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Sempre meno omicidi in Italia: “solo” 526 nel 2012, mai così pochi negli ultimi 40 anni. E il 2013 potrebbe battere il record

omicidio pistolaSi uccide di meno in Italia. Gli omicidi sono stati 526 nel 2012. Si tratta del minimo storico degli ultimi 40 anni. Prosegue dunque la tendenza al calo delle uccisioni (-67,8% rispetto al 1990, quando erano state 1.633), sottolineato anche dal ministro della giustizia Annamaria Cancellieri. E la tendenza sembra consolidarsi anche per il 2013: nei primi sei mesi dell’anno, infatti, i delitti sono stati 226. Con riferimento al 2012, il 30% delle vittime (159) sono donne, dato pressoche’ immutato rispetto al triennio precedente, nonostante la crescente attenzione mediatica sul femminicidio. Tra il 2000 ed il 2012 si contano complessivamente 2.200 donne vittime di omicidio, pari ad una media di 171 all’anno, una ogni due giorni. Questi i principali dati che emergono dal rapporto Eures-ANSA sull’omicidio volontario in Italia.
AL SUD MAGGIOR RISCHIO OMICIDIO – Tra i Paesi europei l’Italia presenta uno degli indici piu’ bassi (1 omicidio ogni 100mila abitanti, a fronte di 1,9 in media nell’Ue). Lo scorso anno c’e’ stata una forte riduzione dei casi nelle regioni del Centro (-13,1%) e del Nord (-7,9%), mentre al Sud il dato e’ stabile (+0,4%). Proprio il Meridione si conferma l’area piu’ a rischio, con 279 omicidi volontari nel 2012, pari al 53% del totale nazionale. La Campania (90 omicidi) consolida il primato di regione piu’ cruenta. Ma la Calabria e’ la regione piu’ a rischio con 2,7 omicidi ogni 100mila abitanti.
UN OMICIDIO SU 2 CON ARMI DA FUOCO – Un omicidio su 2 e’ stato commesso con un’arma da fuoco (dato in crescita rispetto al 43% del 2011). Scende il ricorso alle armi da taglio (21,3%) e di quelle improprie (9,2%). Il venerdi’ ed il lunedi’, i giorni del cambiamento dei ritmi e delle abitudini settimanali, sono i giorni in cui avviene il maggior numero degli omicidi (rispettivamente il 15,1% ed il 14,9%). Forte prevalenza (38,4%) di quelli commessi tra le 18 e mezzanotte.
MENO OMICIDI IN FAMIGLIA, PIU’ DA CRIMINALITA’ – E’ sempre in famiglia che avviene il maggior numero di omicidi (175), ma il dato e’ in calo (-10,3%) rispetto al 2011. Mentre in forte aumento (+25,8%) risultano quelli compiuti dalla criminalita’ comune (122). Seguono quelli da criminalita’ organizzata (84). Tra i 419 autori noti di omicidio volontario censiti nel 2012, il 91,4% e’ un uomo e l’8,6% donna. Nel contesto familiare e affettivo la vittima e’ principalmente donna (61,1%), di eta’ compresa tra i 25 e i 54 anni. Mentre il killer in oltre 9 casi su 10 e’ un uomo. Gli omicidi ‘nella coppia’ interessano quasi la meta’ delle vittime totali di uccisioni in famiglia.
81 FEMMINICIDI NEI PRIMI SEI MESI DELL’ANNO – Nei primi sei mesi del 2013 sono state uccise 81 donne, di cui il 75% nel contesto familiare o affettivo. L’Italia e’ comunque tra i Paesi meno esposti in Europa a questa tipologia di delitto. Ogni giorno viene colpita da atti di violenza di genere (fisica, verbale e psicologica) una donna ogni 12 secondi. Nell’ultimo anno con dati disponibili (il 2010) si sono contati oltre 105mila reati di genere, pari ad oltre 290 al giorno. Piu’ in dettaglio, ogni giorno 95 donne denunciano di aver subito minacce e 87 di aver subito ingiurie; 64 donne al giorno sono vittime di lesioni dolose, 19 di percosse, 14 di stalking, 10 di violenze sessuali.
CANCELLIERI, RISPOSTA CULTURALE CONTRO VIOLENZA SU DONNE – ”Per combattere questo terribile fenomeno – ha detto il ministro Annamaria Cancellieri – ritengo fondamentale valutare e studiare le concrete modalita’ in cui esso si esplica, assieme ai meccanismi sociali e ai modelli relazionali ala base del nucleo familiare. Sono convinta, infatti – ha concluso il ministro – che una delle principali risposte che le istituzioni devono dare sia proprio sul piano culturale e che il fronte sul quale si debba agire con piu’ forza sia soprattutto quello della prevenzione e del sostegno alle vittime.