Calabria, turismo da record: 4 milioni di passeggeri negli aeroporti. Calabrese annuncia il piano 2027-2029

Al forum sul turismo lento di Maida, l'assessore regionale traccia il bilancio della crescita del settore: 46 milioni investiti nella promozione e 110 milioni per migliorare le strutture ricettive. Ora la sfida del turismo tutto l'anno, tra cicloturismo, borghi, innovazione e nuove opportunità per i giovani

Quattro milioni di passeggeri negli aeroporti calabresi nel 2026, 46 milioni di euro investiti nella promozione turistica e 110 milioni destinati al miglioramento delle strutture ricettive. Sono alcuni dei numeri illustrati dall’assessore regionale al Lavoro, Turismo e Sviluppo Economico, Giovanni Calabrese, durante il forum “Il Futuro del Turismo è lento”, che si è svolto a Maida, in provincia di Catanzaro. L’appuntamento, promosso da Calabria Straordinaria nell’ambito del Green Road Award in Tour, ha registrato una grande partecipazione di operatori e imprenditori interessati alle prospettive di sviluppo del turismo delle quattro stagioni. Nel corso di una lunga intervista con il giornalista e conduttore televisivo Nicola Porro, Calabrese ha fatto il punto sulle politiche regionali per il settore, annunciando anche l’avvio del lavoro sul Piano Strategico del Turismo 2027-2029. L’obiettivo è consolidare la presenza della Calabria sui mercati nazionali e internazionali, puntando sulla qualità dell’offerta, sulla valorizzazione delle eccellenze territoriali e sulla capacità di attrarre visitatori durante tutto l’anno, superando una visione del turismo concentrata prevalentemente sulla stagione estiva.

Aeroporti, promozione e strutture ricettive: gli investimenti della Regione

Nel suo intervento conclusivo, Calabrese ha rivendicato i risultati delle politiche turistiche portate avanti dalla Giunta regionale, sottolineando il ruolo dello sviluppo dei collegamenti aerei nell’incremento dei flussi internazionali. Secondo i dati illustrati dall’assessore, gli aeroporti calabresi hanno raggiunto nel 2026 il record storico di 4 milioni di passeggeri, un risultato accompagnato da un’intensa attività di promozione della destinazione Calabria. La Regione ha investito 46 milioni di euro nel destination marketing, con l’obiettivo di rafforzare la riconoscibilità del territorio e valorizzarne le risorse naturalistiche, culturali ed enogastronomiche. Sul versante dell’accoglienza, Calabrese ha ricordato lo stanziamento, nell’anno precedente, di 110 milioni di euro per il miglioramento delle strutture alberghiere ed extra-alberghiere, evidenziando la necessità di elevare ulteriormente gli standard qualitativi dell’ospitalità. In questa direzione si inserisce anche il recente avvio del circuito alberghiero di Calabria Straordinaria, riservato alle strutture che rispettano rigorosi requisiti qualitativi e socio-ambientali stabiliti dal Dipartimento Turismo. Una strategia che, nelle intenzioni della Regione, deve accompagnare l’aumento delle presenze con un miglioramento complessivo dei servizi e della capacità competitiva delle imprese turistiche.

Guardando ai prossimi anni, l’assessore ha annunciato che è già in fase di elaborazione il Piano Strategico del Turismo 2027-2029, attraverso un percorso partecipativo avviato sulla piattaforma di Calabria Straordinaria. Cittadini, operatori turistici, imprenditori ed enti locali sono coinvolti nella definizione delle priorità, con contributi che saranno elaborati anche attraverso il supporto dell’intelligenza artificiale. L’obiettivo è costruire una strategia condivisa, capace di rispondere alle esigenze dei territori e alle trasformazioni del mercato turistico. Calabrese ha inoltre richiamato i dati della Banca d’Italia relativi a Pil, occupazione e sviluppo turistico regionale come elementi a conferma del percorso di crescita della Calabria. Una crescita che la Regione intende rendere graduale e strutturale, attraverso investimenti coordinati e una maggiore integrazione tra promozione, infrastrutture, qualità dell’accoglienza e valorizzazione delle specificità locali.

Dal mare ai borghi, la sfida del turismo delle quattro stagioni

Uno dei temi centrali affrontati dall’assessore riguarda la necessità di diversificare l’offerta turistica calabrese, valorizzando tutte le opportunità che il territorio può esprimere nei diversi periodi dell’anno. Accanto al turismo balneare, sostenuto dagli 800 chilometri di costa e dai risultati ottenuti sul fronte della qualità ambientale, con la Calabria indicata come seconda regione italiana per numero di Bandiere Blu dopo la Liguria, la strategia regionale punta sul cicloturismo, sull’enoturismo, sui borghi e sul patrimonio archeologico. Tra i principali attrattori figurano la Ciclovia dei Parchi, capace di generare nuove opportunità economiche e occupazionali, e i siti archeologici di Crotone, Sibari e Locri. L’obiettivo è sviluppare un modello turistico che coinvolga maggiormente le aree interne e distribuisca i benefici economici su un arco temporale più ampio, favorendo l’attività delle imprese anche nei periodi di media e bassa stagione. Un’impostazione nella quale il turismo lento assume un ruolo importante, perché consente di valorizzare paesaggi, tradizioni, produzioni locali ed esperienze autentiche, creando un legame più profondo tra visitatori e comunità.

