fbpx

Domani in Russia inizia il meeting del Valdai Club: Romano Prodi e il reggino Bruno Sergi tra gli italiani

valdaiDove va la Russia, vent’anni dopo la fine dell’Urss? La domanda – sempre senza una risposta nel Paese di Putin in cerca valori, prospettive future e di un nuovo ruolo sulla scena internazionale – sarà all’ordine del giorno al meeting annuale del Valdai Club, in agenda dal 16 al 19 settembre. Giunto alla sua decima edizione, questo Forum di dibattito sulla Russia torna al suo “luogo d’origine”: sulle rive del Lago Valdai, regione di Novgorod, dove fu lanciato da Ria Novosti nel 2004 come sede privilegiata di confronto e discussione tra esperti, accademici, giornalisti. Una piccola Davos a cui TMNews partecipa dal 2005, che tradizionalmente si conclude con una cena-dibattito con il presidente Vladimir Putin: di fatto un botta e risposta per ore sui temi di maggiore attualità internazionale.

crisi_mercati_finanziariQuest’anno il Valdai Club celebrerà in versione speciale ed allargata. “Aspettiamo più di 200 politici, leader, figure di alto profilo culturale, filosofi, uomini di religione, russi e stranieri”, anticipa Svetlana Mironyuk, direttore di Ria Novosti e co-fondatore del Club. Tra i partecipanti d’eccezione, l’ex presidente del Consiglio ed ex presidente della Commissione Ue Romano Prodi, l’ex premier francese Francois Fillon, l’ex cancelliere austriaco Wolfgang Schussel, l’ex segretario generale della Lega araba Amr Moussa. Tutte personalità oggi dedicate alla scena internazionale, chiamate, assieme ai “veterani” del Club a discutere della difficile ricerca di una “idea nazionale” per la Russia.

borsaUna questione che perseguita il ‘continente russo’ , orfano del senso di appartenenza alla superpotenza sovietica dal crollo dell’Unione sovietica, nostalgico della personalità di Stalin, ma molto poco tentato dall’idea di ‘tornare indietro’. Anzi: oggi solo il 16% dei russi vorrebbe che tornasse in vita l’Urss, anche se circa il 50% la rimpiangono, soprattutto come periodo di stabilità economica garantita dall’alto. Ma se nel 1989 solo il 12% parlava di Stalin “come un grande personaggio, uno statista che ha influenzato il corso della storia”, oggi lo fa il 42%.

Contraddizioni di un Paese allungato su nove fusi orari (e altri due sono stati aboliti nel 2010), tra Europa e Asia, da Brest al Pacifico. Un continente dove la maggioranza della popolazione, secondo i sondaggi, non sostiene l’integrazione con l’Occidente e dove il nazionalismo alimentato negli anni “patriottici” di Putin a volte sfocia in estremismo e preoccupa anche i vertici.

borsa_h_partb“Dobbiamo superare la confusione in cui ci troviamo e guardare al futuro. Abbiamo bisogno di un’identità che tenga in considerazione il mondo che attorno a noi sta cambiando e che allo stesso tempo sia basata su una valutazione realistica dei nostri punti di forza e dellle debolezze, oltre che delle nostre origini”, dichiara il Presidente onorario del Presidium del Consiglio per la Politica estera e di difesa Sergey Karaganov, noto analista che da anni modera gli incontri del Valdai Club.

Il Valdai Club è anche occasione per incontrare membri del governo russo, politici, accademici e osservatori da tutto il Paese, oltre al capo del Cremlino. Al di là degli argomenti prettamente russi, quest’anno si prevede particolare focus sulla questione siriana, nei giorni in cui Russia e Usa cercano una via d’uscita concordata e credibile al conflitto, rinviando la prospettiva di un intervento militare occidentale.

Oltre a Romano Prodi, gli unici italiani a partecipare al meeting saranno il prof. reggino Bruno Sergi dell’Harvard University e dell’Università di Messina, il noto economista Giulio Sapelli e la giornalista Orietta Moscatelli, Capo redattore dell’agenzia  Tmnews.