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L’Associazione Calabria-Spagna visita le ferriere della Mongiana

DIGITAL CAMERAImportante iniziativa culturale dell’Associazione Calabria-Spagna, che ha portato soci e simpatizzanti a compiere una lunga visita ai ruderi del famoso complesso metallurgico della Mongiana, in provincia di Vibo Valentia.

Si è data così l’occasione ai partecipanti di prendere conoscenza di una delle più significative realtà industriali calabresi, operanti, a cavallo fra la fine del 1700 e tutto l’ ‘800, nel settore della metallurgia. Gli aspetti storici ed economici connessi all’attività di quelle ferriere, sono stati illustrati, nel corso della visita, dal dr. Francesco Arillotta. Egli ha ricordato come tutto il sistema produttivo poggiava sul minerale ferroso estratto dalle antichissime miniere esistenti nel territorio dei comuni di Pazzano e Agnana, minerale che veniva poi trasportato a dorso di mulo alla Mongiana, dove erano stati costruiti degli altiforni alimentati con le vaste faggete delle Serre Catanzaresi. Gli impianti servivano soprattutto per coprire il fabbisogno di armi (cannoni, canne di fucile, palle di ferro) dell’esercito borbonico. In un secondo tempo, considerata l’alta qualità del prodotto che le ferriere erano in grado di garantire, vi si fabbricarono anche gli elementi in ferro dei grandi ponti gettati sul Garigliano e sul Volturno. L’intera catena di produzione comportava l’occupazione di diverse centinaia di persone, tra quanti scavavano nelle miniere, gli incaricati del trasporto, e gli operatori specializzati, pure stranieri, addetti alla gestione degli altiforni. Le ferriere della Mongiana furono anche occasione di particolari esperienze sociali. Nell’area attorno agli impianti furono costruiti edifici in cui alloggiavano gli operai e le loro famiglie; si applicarono contratti di lavoro particolari, che comprendevano un orario contenuto nelle otto ore, un servizio sanitario, un’assistenza religiosa, retribuzioni molto superiori a quelle praticate in altre strutture consimili nel resto del Regno. Il complesso metallurgico subì un progressivo decadimento allorché, costituitosi il Regno d’Italia, esso dovette competere con impianti similari presenti in altre zone della penisola, in grado di produrre in condizioni economiche più vantaggiose. Il che provocò una gravissima crisi sociale in tutta l’area interessata. Crisi che si espresse anche in termini violenti, passati alla storia sotto il termine ’brigantaggio’. Tentativi successivi per riprendere l’attività produttiva non ebbero alcun esito. Resta il fatto – ha sottolineato Arillotta – che esiste, nella parte dell’Alto Jonio Reggino alle spalle di Stilo, una importante realtà mineraria, sulla quale sarebbe il caso di puntare lo sguardo, nel contesto di un rilancio economico della nostra provincia.

A conclusione della ‘gita’, la presidente dell’Associazione, dr. Rosa Fontana, ha dato notizia delle ulteriori iniziative che si stanno prendendo, anche di carattere internazionale, per evidenziare sempre più i contenuti culturali dell’Associazione stessa, mirati alla promozione di intensi rapporti fra la Calabria, la Spagna e le nazioni oltre-oceano di lingua ispanica.