti bambini e /o soggetti deboli, come gli ospedali o le case di cura, comunque non finanziare connessione wireless la cui realizzazione oggi appare inutile stante l’assenza di fondi per l’acquisto di  lavagne multimediali e tablet anche per gli istituti già cablati.

Fiduciosa  che la futura classe dirigente del Comune di Reggio Calabria applicherà nella sua azione amministrativa principi di precauzione e di tutela della salute, pongo una domanda agli addetti ai lavori: Considerato che non vi sono fondi per fornire agli studenti italiani apparecchi multimediali senza fili, perché mantenere accessi i router wireless nelle scuole ? unicamente per condividere  dati tra i computer in uso alle segreterie ed i notebook dei docenti per la compilazione on line del registro elettronico ? Non si potrebbe essere prudenti, come suggeritoci dal Consiglio d’Europa e, quindi, per i soli uffici amministrativi, con una esigua spesa, effettuare un cablaggio via cavo, così da poter rimuovere una possibile causa di malattie gravi  ?

Allego la risoluzione 1815/2011

ASSEMBLEA PARLAMENTARE
CONSIGLIO D’EUROPA
RISOLUZIONE 1815 DEL 27 MAGGIO 2011 (1)

1. L’Assemblea Parlamentare ha ripetutamente sottolineato l’importanza dell’impegno degli Stati membri a preservare l’ambiente e la salute umana dai rischi ambientali, come esposto in molti documenti, assemblee, dichiarazioni e protocolli fin dalla Conferenza delle Nazioni Unite sull’ambiente e la salute la Dichiarazione di Stoccolma (Stoccolma 1972). L’Assemblea si riferisce al suo precedente lavoro in questo campo, vale a dire la Raccomandazione 1863 (2009) sull’ambiente e la salute, la Raccomandazione 1947 (2010) sul rumore e l’inquinamento dovuto alla luce e più in generale, la Raccomandazione 1885 (2009) sulla stesura di un ulteriore protocollo per la Conferenza Europea sui Diritti Umani, riguardante il diritto ad un ambiente sano e la Raccomandazione 1430 (1999) sull’accesso all’informazione, la partecipazione del pubblico alle decisioni che riguardano l’ambiente e la possibilità di accedere alla giustizia con la della Convenzione di Aarhus.

2. I possibili effetti sulla salute delle frequenze estremamente basse dei campi elettromagnetici emessi intorno agli elettrodotto e dagli ai dispositivi elettrici sono oggetto di ricerca in corso e di importante dibattito pubblico. In accordo con l’OMS, i campi elettromagnetici di tutte le frequenze rappresentano una degli (inquinanti) più comuni ed in veloce aumento nell’ambiente, sui quali ansia e congetture sono diffusi. Tutte le popolazioni sono attualmente esposte a vari gradi ai campi elettromagnetici, i livelli dei quali cresceranno continuamente con gli sviluppi tecnologici.  3. La telefonia mobile è diventata comune nel mondo. Questa tecnologia wireless (senza fili) che si base su una rete estesa di antenne fisse, o stazioni base, trasmette l’ informazione mediante con segnali a radiofrequenza. Nel mondo esistono più di 1.400.000 stazioni base ed il numero sta crescendo significativamente con l’introduzione della tecnologia di terza generazione. Altre reti wireless che consentono accesso e servizi con internet ad alta velocità, come reti wireless locali, sono comunemente in crescita nelle abitazioni, uffici e in molte aree pubbliche (aeroporti, scuole, area residenziali ed urbane). Man mano che il numero delle stazioni base e delle reti wireless locali aumenta, aumenta anche l’esposizione della popolazione alla radiofrequenza.

4. Mentre i campi elettrici ed elettromagnetici a determinate bande di frequenze hanno effetti del tutto benefici che sono applicati in medicina, altre frequenze non-ionizzanti, siano esse estremamente basse, derivanti da elettrodotti o determinate onde ad alta frequenza usate nel campo dei radar, telecomunicazioni o telefonia mobile, sembrano avere più o meno effetti potenziali nocivi, non termici, ma effetti biologici su piante, insetti e animali come sul corpo umano anche quando esposti a livelli che sono al di sotto dei valori di limite ufficiali.

