Governo, ecco il programma di Letta: “stop Imu, niente aumento dell’Iva”. Tutti i punti per la crescita

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+++ FLASH +++ LETTA, A GIUGNO STOP PAGAMENTO IMU +++ FLASH +++Enrico Letta chiede la fiducia alla Camera e paragona il suo governo a Davide, che deve abbattere un Golia di problemi colossali. Cinquanta minuti di discorso, molti applausi (qualcuno anche dai grillini) ed un progetto politico che non vede limiti temporali per alemo 18 mesi. Poi, avverte, tirero’ le somme e, di fronte ad un risultato insiddisfacente “trarro’ le conseguenze”. Sara’ un caso, ma e’ la stessa frase usata da Giorgio Napolitano nella cerimonia di insediamento, una settimana fa. Piatto forte la promessa sull’Imu: “Bisogna superare l’attuale sistema sulla tassazione per la prima casa intanto da subito con lo stop sui pagamenti di giugno per permettere al Parlamento di attuare una riforma complessiva del sistema di imposte”. E con questo i dubbi dei berlusconiani sono placati.
Newly appointed Italian Prime Minister Letta speaks at the Lower house of the parliament in RomePoi un ammiccamento alla sinistra, sul problema del lavoro e degli esodati: “Bisogna ridurre le restrizioni ai contratti a termine, aiuteremo le imprese ad assumere giovani a tempo indeterminato in una politica generale di riduzione del costo del lavoro”. Quanto a chi e’ rimasto incastrato nelle ruote dentate della riforma Fornero, “con questi lavoratori la societa’ ha rotto un patto e la soluzione strutturale di questo problema e’ un impegno prioritario di questo Governo”. Partira’ subito, il neopremier, per un giro europeo che ha come sfondo la revisione dei rapporti all’interno dell’Unione. Nel frattempo, tra le emergenze indicate, l’istituzione di redditi minimi pe le famiglie bisognose e, sul piuano della riforma della politica, l’abolizione del finanziamento pubblico dei partiti. Anche i ministri, annuncia Letta a sorpresa, non potranno cumulare lo stipendio di titolare di dicastero a quello di parlamentare. In corso il dibattito, la votazione e’ prevista dopo le 20. Pare che una parte dei grillini non abbia avuto un’impressione negativa, mentre Angelino Alfano si dice d’accordo dalla prima all’ultima parola. Critiche – a cominciare dall’Imu – da parte della sinistra del Pd. Sono i nuovi scenari politici che si delineano.

