Reggio, Briatore: “l’aeroporto è un pessimo biglietto da visita, sono rimasto amareggiato”

DSC_1924Quattro giorni straordinari non potevano che concludersi con un incontro straordinario”. È così che Giorgio Mulè, direttore di Panorama, ha esordito nel presentare questo pomeriggio l’evento conclusivo del tour qui a Reggio di “Panorama d’Italia”, che ha visto come ospiti speciali Flavio Briatore, in arrivo direttamente dal Kenya, e Alfonso Signorini, in veste, insieme  Mulè, di intervistatore. Al centro del dibattito, un vero e proprio talk show messo in piedi sul palco del Teatro Cilea, la vita di un imprenditore (in questo caso la vita di Flavio Briatore).

Flavio Briatore 02Appena sono arrivato – ha esordito Briatore – sono rimasto amareggiato da quello che ho visto. Non ho avuto una bella impressione dell’aeroporto, anzi non pensavo che ancora, nel 2014, esistessero queste strutture, in una Regione, poi, che dovrebbe vivere di turismo, come è la Calabria. Il biglietto da visita di un posto – ha continuato l’ospite – è l’aeroporto”.

La platea, rimasta molto amareggiata da queste parole, ma anche consapevole che quello che stava ascoltando corrisponde alla realtà dei fatti, ha continuato per tutto il tempo a seguire in modo attento ciò che si diceva di Reggio, della Calabria, di come si può ancora rimediare agli innumerevoli sbagli che hanno messo in ginocchio un’intera Regione.

Flavio BriatoreIo – ha aggiunto Briatore – ho sempre pensato che nella vita la prima cosa da fare è lavorare. Oggi le lauree sfornano solamente disoccupati. Bisogna reinventarsi ogni giorno, essere creativi; non è possibile che in un posto meraviglioso come la Calabria non ci sia un giovane che si rimbocchi le maniche e si inventi una struttura balneare che funzioni. Io – ed è su questa affermazione che è subito partito un caloroso applauso di tutto il pubblico – sono contrario ai giovani che se ne vanno, chi va via da qui è quello che forse ha meno coraggio. Però, per restare, bisogna essere creativi, stravolgere questa burocrazia che crea solo danni, non fa andare avanti nulla. Se nessuno vi dà il via per creare una spiaggia come si deve – aggiunge l’imprenditore, facendo scoppiare a ridere tutti – intanto mettete su una spiaggia abusiva e poi si vede se questa concessione arriva o no”.

DSC_1932Io ammiro – dice Signorini, nell’intervenire nel discorso – Flavio, perché ha avuto il coraggio di reinventarsi da solo: ha cominciato aprendo un ristorante che poi è fallito, ma non si è fermato, diventando un grande manager, ha avuto un figlio a 60 anni; insomma, per Flavio la vita ricomincia ogni giorno”.

Ma, nell’elogiare Briatore, il “re” del gossip italiano gli lancia anche una provocazione, chiedendo all’imprenditore, non all’uomo, il motivo per il quale non è stato mai spinto ad investire in Calabria, anche considerando quanto detto di negativo sulle cose viste oggi appena atterrato.

Flavio Briatore 01Si investe – risponde Briatore alla domanda provocatoria di Signorini – dove ci sono le condizioni per poterlo fare. In Italia sono restio ad investire, perché qui esiste una burocrazia che non c’è in nessuna altra parte del mondo. Non ci sono regole fisse, le leggi non dicono o bianco o nero, ma lasciano ampio spazio a interpretazioni di ogni tipo. Un’altra cosa che manca in Italia – continua Briatore puntualizzando il suo pensiero – è una grossa catena alberghiera, un portale che ci possa mettere in comunicazione con gli altri Paesi. Copiamo dagli altri le cose che funzionano, non facciamo mille cose fatte male; creiamo aziende che danno lavoro, che creano lavoro, che producono”.

In riferimento proprio alle aziende, è stata posta, sia da Mulè che da Signorini, una questione molto importante, che si rifà al disequilibrio di retribuzione che esiste tra un imprenditore e un lavoratore normale di un’azienda, che comunque contribuisce a portare avanti quell’azienda.

Si deve tutelare il lavoratore – esclama Signorini – L’operaio specializzato che fa guadagnare l’azienda il più delle volte non viene retribuito come si deve”.

