Pignatone da Roma continuerà a occuparsi di mafia e ‘ndrangheta

Le indagini antimafia della procura della Repubblica di Roma saranno guidate dal capo della procura. A deciderlo lo stesso Giuseppe Pignatone che ha emesso una circolare sulla riorganizzazione degli uffici. Giancarlo Capaldo, procuratore aggiunto, non si occupera’ piu’ di antimafia ma di terrorismo. Franco Ionta, invece, rientrato dal ministero della Giustizia, dove ha retto il dipartimento dell’amministrazione penitenziaria si occupera’ di immigrazione e dell’esecuzione delle pene. Nessun stravolgimento, quindi, ma soltanto aggiustamenti, tranne che per l’antimafia. Pignatone, infatti, fra i magistrati italiani e’ in questo settore fra i piu’ esperti avendo lavorato a lungo prima presso la procura di Palermo e poi a Reggio Calabria dove ha avuto ottimi successi. Roma ed il Lazio, comunque, rappresenteranno una grande occasione. Non e’ un mistero che alcune ‘ndrine calabresi stanno investendo nella capitale, cercando di organizzare una “razionalizzazione” del mercato della droga cresciuto a dismisura ma in buona parte gestito in modo “spontaneo”. E l’ex procuratore di Reggio Calabria sa gia’ come muoversi. Gia’ nella citta’ dello Stretto aveva incrociato piu’ di un boss con legami ed interessi romani e dovra’ soltanto riprendere alcune inchieste per portare alla luce la rete di spaccio e di acquisto di immobili nel centro storico romano da parte dei “calabresi”. Un altro fronte e’ quello delle organizzazioni criminali cinesi. La loro presenza e’ ormai sotto gli occhi di tutti per aver fatto saltare ogni metro di valutazione nel campo del commercio al dettaglio ed all’ingrosso, in centro come in periferia. Il neo procuratore di Roma dovra’ far fronte, poi, alla nuova offensiva di camorra e mafia, alleate nel Lazio soprattutto nel campo della commercializzazione dei prodotti ortofrutticoli e dei trasporti. Sono sfide che Pignatone vuol vincere anche a Roma.