Le inchieste di StrettoWeb: le “vacche sacre” di Cittanova

Le “vacche sacre” di Cittanova,che tanto disagio recano agli automobilisti, sono legate alla guerra di n’drangheta del paese pianigiano . All’ inizio del 1971,la guerra cruenta portò le famiglie che li possedevano a non poter accudire i bovini. Cosi’ le mandrie tornarono allo stato brado, pascolando in ogni dove anche in mezzo alle strade. Nessuno osava cacciarle o abbatterle o rubarle. Da qui la definizione “vacche sacre”, affibbiata al bestiame che pascolava libero fra Cittanova e Taurianova. Nel 1987 un treno (“littorina”) deraglio’ a causa loro e centinaia di automobilisti hanno subito incidenti anche gravi per il passaggio improvviso delle mucche. Una ragazza ha perduto un occhio, un giovane e’ finito in coma irreversibile. In compenso, un contadino che ha aiutato una vacca a partorire,due giorni dopo ha trovato davanti alla porta di casa uno scatolone pieno di cibarie (salami, bottiglie, formaggi, zucchero, caffe’) donate dai “mammasantissimi” .Nel marzo ‘ 89 polizia e carabinieri tentarono un rastrellamento, con l’ aiuto di funzionari del ministero dell’ Agricoltura prevedendo l’ immediata macellazione dei capi catturati.Non ultimo,l’incidente di circa un anno fa, dove un fur­gone ha inve­stito ed ucciso un bovino che sostava sulla car­reg­giata nel tratto Cittanova-Taurianova.Nes­sun ferito, in que­sto caso. Ciò nono­stante, resta alta la pre­oc­cu­pa­zione dei cit­ta­dini e delle forze dell’ordine.Con un’ordinanza datata luglio 2010, il pre­fetto di Reg­gio Cala­bria, Var­ratta, ordi­nava “a tutte le forze dell’ordine ed ai loro ausi­liari di prov­ve­dere all’abbattimento dei bovini vaganti, limi­ta­ta­ mente al caso in cui que­sti doves­sero creare una situa­zione di peri­colo con­creto per l’incolumità delle popo­la­zioni e per la sicu­rezza della cir­co­la­ zione”. Que­sto prov­ve­di­mento portò all’abbattimento di undici bovini, poi inter­rati nel comune di Cit­ta­nova. L’ordinanza pre­fet­ti­zia ha ter­mi­natoi suoi effetti il 30 giu­gno 2011. Nono­stante l’impegno delle auto­rità, e le con­ti­nue denunce espo­ste, l’allarme non è rien­trato, ma anzi, la paura degli automobilisti persegue