5. Riguardo agli standards o ai valori di soglia per le emissioni dei campi elettromagnetici di tutti i tipi di frequenze, l’Assemblea raccomanda che sia applicato il Principio ALARA o “tanto basso quanto ragionevolmente possibile” per entrambi i cosiddetti effetti termici e gli effetti a-termici o biologici delle emissioni o radiazione elettromagnetiche. Inoltre, dovrebbe essere applicato il Principio di Precauzione, quando la valutazione scientifica non permette di determinare con sufficiente certezza il rischio, specialmente dato il contesto di aumento della esposizione della popolazione, inclusi gruppi particolarmente vulnerabili come i giovani ed i bambini, che potrebbe portare a costi economici ed umani estremamente alti a causa dell’inerzia nel caso siano negati i primi segnali di allarmi

6. L’Assemblea si rammarica che, nonostante i ripetuti richiami al Principio di Precauzione e nonostante tutte le raccomandazioni, le dichiarazioni e un numero di proposte legislative e statutarie, ci sia ancora una mancanza di reazione ai rischi conosciuti o emergenti per la salute e l’ambiente e ritardi praticamente sistematici nell’adottare ed implementare effettive misure preventive. L’attesa di prove cliniche e scientifiche di più alto livello prima di intraprendere azioni per prevenire rischi ben conosciuti può portare a costi economici e per la salute molto elevati, come nel caso dell’asbesto, il piombo nella benzina e il tabacco.

7. Inoltre, l’Assemblea nota che il problema dei campi o onde elettromagnetiche e le possibili conseguenze sull’ ambiente e sulla salute ha chiari paralleli con altri problematiche correnti, come le autorizzazioni per medicamenti, farmaci, pesticidi, metalli pesanti o organismi geneticamente modificati. E’ quindi chiaro che la necessità indipendenza e credibilità) è cruciale per compiere una valutazione trasparente ed equilibrata del potenziale impatto negativo per l’ambiente e la salute umana.

