Durissimo Scopelliti, durissimo il centro/destra che ieri sera hanno tenuto un incontro in riva allo Stretto, alla “Luna Ribelle“, sullo scioglimento del comune, proprio nel giorno in cui il commissario Panico è stato trasferito a Roma dal Consiglio dei Ministri. “La democrazia sospesa. Analisi sullo scioglimento per infiltrazione mafiosa dei comuni calabresi”: era questo il titolo del dibattito proposto dal gruppo “Lista Scopelliti Presidente” che ha voluto affrontare a 360° l’analisi e la riflessione sulla legge riguardante lo scioglimento dei consigli comunali per infiltrazioni mafiose. Poi, però, s’è parlato soprattutto di Reggio, e Scopelliti è stato durissimo: “la gente è disorientata, mi ferma per strada, in tanti mi chiedono aiuto, nonostante tutti i danni che ho fatto – dice ironico – mi chiedono a chi devono rivolgersi, ma non c’è più nessuno il Comune è commissariato. Per ‘ndrangheta … forse qualcuno ha dimenticato che io nel 1991, quando c’erano gli ammazzati a Taurianova, andavo lì a fare le manifestazioni sulla legalità, mentre altri allattavano … forse qualcuno ha dimenticato i grandi ideali di onestà e legalità che ai tempi del Fronte della Gioventù un grande militante storico come Borsellino ci ha insegnato, quegli ideali che ci accompagneranno per tutta la vita“. Poi ancora su Reggio: “i reggini vogliono sapere chi sono i giornalisti che manipolano l’informazione in città. Io voglio sapere chi sono i pupi e pure chi sono i pupari. Esce di tutto sulla stampa, qualsiasi vicenda ce la troviamo sui giornali. Ora noi dobbiamo sapere, voi dovete sapere, tutti i reggini vogliono sapere, avendolo letto, di questa benedetta relazione della Squadra Mobile di Reggio Calabria, che dice che in questa città ci sono cinque o sei giornalisti che sono oggetto di indagine. Io vorrei vedere i loro volti, vorrei sapere chi è che rema contro la città per interessi di pochi“.
Poi il governatore parla dello scioglimento dei comuni che, a suo avviso, “segna un maggiore distacco tra le istituzioni e il territorio ed è inaccettabile la motivazione che bisogna recuperare la presenza dello Stato nelle istituzioni. Nel ‘91 fu commissariato il Comune di Platì e cosa ha portato quel commissariamento e quelli successivi se poi lo Stato non si è impossessato dei territori? A cosa serve il commissariamento – domanda il Presidente della Regione – se un’impresa a Reggio è considerata non idonea ma poi vince l’appalto altrove? In questa città, qualcuno ha costruito le proprie fortune sulla pelle dei cittadini ed oggi ditemi chi è l’interlocutore dei disagi sociali? Non può essere il Prefetto l’interlocutore dei problemi di una vasta comunità, non conosce il territorio“. Scopelliti rivendica poi di essere stato “tra i sostenitori dell’idea che il Ministero volesse risistemare le falle della burocrazia interna e non colpire la politica. Se manca la politica chi colma il vuoto di democrazia, chi ascolta i cittadini? Se questo vuoto non viene riempito dalla politica, dallo Stato, dalle istituzioni, si rischia che venga colmato dai poteri criminali. Conosco tanti burocrati che sono gente per bene ma ne conosco altri che non hanno la necessità e l’esigenza di servire la comunità. Chi ha senso delle istituzioni capisce che è molto più importante che il peggiore dei sindaci è il migliore dei commissari. Se non c’è la prova provata che il sindaco è contiguo, se non abbiamo certezze, i Comuni non vanno sciolti. Scioglierli significa soltanto favorire la mafia“.
Ad aprire la serata era stato il moderatore Nino Coco: “questo non è un incontro per contestare una decisione del Governo ma quando un Comune viene commissariato al di là dell’operato dei commissari, si rompe il rapporto tra cittadino ed eletti. Purtroppo, oggi tanti Comuni della nostra Provincia sono in una fase di democrazia sospesa e questo di sicuro non fa bene alla comunità, è un fenomeno inquietante“.
Dopo di lui è intervenuto il consigliere regionale Candeloro Imbalzano che vede “dannosa la scelta di fare per forza tabularasa sui territori, imponendo un commissariamento che rischia di mettere fine a quelle giovani forze politiche disponibile ad immolarsi nelle nostre realtà e noi non possiamo permetterci di creare un deserto generalizzato“.
Poi interviene Paolo Ferrara che non ha per nulla “digerito lo scioglimento del Comune di Reggio Calabria e quelle persone che hanno goduto della scelta del Ministro. Nel 1991 è stato sciolto il Comune di Taurianova e tra i suoi consiglieri vi era proprio Angela Napoli, lei che si batte contro la ‘ndrangheta. Pensateci bene, oggi si scioglie un Comune, affossando così una comunità, per un grado di parentela ma questo non è un reato“.