DSC_1935A questo Briatore risponde dicendo che “è anche giusto pagare come si deve un manager che crea aziende che danno lavoro. Da noi ogni lavoratore che contribuisce in maniera positiva sull’andamento dell’azienda ottiene un bonus. In Italia, purtroppo, si ragiona male, perché chi, ad esempio, ha creato danni nella Ferrovia, se ne va via prendendo un sacco di soldi di liquidazione, andando dove? All’Alitalia. È assurdo – dichiara indignato l’ospite – In qualsiasi lavoro – aggiunge – che sia quello di panettiere o d’avvocato, si deve eccellere; è questa la cosa primaria”.

Ma ecco che Giorgio Mulè, a questo punto del discorso, fa una domanda che scatena la curiosità di tutti i presenti: “Se fossi tu il Governatore della Calabria – chiede Mulè a Briatore – dimmi tre idee che porteresti avanti per far risollevare la Regione”.

Per prima cosa – risponde Briatore in maniera incredula, vista la possibilità remota che ciò possa mai accadere – valorizzerei quello che io ho, che nessun altro ha, come la via marina, lo Stretto, che è uno spettacolo meraviglioso. Poi – continua – agevolerei i trasporti, investirei in aeroporti, pulirei la città, aprirei i negozi, i ristoranti, i teatri, che per diretta testimonianza posso dire che se non viene Panorama, ad esempio, rimangono chiusi. Bisogna investire in strutture e non aspettare che il nostro conoscente di turno ci faccia un favore o meno”.

DSC_1928Tanti altri temi sono stati trattati questo pomeriggio al Teatro Cilea, riguardanti sempre il protagonista del giorno, che è stato senza dubbio Briatore; si è parlato del fatto che da molti è considerato eccessivo in tutto quello che fa, a partire dal Billionaire, locale di sua proprietà, che da quanto dice lui stesso “ha dato lavoro nel mondo a circa 2000 persone, ha accolto gli sfollati della Sardegna dopo la terribile alluvione che l’ha colpita. Io e il mio staff – continua Briatore in quella terribile occasione abbiamo raccolto in una settimana 250.000 euro per il popolo sardo; la politica cosa ha fatto? Solo chiacchere”.

DSC_1927Ed è stato proprio quest’ultimo argomento, la politica, un altro tema di cui si è discusso quest’oggi insieme agli ospiti di Panorama. “Per me le quote rosa non hanno senso, io voto la persona – ha dichiarato Briatore a riguardo – che sia donna o uomo, non il partito. Vedo e ammiro le persone che fanno qualcosa”.

Per quanto riguarda il “tasto” Renzi, invece, Briatore si pronuncia così: “Dobbiamo supportarlo – dice – perché rappresenta l’ultima spiaggia per l’Italia. Per me è molto coraggioso, determinato e soprattutto decide, in un mondo, come la politica, che è pieno di persone che non prendono decisioni, che si preoccupano solo di restare seduti sulla loro sedia. Oggi come oggi- conclude il discorso “politica”, Briatore – non si può più parlare né di sinistra né di destra, perché in entrambi i casi non si mangia”.

DSC_1918Dopo tutti i discorsi fatti, dopo le molte risate che l’ospite, insieme a Signorini, ha suscitato nella gente presente al Teatro, ecco che Briatore si “sbottona” un po’ sulla sua vita privata, ricordando che ciò che lo colpisce di più di sua moglie, la showgirl Elisabetta Gregoraci, è il suo essere mamma. Spinto da Signorini, in questo ambito impareggiabile, Flavio Briatore confessa che “appena ho conosciuto Elisabetta, 10 anni fa, ho subito pensato che potesse essere la mamma di mio figlio, ed è questo il lavoro che più mi piace di lei, il fare da mamma a mio figlio”. Un figlio senza dubbio fortunato, che sarà domani, almeno da quanto raccontato da Briatore, tutto il giorno con il papà a Montecarlo.

Nel terminare i lavori dell’intero percorso di Panorama qui a Reggio Calabria, ecco cosa ha risposto Briatore alla domanda di Mulè sull’eventualità di ritornare mai in Calabria: “Se mi inviteranno – dice l’imprenditore – sarò lieto di ritornare, e sarò ancora più lieto di vedere molte cose cambiate. Ai giovani voglio dire – conclude Briatore – ribellatevi!”.

Foto di Simone Pizzi per StrettoWeb: