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I Bronzi a Messina? Idea affascinante ma ormai impraticabile. Quante bugie sulle due statue…

bronzi01Nei giorni scorsi abbiamo già parlato dell’articolo di Sergio Rizzo sul Corriere della Sera che ha riaperto il dibattito sui Bronzi di Riace, non solo a Reggio ma anche oltre lo Stretto. A Messina qualcuno ha addirittura lanciato un’idea tanto bizzarra quanto suggestiva: portare i Bronzi nel Museo della Città Peloritana finchè non sarà inaugurato il nuovo Museo Nazionale della Magna Grecia in fase di ristrutturazione a Reggio Calabria. Si tratta di tre consiglieri rispettivamente della V, IV, III, Circoscrizione messinese, Paolo Barbera, Alessio Mancuso e Andrea Aliotta, insieme all’associazione ambientalista e culturale “EcoDem”, che sabato mattina con una conferenza stampa presso la Sala Commissioni di Palazzo Zanca, presenteranno la raccolta firme per richiedere che i Bronzi di Riace vengano ospitati temporaneamente al Museo Regionale della città di Messina. I sostenitori di questa petizione sostengono, sulla falsariga dell’articolo di Rizzo che ha diffuso convinzioni assolutamente fuorvianti sull’attuale “status” delle due statue, che le due opere siano abbandonate in un deposito a causa della chiusura per lavori di ristrutturazione del Museo reggino. A parte il fatto che non basterebbero milioni di firme per prendere una decisione che spetta solo ed esclusivamente alle autorità competenti, l’idea è ormai assolutamente impraticabile.
Bronzi di RiaceInfatti se i Bronzi potessero prendere vita, la prima cosa che farebbero sarebbe querelare Rizzo. Potrebbero comunque farlo gli enti locali reggini, per il danno subito da un articolo così intriso di falsità storiche palesi ed evidenti. In realtà i Bronzi di Riace non sono assolutamente abbandonati ma, anzi, stanno benissimo a Palazzo Campanella, in una sala appositamente allestita anni fa per ospitarli durante i lavori di restauro che avrebbero dovuto compiere comunque, a prescindere dai lavori del Museo. Fu l’allora sindaco Giuseppe Scopelliti ad avere l’intuizione di tenerli a Reggio allestendo in riva allo Stretto un laboratorio di restauro provvisorio, evitando così la delicata trasferta a Roma o a Firenze come invece era previsto in origine. Voleva metterli in bella mostra a Villa Zerbi, sul Lungomare, poi accettò la disponibilità di Giuseppe Bova, allora Presidente del Consiglio Regionale, e i Bronzi si spostarono a Palazzo Campanella, dove i tecnici e gli esperti dei Beni Archeologici li stanno restaurando con estrema cura. Il laboratorio di restauro allestito nel palazzo del consiglio regionale è aperto al pubblico gratuitamente.
img0005Negli ultimi anni ha avuto centinaia di migliaia di presenze turistiche. Non solo si possono osservare i Bronzi, ma si possono anche ammirare i lavori di restauro, il tutto in uno scenario avveniristico e piacevole come è appunto Palazzo Campanella, uno dei tanti luoghi di pregio della città. I turisti arrivano in via Cardinale Portanova e poco gli importa che non si chiama “Museo“. I bronzi, in realtà, stanno molto bene lì dove sono. L’idea di portarli a Messina poteva anche essere affascinante e suggestiva, non solo per la città peloritana ma anche per sancire definitivamente l’Area Metropolitana dello Stretto. E, anzi, se c’è una e una sola città al mondo a cui Reggio può “prestare” le sue due opere più belle, quella è la sua “gemella” Messina. Nel caso specifico, però, bisognava pensarci prima. Qualche anno fa, quando le statue rischiavano di andare via dallo Stretto per i lavori di restauro ma poi ci restarono grazie all’impegno degli enti locali e, nello specifico, a Bova e Scopelliti che intrapresero una sinergia nell’esclusivo interesse della città, pur rappresentando partiti diversi e contrapposti.

img0008IL MINISTRO D’ALIA A REGGIO: “E’ BELLISSIMO VEDERLI COSI’, IDEA GENIALE” – Intanto il ministro della pubblica amministrazione, Gianpiero D’Alia (messinese), oggi è stato proprio a Reggio Calabria per partecipare alla conferenza dei presidenti delle assemblee legislative e delle province autonome che si è tenuta a Palazzo Campanella, sede del consiglio regionale della Calabria, e ha avuto modo di ammirare i Bronzi: “ho visto un laboratorio di restauro realizzato dentro il consiglio regionale, con ricercatori di grande professionalità” – ha detto – solitamente il restauro è la parte piu’ delicata del lavoro che si fa per valorizzare un’opera d’arte, e lo si fa in un ambiente chiuso in cui nessuno può fruire della bellezza di quell’opera d’arte. Qui invece si è avuta la geniale intuizione di garantire attraverso un allestimento importante e significativo che il restauro dei Bronzi di Riace avvenga consentendo al pubblico di continuare a vederli, magari in una posizione diversa, non in piedi ma sdraiati, ma con gente che sta lavorando per renderli sempre vivi e dare la possibilità a tutti di conoscere la bellezza di questa terra. Penso che queste sono notizie che vadano riportate per quello che sono. Non conosco nel dettaglio la questione del Museo nazionale – ha concluso il ministro – ma so quello che ho visto, un restauro realizzato offrendo la possibilità a tutti i cittadini di continuare a godere di quelle opere d’arte e questa è la verità, il resto non sta a me giudicarlo“.

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