Scopelliti, e adesso? La “pazza idea” diventa scelta obbligata: ritorno a Palazzo San Giorgio?

reggio-calabria-sindacoE adesso che succede? Era un referendum su Scopelliti, ed è stata una vera e propria batosta perché nonostante la bassa affluenza nessuno si aspettava così pochi voti soprattutto dalle altre Province della Calabria. Alla fine il governatore dimissionario ha ottenuto 42.208 voti di preferenza, di cui 10.200 dalle altre Regioni, 15.137 dalla “sua” Reggio ma ha fatto flop nel resto della Calabria, soprattutto a Cosenza e Catanzaro dove, evidentemente, è stato abbandonato da tutti.

scopelliti01Tanti i fattori che sono causa di questo risultato: le frizioni con numerosi alleati di governo e di coalizione, dall’Udc a Forza Italia ma anche interni al Nuovo Centro/Destra dopo il caso Gentile e le dimissioni da Governatore che, rispetto alla sospensione della Legge Severino, non hanno fatto altro che accorciare di 6 mesi la durata della legislatura generando malcontento nei vari assessori e consiglieri regionali. Che hanno voltato le spalle a Scopelliti non solo abbandonandolo al proprio destino, ma forse in qualche caso anche facendogli lo sgambetto se pensiamo ai 17.000 voti di Trematerra, i 14.600 di Cesa, i 9.500 di Piccone che è andato fortissimo – guarda caso – soprattutto a Cosenza (6.781 voti nella provincia silana).

scopelliti1-631x420Ma il flop di Scopelliti è senza appello. Con 15.000 voti in più sarebbe andato al parlamento europeo, forse anche con 14.000 in più rispetto ai 42.208 ottenuti. Che sono troppo pochi. Adesso deve ripartire, chi lo conosce bene assicura che non si fermerà ma continuerà a combattere per i suoi ideali e per la sua terra, in cui crede fermamente, a maggior ragione in questo momento di difficoltà con la volontà di dimostrare a tutti la bontà del proprio operato.

A questo punto, però, con le europee appena andate e le politiche tra 4 anni, la “pazza idea” di cui in città si mormora da settimane diventa quasi una scelta obbligata per Scopelliti, che potrebbe decidere di ripartire da Reggio candidandosi nuovamente a Sindaco della città. Nella città in cui si voterà a novembre dopo la fine dei due anni di commissariamento, nella città a cui aveva dato grande lustro quando era stato Sindaco tra 2002 e 2010 per poi lasciarla con destinazione Catanzaro. Da quel momento (maggio 2010) le strade di entrambi sono precipitate: Reggio è entrata in un baratro di degrado che sembra averla riportata indietro di vent’anni, e anche Scopelliti ha visto svanire in appena 4 anni quel consenso plebiscitario che aveva convinto tantissimi su un suo futuro da politico di vertice nazionale, una carriera brillante che oggi sembra infranta. Ecco perché Scopelliti potrebbe scegliere di ripartire da Reggio, per rialzarsi insieme a quella che è la sua città, a quella che è sempre stata la sua “figlia” privilegiata nelle scelte politiche e amministrative.

scopelliti2A Reggio, dopotutto, ha ancora un consenso considerevole: è stato il candidato di queste europee più votato in città e in provincia, nonostante l’agguerrita concorrenza e lo straordinario risultato nazionale del Pd. Nonostante anche il fatto che fosse candidato in un partito che in Italia ha appena superato il 4% dei voti.

Se sommiamo tutti i voti presi dal centro/destra alle europee di ieri, abbiamo un dato comunque importante da cui ripartire: il 15,85% di Forza Italia con il 14,15% del Nuovo Centro/Destra e il 2,81% di Fratelli d’Italia – Alleanza Nazionale significa il 32,81%, appena sotto il Partito Democratico che a Reggio ha preso il 34,75% dei voti e di gran lunga al di sopra del Movimento 5 Stelle fermo al 21,26%.
Reggio Calabria: palazzo San Giorgio sede del ComuneIn ottica comunali, l’impressione è che i grillini vedano definitivamente svanire il rabbioso consenso già in netto calo: un anno fa alle politiche avevano ottenuto il 28,48% in città, dopo 15 mesi sono passati da 24.747 a 12.891 dimezzando il numero di preferenze. Alle comunali, poi, il fattore personale è ancora più importante e tenderà a sfumare ulteriormente al ribasso il risultato dei pentastellati, vedi quanto accaduto pochi mesi fa nelle vicine Messina e Catania dove la lista dei cinque stelle non ha raggiunto neanche la soglia di sbarramento e Grillo non ha potuto eleggere neanche un semplice consigliere comunale.
La sfida, quindi, sarebbe nuovamente bipolare tra centro/destra e centro/sinistra.

Scopelliti tornerà in campo per provare a riprendersi Reggio e ricominciare quel percorso bruscamente interrotto 4 anni fa, oppure resterà in disparte e guardare tutti dalla panchina?

A decidere sarà lui. Ovviamente Legge Severino permettendo.