Arriva così il turno del Coordinatore Provinciale della “Lista Scopelliti Presidente”, Oreste Romeo, che vuole rifiutare “l’idea che questo territorio abbia una presunta affiliazione di contiguità al fenomeno criminale, fenomeno che si sta contrastando in maniera incisiva. E’ necessario che il singolo cittadino abbia un ruolo in vista dell’immediato progetto dell’area metropolitana. Dobbiamo avere la consapevolezza dei limiti dell’antipolitica, la politica deve riscoprire il ruolo della parte pensante, degli intellettuali e il gruppo Scopelliti ha deciso di investire sulle intelligenze del nostro territorio. E’ arrivato il momento di rimodulare una legge, quella sullo scioglimento dei comuni per presunti condizionamenti criminali, che all’interruzione della volontà popolare, talvolta brutale, molto spesso indiscriminata, non fa seguire alcun effetto suscettibile di stimolare apprezzamento e condivisione presso il cittadino comune. A causa di questa normativa sono state sacrificate tantissime personalità che non hanno alcun legame con il mondo criminale come gli ex sindaci Demetrio Arena e Federico Curatola che portano addosso i segni di questa legge“.
L’aspetto più storico della vicenda è affidato al prof. Pasquino Crupi che ricorda come “tutti i Governi di destra e sinistra sono stati nemici del Mezzogiorno altrimenti non possiamo spiegarci perché nessun problema della questione meridionale è stato risolto. In nessuna nazione civile uno Stato si assume il lusso nefando di squalificare per legge un intero territorio. Lo scioglimento dei Comuni è il trionfo di un trinomio perfetto: il maresciallo che fa la relazione, il prefetto che l’approva, il ministro che non avendo tempo la firma“.
All’incontro è intervenuto anche il neo-Presidente dell’Ente Parco Nazionale d’Aspromonte, Giuseppe Bombino: “il timore di essere contigui proprio a causa della mancanza di precisi riferimenti rispetto a cui identificarsi e contrapporsi, temiamo possa alterare il senso steso della nostra collettività. Questo timore condurrebbe a interiorizzare un sentimento di pre-paura, un atteggiamento pre-omertoso, di astensione e di dissociazione dai rapporti umani, di alterazione di un’etica e di una fisionomia collettiva. Ciascuno di noi diventerebbe giudice, indagatore e investigatore in proprio, classificatore; ciascuno di noi, divenuto arbitro preventivo del bene e del male, creerebbe un proprio criterio per giudicare provenienze e parentele, analizzerebbe insomma con l’uso di un proprio formulario, ogni conversazione o stretta di mano alla ricerca di un doppio senso, di un indizio, di un gesto da radiografare che possa dirci la storia della persona che abbiamo davanti. Ma quand’anche scoprissimo, grazie alla nostra investigazione, che la persona a cui stringemmo la mano era indegna potrebbe essere troppo tardi per dirci estranei. Qualcuno ci avrà visto con essa al caffè. Se ciò avviene, allora dovremmo ammettere che ci troviamo davanti ad una “patologia sociale”. Riteniamo invece che sia necessario creare un modello sociale di tipo inclusivo privo di vuoti in cui le diverse strutture della Democrazia e dello Stato non si studino a distanza per attendere l’una l’errore dell’altra ma si assistano ciascuna con propri ruoli e competenze. Se ciò fosse avvenuto, allora si sarebbe realizzato nel suo significato più pieno un provvedimento preventivo per evitare più gravi conseguenze. Ma poiché ciò non è avvenuto, lo scioglimento del comune di Reggio, al di là di ogni analisi esegetica, non può non dirsi sanzionatorio visto che sospende l’Istituto della democrazia senza che si sia attivato preliminarmente alcun meccanismo monitorio“.
L’Avvocato Alberto Panuccio, in conclusione, spiega che “fuori dei casi previsti dall’art. 141, i consigli comunali e provinciali sono sciolti quando, anche a seguito di accertamento effettuati a norma dell’art. 59, emergono concreti, univoci e rilevanti elementi su collegamenti diretti o indiretti con la criminalità organizzata di tipo mafioso o similare degli amministratori, ovvero su forme di condizionamento degli stessi, tali da determinare un’alterazione del procedimento di formazione della volontà degli organi elettivi ed amministrativi e da compromettere il buon andamento o l’imparzialità delle amministrazioni comunale e provinciali, nonché il regolare funzionamento dei servizi ad esse affidati, ovvero che risultino tali da arrecare grave e perdurante pregiudizio per lo stato della sicurezza pubblica“.
E’ ormai notte quando interviene il senatore Renato Meduri: “Reggio è stata sempre la patria della democrazia ma non possiamo dimenticarci che negli anni ’70 era accusata di contiguità fascista ora di contiguità mafiosa. Se ci sono contigui prendeteli ma non sospendete la democrazia“.



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