Messina: laurea honoris causa a Luca Maroni, ambasciatore del vino italiano nel mondo

“Ambasciatore del vino italiano nel mondo”,  Luca Maroni è stato insignito oggi, nell’Aula Magna dell’Università di Messina, del titolo di Dottore di ricerca honoris causa in Scienze Enogastronomiche, su proposta del prof. Giacomo Dugo, coordinatore dell’omonimo dottorato di ricerca istituito alla Facoltà di Scienze mm.ff.nn. dell’Università di Messina.
Il docente universitario, nella sua laudatio, ha presentato il candidato al dottorato: “Fino all’età di 24 anni assolutamente astemio – ha detto il prof. Dugo – il dott. Luca Maroni, nato a Roma nel 1961, si è trasformato in amante del vino e da quel momento è diventato un enologo di fama mondiale, nonché editore della rivista “The Taster of Wine”, un periodico che fa conoscere ed apprezzare  il vino e la degustazione. Nel 1996 realizza la prima edizione della Guida dei Vini Italiani, dal 1998 proposta anche in versione tedesca e inglese; tiene seminari presso i più prestigiosi operatori nazionali del settore (Vinitaly, Università di Conegliano, Consorzio del Brunello di Montalcino, ecc.), si dedica  alla pubblicazione di un  manuale sulla “Piacevolezza dell’Olio”, tiene sul magazine Panorama una rubrica sul vino, e gli viene affidato il ruolo di esperto nella  trasmissione radiofonica “Decanter”. La Presidenza del Consiglio gli affida l’incarico di scrivere il capitolo dedicato al vino e al cibo sul volume “Le Eccellenze Italiane”, nel marzo 2005 realizza per il Corriere della Sera i 5 volumi dedicati al vino, che raggiungono una tiratura di  circa un milione di copie, divenendo così l’opera di divulgazione sul vino dalla più alta diffusione di sempre. Nel luglio 2009 è chiamato dalla Presidenza del Consiglio e dalla Protezione civile a selezionare i migliori vini abruzzesi per i pranzi e le cene dei Capi di Stato presenti al Summit G8 a L’Aquila”. A conclusione della presentazione, il prof. Dugo ha rimarcato che “il  conferimento del dottorato rappresenta un tangibile segno di riconoscimento e di stima per il lavoro di studio e di divulgazione del dott. Maroni”. Il Rettore, prof. Francesco Tomasello, ha tenuto a sottolineare  “l’orgoglio dell’Università di Messina per avere fondato un corso di studi in Enogastronomia, fondato su valori essenziali della persona e dell’umanità, che coniuga l’enologia, la gastronomia e la salute, ed al quale afferiscono docenti appassionati e competenti”. Il prof. Giacomo Maisano, direttore del Dipartimento di Fisica e Scienze della Terra, ha affermato che il dottorato in Scienze Enogastronomiche  “ricade nelle aree di interesse scientifico della Facoltà di Scienze”, riconoscendo agli studi del dott. Maroni “un ruolo importantissimo per  la divulgazione dei vini e degli oli siciliani”. Infine, l’avv. Giuseppe Cardile, direttore amministrativo dell’Ateneo, ha letto il verbale di approvazione, da parte del Senato Accademico, della proposta di approvazione del dottorato.
Il neo dottorato, nel prendere la parola prima di tenere la lezione magistrale  ha detto essere “un onore grandissimo il dottorato conferitomi da una prestigiosa Università come quella messinese, fondata nel lontano 1548”; passando poi a sviluppare il tema della lezione magistrale “Vino, caleidoscopio di valore naturale, tecnico, sensoriale, economico, culturale e spirituale”,  dopo avere evidenziato le peculiarità del territorio e dei vini siciliani (“le piante siciliane presentano una vitalità linfatica superiore a tutte le altre piante italiane, con ben 20 varietà autoctone di vini siciliani, che non potranno mai essere imitati, costituendo autentici tesori per la regione  siciliana”) ha ricordato come il vino Marsala è stato per decenni il preferito dagli inglesi, che i romani bevevano vino “allungato con l’aceto”; rivolgendo un pensiero riconoscente al grande maestro Luigi Veronelli, ha concluso affermando che oggi “ i vini del passato non si potrebbero più bere, al massimo si potrebbero usare come aceto perché i vigneti e le tecniche di trasformazione attuali sono completamento diversi dal passato, a testimonianza del grande cambiamento subito da vino  negli ultimi anni” e che “il comparto agro-alimentare ha recentemente superato quello industriale nel Pil italiano”,  prevedendo per l’Italia il primo posto al mondo quale paese produttore di vino.

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