Calabrese ha dedicato un passaggio anche al rafforzamento delle infrastrutture e alle prospettive occupazionali per le nuove generazioni. Accanto agli investimenti su aeroporti, ferrovie, porti e collegamenti ad alta velocità, l’assessore ha evidenziato la necessità di creare condizioni che permettano ai giovani calabresi di trovare opportunità professionali nella propria regione e favoriscano il rientro di chi ha scelto di trasferirsi altrove. “I giovani devono sapere che in Calabria possono costruire il proprio futuro”, ha affermato, richiamando il ruolo delle università regionali e, in particolare, dell’Università della Calabria, con il suo polo di ricerca avanzato dedicato all’intelligenza artificiale. Un percorso che lo stesso assessore ha definito ancora lungo, ma che sta contribuendo a rafforzare l’attrattività della Calabria, sempre più presente nelle principali fiere internazionali del turismo e impegnata nella valorizzazione della propria identità. La sfida è trasformare lo sviluppo turistico in un’opportunità stabile di crescita economica, occupazionale e sociale per i diversi territori regionali.

Il forum di Maida: cicloturismo, intelligenza artificiale e sostenibilità

Il forum “Il Futuro del Turismo è lento”, condotto da Nicola Porro, ha riunito istituzioni, esperti, imprenditori e protagonisti del settore per discutere esperienze concrete e nuovi modelli di sviluppo. L’iniziativa rientra nel Green Road Award in Tour, lo spin-off itinerante dell’Oscar Italiano del Cicloturismo, riconoscimento che da undici anni valorizza le regioni impegnate nella realizzazione di infrastrutture e servizi dedicati al turismo lento. In platea erano presenti rappresentanti di strutture ricettive, guide, tour operator, ristoratori, associazioni e amministratori locali, interessati a comprendere come costruire offerte capaci di generare valore anche al di fuori dell’alta stagione. Ad aprire i lavori è stato Roberto Cosentino, direttore generale del Dipartimento Turismo, Cultura e Identità Territoriale della Regione Calabria, che ha evidenziato la ricchezza e la diversità del patrimonio regionale. Secondo Cosentino, peculiarità naturalistiche, culturali e territoriali possono diventare un sistema integrato, nel quale la sensibilità e l’accoglienza dei calabresi rappresentano un elemento distintivo. Il turismo lento costituisce, in questa prospettiva, uno strumento per entrare nel cuore delle tradizioni locali, vivere esperienze autentiche e alimentare nei visitatori il desiderio di tornare per approfondire la conoscenza della Calabria.

Tra gli interventi più tecnici, Silvia Livoni, Bike Destination Specialist e ideatrice del primo bike hub d’Italia, Terre di Casole in Toscana, ha illustrato le opportunità dell’economia della bicicletta. Attraverso la raccolta dei dati e la mappatura dei territori, ha spiegato come sia possibile costruire una vera e propria riserva cicloturistica, coinvolgendo in rete albergatori, bar, ristoranti, servizi di noleggio e operatori outdoor, con l’obiettivo non soltanto di accogliere i visitatori, ma anche di offrire esperienze capaci di emozionarli. Cristiana Stradella ha invece approfondito il ruolo dell’intelligenza artificiale nella crescita delle imprese turistiche, illustrando come le nuove tecnologie possano migliorarne visibilità e competitività. L’attenzione si è concentrata sulle possibilità di essere individuati, scelti e, in prospettiva, prenotati attraverso strumenti basati sull’AI, senza perdere la componente umana dell’accoglienza. Per una regione dalle molteplici identità come la Calabria, l’intelligenza artificiale può diventare anche uno strumento per raccontare in maniera più efficace la varietà delle esperienze e delle destinazioni disponibili.