++ LETTA,GOVERNO EUROPEO ED EUROPEISTA,ANDRO' BRUXELLES ++LETTA: “QUESTA MAGGIORANZA E’ UN’ECCEZIONE FIGLIA DELL’ECCEZIONE DEL RISULTATO ELETTORALE” – Il rispetto delle scelte eccezionali che la politica italiano ha fatto in queste settimane (dalla storica rielezione del capo dello Stato alla singolare maggioranza che sostiene il neonato governo) per rispondere ad una convergenza di casi eccezionali (le elezioni senza vincitori, la drammatica crisi economico-finanziaria che ha investito l’intero pianeta, l’inderogabile necessita’ di riforme istituzionali) viene chiesto dal presidente del Consiglio Enrico Letta, nel suo discorso programmatico alla Camera. ”Credo che non sia facile votare insieme da posizioni cosi’ eterogenee – dice Letta – ma proprio per questo credo che questa sia una scelta che meriti rispetto anche da chi non la condivide perche’ non e’ motivata dall’interesse particolare ma da principi piu’ alti di coesione nazionale”. Per altro, rileva il premier, e’ questo ”il senso del messaggio del Presidente della Repubblica alle Camere”. A questo punto, continua, ”noi dobbiamo dare il nostro contributo a ricostruire un patto di fiducia, a ritrovare il senso di una missione comune. Come italiani – e’ l’ammonimento di Letta – si vince o si perde tutti insieme”. Per Letta ”sicuramente e’ e deve essere un’eccezione la convergenza di forze politiche – Pd, Pdl e Scelta Civica – che si sono presentate come alternative alle elezioni”. Ma, nota il premier, altrettanto ”eccezionale e’ che dalle urne, anche a causa della legge elettorale, non sia uscita alcuna maggioranza; e’ eccezionale l’emergenza economica che il governo dovra’ affrontare; e’ eccezionale il fatto che sia necessario riscrivere alcune regole costituzionali”. Di fronte a questo scenario ”credo quindi – sono parole di Letta – che le forze politiche che sostengono il governo stiano dimostrando un grande senso di responsabilita’ e di attaccamento alle istituzioni”. Non si puo’ infatti dimenticare, continua Letta, che ”vent’anni di attacchi e delegittimazioni reciproche hanno eroso ogni capitale di fiducia nei rapporti tra i partiti e l’opinione pubblica, che e’ esausta, sempre piu’ esausta, delle risse inconcludenti”. E’ per questo che Letta intende appellarsi alla ”responsabilita’ dei partiti e dei movimenti perche’ ritengo centrale il ruolo del Parlamento, con una continua interlocuzione con le forze politiche che non sostengono il Governo e con la creazione di luoghi permanenti di codecisione, ai quali partecipero’ personalmente, tra il governo e le forze politiche che lo sostengono”. Letta non ha dubbi, l’appello alla responsabilita’ e alla capacita’ di trovare terreni di convergenza e’ ”ancora piu’ pressante nel nostro compito di riformare le istituzioni, anche perche’ auspico che per la scrittura delle regole che riguardano la vita democratica di tutti il fronte si allarghi anche alle forze che non hanno intenzione di sostenere il governo in modo organico, che devono partecipare pienamente al processo costituente.Vedo oggi – rileva il premier – una via stretta ma possibile, per una riforma anche radicale del sistema istituzionale e del sistema politico”.

142626 RAVAGLI - CAMERA: IL PREMIER ENRICO LETTA PRESENTA IL PROGRAMMAALFANO: “E’ MUSICA PER LE NOSTRE ORECCHIE” – Il discorso programmatico pronunciato da Enrico Letta alla Camera dei deputati è “musica” per le orecchie del vicepremier e neoministro dell’InternoAngelino Alfano e dei suoi compagni di partito. “Ho condiviso dalla prima all’ultima parola – ha precisato il segretatio Pdl – e soprattutto nell’avvio del suo discorso ho ritrovato tanti dei nostri valori. In particolare per quanto riguarda la diminuzione delle tasse, l’azzeramento delle tasse per chi assume, la sburocratizzazione, l’idea di un fisco amico che ridisegna Equitalia non nella sua funzione ma nella modalità d’agire”. Ma in particolare Alfano ha salutato come “una grande notizia che non si paga la rata di giugno dell’Imu”. Entusiasmo condiviso anche dalla sua compagna di partito Daniela Santanché, che inneggia alla “vittoria assoluta di Berlusconi”.

TUTTI I PUNTI DEL PROGRAMMA:

  • L’ULTIMA OPPORTUNITA’ Letta esordisce ringraziando pubblicamente il capo dello Stato. Napolitano, ha chiesto a tutti ”di parlare il linguaggio della verita’ , e raccogliendo il suo appello mi rivolgo a voi con il linguaggio sovversivo della verita’ ”.
  • SITUAZIONE GRAVE. UE RESTA FARO L’analisi di Letta parte dalla considerazione che ”la situazione economica dell’Italia e’ ancora grave”. E come dimostra la sparatoria di ieri di fronte a Palazzo Chigi ”il disagio rischia di trasformarsi in rabbia e conflitto”. Il lavoro di risanamento compiuto da Monti ha rappresentato ”la premessa” per rendere possibile la crescita. Ma ora bisogna puntare senza indugio alla ripresa dell’economia. ”Di solo risanamento l’Italia muore”. Di piu’: ”senza crescita e senza coesione l’Italia e’ perduta”. Per farlo, pero’, l’Italia deve restare ben agganciata all’Europa. Per dimostrare che il suo governo ”e’ europeo ed europeista”, Letta da domani compira’ un viaggio a Bruxelles, Berlino e Parigi. ”Pensare a un’Italia senza Europa e’ la piu’ pericolosa perdita di sovranità”.
  • FISCO E IMU. La riduzione fiscale senza provocare nuovo indebitamento sara’ ”un obiettivo continuo del governo”. Letta annuncia che a giugno non si paghera’ la rata dell’Imu in attesa di ”una riforma complessiva” delle imposte sulla casa. Il premier si prende anche l’impegno a rinunciare all’inasprimento dell’Iva. Poi Letta promette ”una ferrea lotta all’evasione” condotta pero’ da un ”fisco amico”: ”La parola Equitalia non deve provocare brividi”.
  • LAVORO E REDDITO MINIMO. La mancanza di lavoro e’ ”la grande tragedia di questi tempi”. Ridare lavoro sara’ ”la prima priorita’ di questo governo”. Letta pensa anche a ”forme di reddito minimo per le famiglie bisognose con figli piccoli”. Per facilitare l’assunzione di giovani, possibili forme di part time per i lavoratori in attesa della pensione. Tra gli altri obiettivi, il rifinanziamento della cassa integrazione in deroga, il superamento del precariato anche nella pubblica amministrazione, la soluzione del problema degli esodati. Porte aperte al confronto con le forze sindacali: ”I sindacati saranno protagonisti”.
  • POLITICA RECUPERI DECENZA. Letta si mostra severo con i partiti. ”Bisogna recuperare decenza e sobrieta”, dice. ”Nessuno puo’ sentirsi assolto dall’accusa di aver contaminato la politica con gesti, parole, opere e omissioni: ci sono stati 11 milioni di astenuti, sono il primo partito d’Italia, se non lo capiamo la politica e’ finita” E annuncia la soppressione dello stipendio dei ministri. Linea dura sul finanziamento pubblico dei partiti: dal ’94 in poi si sono succedute ”leggi ipocrite”, ora la legge va abolita. Ma contestualmente va garantita la trasparenza e la democraticita’ della vita dei partiti, attuando la Costituzione.
  • SE SI FALLISCE SCONFITTA DI TUTTI. Letta definisce il suo esecutivo un ”temporaneo governo di servizio”. Numerosi i suoi invitI a non rovinare il difficile equilibrio bipartisan: ”Come italiani o si vince o si perde tutti insieme”. Secondo Letta ”venti anni di attacchi hanno eroso la fiducia di un’opinione pubblica esausta per le troppe risse inconcludenti”.
  • LA FIONDA DI GOLIA. Letta si appoggia alla storia biblica del giovane Davide che sconfigge Golia. ”Come Davide dobbiamo spogliarci della spada e dell’armatura che abbiamo indossato finora e che ci ha appesantito. Come Davide noi dal torrente delle idee abbiamo scelto i nostri ciottoli: sono le nostre proposte di programma. La fionda l’abbiamo in mano: insieme governo e Parlamento”.
  • COSTITUZIONE. Letta spinge per una radicale riforma della Costituzione. La fiducia deve essere data da una sola Camera, l’altra puo’ diventare una Camera delle autonomie. Le province vanno abolite. Si puo’ pensare a una riorganizzazione delle regioni. La legge elettorale va cambiata (a titolo personale dice: meglio di questa anche il ritorno alla legge precedente, il mattarellum). Le riforme vanno appaltate a una convenzione della quale possano far parte anche membri esterni. Letta lega la vita del suo governo al successo di questo tentativo: ”tra 18 mesi verifichero’ se il progetto e’ avviato verso un porto sicuro. Se sara’ cosi’ il governo potra’ continuare a lavorare, altrimenti non esiterei a trarne le conseguenze”.