Approvato l’emendamento al dl sulla Pubblica Amministrazione che salva le sezioni staccate del Tar che si trovano nelle citta’ sedi di corti d’appello: si tratta di Salerno, Reggio Calabria, Lecce, Brescia e Catania. Inoltre la soppressione delle altre sedi viene rinviata al luglio del 2015 (da ottobre del 2014). E’ esclusa dal taglio anche Bolzano.
“Alfredo D’Attorre – che ringrazio a nome del partito reggino – mi ha informato che pochi minuti fa la Commissione Affari Costituzionali della Camera dei Deputati ha approvato l’emendamento che salva il Tar di Reggio Calabria. Si tratta di una vittoria del Pd, resa possibile dalla collaborazione e dall’impegno di Demetrio Battaglia e di tutta la deputazione calabrese” afferma raggiante il segretario provinciale del Partito Democratico di Reggio Calabria, Seby Romeo. “In queste settimane, abbiamo seguito attraverso assemblee ed incontri l’evolversi della vicenda, convinti che non fosse necessario, urlare ed agitarsi, ma produrre atti e documenti, nelle sedi deputate: avevamo ragione, l’interlocuzione con il governo nazionale, in sintonia con l’esigenza di politiche attente ai bisogni dei territori e delle comunità, in un quadro di necessaria razionalizzazione dei costi, è la strada maestra. Scriviamo oggi una bella pagina di democrazia, nella quale il ruolo del partito e dei suoi rappresentanti istituzionali è stato decisivo per difendere Reggio”.
I DETTAGLI DELL’EMENDAMENTO – Salve cinque delle otto sezioni distaccate dei Tribunali amministrativi regionali (Tar), che dal 1 Luglio 2015 (e non più dal 1 ottobre 2014) verranno soppresse, come previsto dal decreto Pubblica amministrazione. È questo il contenuto di un emendamento al dl Pa-Expo, riformulato dal relatore Emanuele Fiano (Pd), a firma del deputato Gregorio Gitti (Per l’Italia), approvato dalla commissione Affari costituzionali alla Camera. Il nuovo articolo 18 esclude dalla chiusura forzata i Tar delle città anche sedi delle Corti d’Appello. Quindi su otto Tar che il decreto prevede di tagliare, ne rimangono in vita cinque: Brescia, Salerno, Lecce, Reggio Calabria e Catania. Rimarrebbero invece esclusi dal salvacondotto i Tar di Parma, Pescara e Latina. Inoltre, l’emendamento posticipa di un anno la chiusura delle sedi distaccate, che precederanno il riordino. Con decreto del presidente del Consiglio – prevede l’emendamento ‘Salva Tar’ – “da adottare entro il 31 marzo 2015, sono stabilite le modalità per il trasferimento del contenzioso pendente presso le sezioni soppresse, nonché delle risorse umane e finanziarie” al Tar della relativa regione. Inoltre, il governo entro il 31 dicembre 2014 dovrà presentare al Parlamento una relazione sull’assetto organizzativo dei Tar, che comprenda un’analisi dei fabbisogni, dei costi delle sedi e del personale e del carico di lavoro di ciascuna sezione. Alla relazione dovrà essere allegato un piano di riorganizzazione, che preveda misure “di ammodernamento e razionalizzazione della spesa e l’eventuale individuazione di uffici direttivi o sezioni staccate da sopprimere, tenendo conto della collocazione geografica, del carico di lavoro e dell’organizzazione degli uffici giudiziari”.
GRANDE SODDISFAZIONE ANCHE A CATANIA – “Grande soddisfazione” e’ espressa dal sindaco Enzo Bianco per l’approvazione in commissione Affari costituzionali della Camera con la quale vengono salvati i Tar di citta’ sedi di Corte d’appello, compresa dunque Catania. “E’ stata la vittoria di una strategia partita da lontano – osserva Bianco – visto che gia’ il 23 giugno scorso avevamo chiamato a raccolta nel Palazzo degli elefanti la deputazione e le forze sociali ed economiche dell’intera Sicilia orientale. Tutti avevano sottoscritto un documento inviato a Napolitano, a Renzi, ai ministri competenti e ai gruppi parlamentari e in cui si spiegava come la soppressione del Tar non rispondesse ad alcun requisito di risparmio ed economicita’. E’ stata una battaglia vinta con il concorso di tutti, dai parlamentari di ogni forza politica al mondo produttivo della Sicilia orientale, che in queste settimane hanno fatto fronte comune”. “Avevo poi avuto – aggiunge il sindaco di Catania – numerosi altri incontri a Roma con il il ministro Andrea Orlando e il sottosegretario alla Presidenza Graziano Delrio, ero stato ascoltato dalla Commissione presieduta da Francesco Paolo Sisto e gia’ cinque giorni fa avevamo avuto ampie rassicurazioni sul fatto che la sede di Catania del Tribunale amministrativo regionale sarebbe stata mantenuta. Stasera sono rimasto in costante contatto sia con Emanuele Fiano, relatore del decreto in Commissione, sia con il sottosegretario alla Pubblica amministrazione Angelo Rughetti, fino alla votazione. La strada scelta e’ stata quella di apportare al Decreto legge che prevedeva l’eliminazione di tutte le sedi distaccate dei Tribunali amministrativi regionali, un emendamento per non abolire i Tar delle citta’ sede di Corti d’appello”. Il Tar di Catania, dal punto di vista dei carichi di lavoro, e’ il terzo d’Italia, dopo quelli di Roma e di Napoli, e il secondo per carichi pendenti dopo quello di Roma. Serve inoltre cinque province siciliane su nove, piu’ di meta’ della Sicilia, in un territorio dove ricadono tre Corti d’appello.


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