Le esperienze di Girolibero, Pin Bike, Maratona dles Dolomites e L’Eroica

A portare sul palco esempi imprenditoriali consolidati sono stati Pierpaolo Romio, fondatore di Girolibero, e Nico Capogna, CEO di Pin Bike. Romio ha raccontato il percorso di crescita del più grande tour operator italiano specializzato nei viaggi in bicicletta, una realtà che ogni anno coinvolge oltre 20.000 persone, illustrando come una visione innovativa possa trasformarsi, attraverso coraggio e determinazione, in un’offerta strutturata e competitiva sui mercati nazionali e internazionali. Capogna ha invece presentato Pedala i Territori, l’applicazione che incentiva la scoperta delle destinazioni in bicicletta attraverso un sistema di premi, con l’obiettivo di generare ricadute economiche locali e valorizzare anche le località meno conosciute. Due esperienze differenti che hanno mostrato come il cicloturismo possa rappresentare un settore economico organizzato, capace di coinvolgere attività commerciali, operatori dell’ospitalità e servizi del territorio, creando nuove occasioni di sviluppo per le comunità.

Un altro tema affrontato durante il forum è stato il ruolo degli eventi nella valorizzazione delle destinazioni. Michil Costa, albergatore, ambientalista e ideatore della Maratona dles Dolomites, ha proposto una riflessione sul turismo rigenerativo, sottolineando che la sostenibilità, da sola, non è sufficiente se non si mettono al centro le comunità locali. Il modello illustrato punta non soltanto a contenere l’impatto dei visitatori, ma anche a contribuire al miglioramento dei luoghi e della qualità della vita di chi li abita. Giancarlo Brocci ha ripercorso invece la nascita de L’Eroica, manifestazione oggi conosciuta a livello internazionale, nata in un piccolo comune della Toscana per preservare la memoria del ciclismo epico e diventata uno strumento di promozione territoriale e tutela ambientale. Dalle due esperienze è emersa l’importanza di conservare l’autenticità dei borghi, dei paesaggi e delle comunità, evitando che le destinazioni si trasformino in semplici scenografie costruite per il consumo turistico.

A offrire una diversa chiave di lettura è stato infine il giornalista Giovanni Moro, che ha portato al forum l’esperienza maturata in 35 anni di racconto del viaggio sulle pagine di DOVE. “Il turismo lento non esiste”, ha affermato provocatoriamente, spiegando come la vera contrapposizione non sia tra il turismo lento e quello veloce, ma tra un modo di viaggiare attento e consapevole e uno superficiale, che attraversa e consuma le destinazioni senza comprenderne realmente l’identità. Secondo Moro, sarebbe quindi più appropriato parlare di turismo attento, fondato su un rapporto autentico e rispettoso con i territori e con le persone che li abitano. Una riflessione che ha contribuito ad ampliare il confronto, spostando l’attenzione dalla semplice velocità degli spostamenti alla qualità dell’esperienza turistica e al valore delle relazioni costruite durante il viaggio.

Le realtà calabresi protagoniste: dal Pollino alla Sila, fino al Coast to Coast

Il confronto ha dato spazio anche alle esperienze già attive sul territorio regionale. Giovanni Gagliardi, cofondatore di Catasta, ha presentato il lavoro dell’impresa sociale impegnata nello sviluppo sostenibile dell’area del Pollino, mentre Paolo Canònaco ha raccontato l’esperienza del Castello di Serragiumenta e la nascita degli eventi cicloturistici LaDuesse e LaDuesse Pollino-Sila. Antonella Tarsitano, in rappresentanza di Destinazione Sila, ha illustrato il percorso della rete d’imprese che coinvolge soggetti pubblici e privati nella costruzione di un sistema integrato di servizi dedicati al cicloturismo e all’escursionismo. A completare il quadro è stato Francesco Denaro, referente di tappa di Kalabria Coast to Coast, che ha presentato il percorso di 55 chilometri tra Soverato e Pizzo, insieme ai futuri sviluppi pensati anche per i cicloturisti. Progetti che mostrano come la Calabria disponga già di esperienze imprenditoriali, associative e territoriali sulle quali costruire un’offerta più ampia, capace di collegare aree interne, borghi, montagne e località costiere attraverso itinerari e servizi coordinati.

Il forum di Maida è stato accompagnato anche da attività di conoscenza diretta del territorio. Nelle giornate di venerdì e sabato, relatori e giornalisti ospiti, insieme alle guide locali, hanno visitato alcune delle destinazioni più rappresentative della Calabria, da Tropea a Capo Vaticano fino a Pizzo. Il programma ha previsto anche un’esperienza in bicicletta lungo un tratto della Ciclovia dei Parchi, vincitrice del Green Road Award 2021 e oggi considerata uno degli attrattori regionali per chi sceglie di esplorare la Calabria a ritmo lento durante tutto l’anno. La partecipazione degli operatori e il confronto tra esperienze nazionali e realtà locali hanno messo in evidenza le potenzialità di un modello turistico che non si limita alla promozione delle destinazioni, ma punta a costruire servizi, collaborazioni e opportunità economiche diffuse. È questa la direzione emersa dall’iniziativa: fare del turismo delle quattro stagioni uno strumento di crescita per l’intera Calabria, valorizzando il patrimonio esistente e rafforzando il coinvolgimento delle comunità locali.

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