8. Alla luce delle considerazioni di cui sopra, l’Assemblea raccomanda che gli Stati membri del Consiglio d’Europa
8.1. In linea generale:
8.1.1 intraprendano tutte le ragionevoli misure per ridurre l’esposizione ai CEM, in particolare alle radiofrequenze emesse dai telefoni mobili, e particolarmente l’esposizione dei bambini e dei giovani  che sembrano essere maggiormente a rischio per quanto riguarda i tumori alla testa;
8.1.2 riconsiderino le basi scientifiche per gli attuali standards di esposizione ai CEM fissati dall’ICNIRP, che hanno serie limitazioni ed applichino il principio ALARA (tanto basso quanto ragionevolmente possibile”, includendo sia gli effetti termici che quelli a-termici o biologici delle emissioni o radiazioni e.m.;
8.1.3 mettano in atto campagne di informazione e crescente consapevolezza sul rischio di possibili effetti nocivi a lungo termine sull’ambiente e la salute umana, specialmente indirizzate a bambini, adolescenti e giovani in età riproduttiva;
8.1.4 pongano particolare attenzione alle persone “elettroipersensitive” intolleranti ai CEM e introducano misure speciali per proteggerle, compresa la creazione di aree libere dalle onde non coperte dalla rete wireless;
8.1.5 allo scopo di ridurre i costi, risparmiare energia, e proteggere l’ambiente e la salute umana, incrementino la ricerca su nuovi tipi di antenne, telefoni mobili e dispositivi DECT (cordless), ed incoraggino la ricerca a sviluppare telecomunicazioni basate su altre tecnologie che siano efficienti ma abbiano minimi effetti negativi sull’ambiente e la salute;
8.2. in relazione all’uso privato di telefoni mobili, telefoni DECT (cordless), WiFi, WLAN e WIMAX per computer ed altri dispositivi wireless come i BABY PHONES:
8.2.1 fissino soglie preventive per l’ esposizione a lungo termine alle microonde e in tutte le zone all’interno (indoor), in accordo con il Principio di Precauzione, che non superino gli 0,6 Volt/metro e nel medio termine ridurre questo valore a 0,2 V/m;
8.2.2 intraprendano appropriate procedure di stima del rischio per tutti i nuovi tipi di dispositivi prima di autorizzarli;
8.2.3 introducano chiare etichette che indichino la presenza di microonde o campi elettromagnetici La potenza trasmesso o il tasso di assorbimento specifico (SAR) del dispositivo e ogni Rischio connesso con il suo utilizzo;
8.2.4 aumentino la consapevolezza dei possibili rischi per la salute dei telefoni DECT senza fili (cordless), baby monitors e altre applicazioni domestiche che emettono onde pulsate continue, se tutte l’ apparecchiatura elettrica è lasciata continuamente in standby, e raccomandino l’uso di telefoni fissi cablati in casa o, non potendo, modelli che non emettano continuamente onde pulsate.
8.3 Riguardo alla protezione dei bambini
8.3.1 sviluppino con diversi ministeri (educazione, ambiente e salute) campagne specifiche di informazione dirette a insegnanti, genitori e alunni per allertarli sui rischi specifici sull’utilizzo precoce, sconsiderato e prolungato di cellulari e altri dispositivi che emettono microonde;
8.3.2 per i bambini in generale e in particolare nelle scuole nelle classi, si dia la preferenza a connessioni internet cablate, e regolino severamente l’uso dei cellulari da parte degli alunni nei locali della scuola;
8.4 Riguardo alla pianificazione delle reti elettriche e delle stazioni radio base per la telefonia mobile
8.4.1. introducano misure nella pianificazione della città per tenere le linee elettriche ad alto voltaggio e le altre installazioni elettriche a distanza sicura dall’abitato;
8.4.2 applichino standards di sicurezza restrittivi per i sistemi elettrici a forte emissione nelle nuove abitazioni;
8.4.3 riducano i valori di esposizione per le antenne in accordo con il principio ALARA e installino
sistemi monitoraggio continuo e complessivo di tutte le antenne;
8.4.4 determinino i siti di ogni nuova antenna GSM, UMTS, WiFi o WIMAX non solamente in accordo con gli interessi degli operatori ma in consultazione con le amministrazioni locali e regionali, i residenti e le associazioni di cittadini;
8.5 Riguardo alla valutazione di rischio e alle precauzioni:
8.5.1 facciano valutazioni di rischio maggiormente orientate verso la prevenzione;
8.5.2 migliorino gli standards di valutazione del rischio e qualità creando una scala di rischio standard, imponendo l’indicazione del livello di rischio, considerando diverse ipotesi di rischio e la compatibilità con le reali condizioni di vita;
8.5.3 pongano attenzione e proteggano gli scienziati particolarmente prudenti;
8.5.4 formulino una definizione di diritti umani orientata al Principio di Precauzione e al Principio ALARA;
8.5.5 incrementino i fondi pubblici per la ricerca indipendente, tra l’altro attraverso sovvenzioni dall’industria e tassazione sui prodotti che sono oggetto di studi di ricerca pubblica per valutare i rischi per la salute;
8.5.6 creino commissioni indipendenti per la distribuzione dei fondi pubblici;
8.5.7 rendano trasparenti i mandati dei gruppi lobbistici coinvolti;
8.5.8 promuovano dibattiti pubblici a più voci ed in contraddittorio tra tutti i portatori di interessi, inclusa la società civile (Convenzione di Aarhus).
(1) Testo Adottato dalla Commissione Permanente, che agisce per incaricodell’Assemblea, 27 maggio 2011 (V. Doc. 12608, rapporto della Commissione Ambiente, Agricoltura e Affari Regionali, Mr. HUSS).

*: Avvocato e madre