Lo scandalo dei forestali calabresi che nelle ore di lavoro mangiano, dormono e giocano a carte!

ImmagineIeri sera su Italia 1 la nota trasmissione d’inchiesta “Le Iene” ha mandato in onda un servizio della durata di circa 9 minuti in cui è stato documentato lo scandalo dei lavoratori forestali calabresi della zona jonica, tra Samo e Africo, che nelle ore di lavoro non fanno altro che mangiare, dormire e giocare a carte. E’ stato il brillante Luigi Pelazza a far luce su una questione simile a quella dell’assenteismo negli uffici pubblici e nota da tempo. In Calabria sono circa 6.000 i lavoratori forestali che dovrebbero occuparsi di curare e controllare le tante foreste di una Regione in gran parte composta da boschi e montagne, attuando quegli interventi necessari a prevenire frane e smottamenti, incendi e altre calamità naturali. Per fortuna non tutti passano le ore di lavoro a mangiare, dormire e giocare a carte, ma purtroppo in tanti non fanno altro che garantirsi uno stipendio pubblico (cioè pagato con i nostri soldi!) senza far nulla dalla mattina alla sera. L’Afor Calabria è commissariata dal 2007 e il commissario, Alfredo Allevato, s’è negato al giornalista delle Iene perchè “dopo tanti anni proprio oggi mi sto prendendo due giorni di ferie“. Pelazza ha fatto un focus su Samo, “un comune di 800 abitanti con circa 100 dipendenti pubblici dell’Afor, lavoratori forestali“. Il giornalista, poi, si reca a Catanzaro presso la sede Regionale dell’Afor. Ad accoglierlo non c’è il commissario ma un suo vice, a cui Pelazza mostra il video: “che vergogna” risponde il dirigente, dicendosi consapevole di ciò che avviene nella zona jonica del Parco Nazionale dell’Aspromonte.
Avete monitorato la zona pessima, una zona molto particolare. Quella è la zona che all’azienda ha creato grossissimi problemi”, aggiunge. Uno di questi è legato alla benzina. L’Afor rimborsa i soldi della benzina che gli operai spendono per andare da casa a lavoro. Parecchi forestali, falsificando alcuni documenti, ottenevano molto di più del dovuto. L’azienda, per risparmiare, ha messo a disposizione alcuni pulmini: “questi non hanno mai voluto prendere il pulmino“, sottolinea il dirigente Afor. Oggi, i rimborsi per il carburante continuano ad essere erogati, anche se in misura ridotta.
Dall’intervista emerge che nel 2009 vi fu un attacco alla sede di Catanzaro. Trecento forestali, si parla di un “contingente di Africo”, ha messo sotto sopra l’ufficio “combinando l’ira di Dio“. L’ex Commissario Afor fu sequestrato, e il Direttore generale fu preso a schiaffi, “sequestrato“.
Faremo il possibile” assicurano scettici, ma cosa potranno fare?
Viene piuttosto da chiedersi quali criteri siano stati utilizzati per l’assunzione di questi dipendenti pubblici e con quale logica continuano ad essere regolarmente al loro posto nonostante simili inequivocabili documentazioni di truffe e reati che andrebbero puniti, secondo le norme vigenti nel nostro Paese, con diversi anni di galera.