Aeroporto dello Stretto, Siulp: ”ufficio di Polizia costretto a operare in condizioni precarie e insicure”

aeroporto dello strettoCon la presente intendo rappresentare il senso del profondo disagio del personale in servizio presso il locale Ufficio Polaria a cagione della completa indifferenza degli uffici preposti a garantire il supporto necessario affinché, la presenza della Polizia di Stato nell’ambito del sedime aeroportuale, non sia considerata alla stregua di un inutile orpello. L’efficienza e l’operatività dell’Ufficio di Polizia de quo, infatti, risulta gravemente compromesso da una serie di negligenze, imprevidenze, disattenzioni moltiplicatesi nel tempo che hanno determinato una situazione complessiva intollerabile. Con colpevoli omissioni si incide sull’operatività del personale di polizia per poi, magari, alla bisogna, accusarlo di incapacità o di inefficienza“. Lo afferma il Segretario Provinciale Generale del SIULP, sindacato italiano dei lavoratori della Polizia di Stato, dott. Franco Caracciolo trasmettendo oggi un documento al Questore di Reggio Calabria, dr. Guido Longo, al Prefetto, al Presidente della Provincia, dr. Giuseppe Raffa ed alla Segreteria Nazionale del Siulp.

Nel corso degli anni l’importante Ufficio di Polizia si è visto privato progressivamente degli spazi originariamente assegnati (ben sette locali) sino ad essere relegato in un unico ambiente le cui dimensioni (circa sei metri quadri), poste in relazione al numero di operatori (21 unità a rotazione h.24), sono in aperta violazione non solo con i dettami della L. 626/94 e succ. modificaz. ed  integraz. ma anche con il comune buon senso“.

Come se ciò non bastasse – continua Caracciolonei giorni scorsi, la Sogas, ha chiesto il rilascio del locale adibito dai colleghi a spogliatoio in quanto dovrà essere destinato ad uso commerciale.  Nel frattempo è stato “concesso” l’uso di uno spazio … ricavato all’interno di un deposito di mobili.  Sintomatico della considerazione che viene riconosciuta al personale di polizia è la pretesa oramai consolidata di disporre degli operatori di polizia per disattivare il sistema di allarme installato in punti diversi dell’aerostazione (varchi, zona arrivi nazionali, zona arrivi internazionali, sala d’attesa, zona partenze)”.

Tale situazione oltre ad apparire ictu oculi in stridente contrasto con i compiti e le mansioni dell’operatore di polizia finisce per incidere sulla dignità delle funzioni e risulta oltremodo dequalificante. Il varco di servizio utilizzato dal personale aeroportuale è dotato del solo metal detector mentre risulta privo del necessario dispositivo adibito al controllo radiogeno con quel che ne consegue. Non solo. Lo strumento di controllo del codice personale identificativo, che consente la verifica e la disciplina del transito del personale autorizzato, risulta malfunzionante con la conseguenza che, sovente, viene richiesto l’intervento degli operatori di polizia per lo sblocco della porta d’accesso. Ed ancora,- prosegue Caracciologli uffici della Polaria risultano persino privi di un bagno cosicché, i colleghi colà in servizio, devono “arrangiarsi” magari fruendo della toilette in uso al personale Alitalia, Sogas, Enac e persino ad un privato. La pulizia dell’ufficio viene effettuata 2 volte al mese, con modalità approssimative ed a cura della Sogas con la conseguenza che i locali risultano assolutamente insalubri e privi di un dignitoso livello di vivibilità. In ultimo, ma non per ultimo, appare indispensabile evidenziare l’assoluta inconsistenza del sistema di sicurezza passiva dell’intero sedime aeroportuale.

Come si ben comprende – continua ancora Caracciolo la situazione sopra descritta, oltre a determinare, come già detto, condizioni di vivibilità ben al di sotto dello standard minimo, è scaturigine di grave rischio per l’incolumità dei colleghi e dell’utenza. Tutto ciò mentre, da anni, si adombra il tentativo (?) delle cosche di controllare il flusso finanziario che si muove attorno all’aerostazione.  Proprio in tal senso sarebbe utile comprendere quale rilievo si è ritenuto di attribuita alle vicende che hanno contrassegnato negli ultimi anni i lavori della nuova aerostazione. Quelle vicende che tanto risalto hanno avuto da parte dei mass-media locali e nazionali.  Quelle vicende che hanno proiettato ombre preoccupanti e sinistre della pervasività e della protervia delle cosche..”

“Da quanto precede si comprende come appare vergognoso, non solo il trattamento riservato agli operatori di polizia, ma anche l’attenzione che viene dedicata alla sicurezza aeroportuale ed ancor più a quella dell’utenza. Se l’esigenza di monetizzare o di tesaurizzare le risorse ha priorità rispetto al servizio sicurezza, forse è il momento di chiarire che esiste anche una sicurezza che ha il compito di proteggere l’integrità dei beni di proprietà privata e che viene garantita dagli istituti di vigilanza ai quali è possibile rivolgersi previo accordo contrattuale. Il compito dei poliziotti, è bene sottolinearlo a chiare lettere, è quello di salvaguardare le istituzioni democratiche, il bene della vita, l’incolumità del cittadino. Ma per fare ciò devono essere predisposti mezzi e strumenti idonei allo scopo. La sicurezza non è un costo ma un investimento. Forse è giunto il momento di un’assunzione di responsabilità, ai vari livelli, seria e consapevole.  E’ ora di sintesi.  I proclami, le promesse da marinaio, le dichiarazioni di intenti devono lasciare il posto ai fatti”.

“Per tale motivo -conclude Caraccioloil SIULP, dichiara lo stato di mobilitazione e chiede al Questore di voler avviare un tavolo di confronto al fine individuare soluzioni idonee o, in via subordinata, allo scopo di valutare l’opportunità di depotenziare l’organico dell’Ufficio Polaria, magari garantendo una presenza del tutto simbolica e reimpiegando il personale in servizi di controllo del territorio. In attesa di cortese cenno di riscontro si rivolgono distinti saluti”.